Italia. Primo sequestro di salvia divinorum, illegale dallo scorso 9 agosto
Un primo sequestro di salvia del tipo divinorum, considerata sostanza stupefacente, e' stato effettuato dai carabinieri del Nas in un negozio smart-shop di Torino. La salvia divinorum, che fino a luglio era liberamente in vendita, deve essere ritirata dal commercio per ordine del ministero della Salute.Il provvedimento del ministro e' stato pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale del 9 agosto ed e' la conseguenza di un'inchiesta della Procura di Torino. Il pubblico ministero Raffaele Guariniello aveva fatto analizzare un campione del prodotto da un chimico dell'Universita' subalpina: l' esperto, nel suo rapporto, spiego' che la salvia divinorum e' un allucinogeno che provoca, in chi la assume, distorsione della percezione e perdita del contatto con la realta'. Il magistrato, che ha aperto un fascicolo contro il titolare della catena di smart-shop per violazione della legge sui farmaci, aveva informato il ministero, che a sua volta ha disposto delle altre analisi. Adesso, l'ordinanza pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale definisce "la salvinorina A, principio attivo della salvia divinorum, una sostanza con attivita' allucinogena che puo' comportare condizioni di abuso e puo' rendere manifeste alcune patologie psichiatriche latenti come le psicosi acute e le psicosi depressive anche in modo irreversibile"; inoltre fa presente che "l'istituto superiore di sanita' ha dato parere favorevole all' inserimento della salvia divinorum e della salvinorina A nella tabella delle sostanze stupefacenti".
I carabinieri del Nas, dopo il provvedimento di sequestro, hanno svolto un controllo in uno smart-shop del centro storico di Torino, trovando vari flaconi di un prodotto chiamato Salvia 5X e indicato genericamente come 'incenso': il negoziante, interrogato dai militari, ha ammesso che contiene salvia divinorum, e cosi' e' stato denunciato per frode in commercio, in quanto le informazioni contenute nell' etichetta sono state ritenute ingannevoli.
La salvia divinorum, pianta originaria degli altipiani del Messico e gia' utilizzata dagli antichi abitanti di quel Paese per cerimonie religiose e cure mediche, oggi e' molto diffusa in Italia soprattutto tra i giovanissimi, che la assumono per inalazione. Agli atti dell' inchiesta del procuratore Guariniello risultano due segnalazioni di effetti collaterali provenienti dal centro antiveleni Niguarda di Milano: in un caso il consumatore e' stato colpito da allucinazioni, in un altro da crisi convulsive.
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