Italia. Processo per disobbedienza civile sulle droghe, testimone Giancarlo Caselli
E' cominciato stamani davanti al giudice monocratico Giuseppe Dagnino il processo, a Rita Bernardini, presidente nazionale dei Radicali Italiani, imputata di detenzione e cessione gratuita di 8 grammi di hashish al magistrato Giancarlo Caselli, all'epoca dei fatti direttore del Dipartimento Amministrazione Penitenziaria. Caselli, attualmente Procuratore generale della Repubblica di Torino, su richiesta della difesa, sara' sentito come teste nella prossima udienza, fissata per il 7 aprile.
L'episodio avvenne il 29 novembre 2000 in occasione della conferenza nazionale delle droghe, organizzata dalla presidenza del consiglio ai magazzini del cotone a Genova. Soddisfazione e' stata espressa dal difensore, l'avvocato Giuseppe Gallo, per la decisione del giudice di ammettere come teste delle difesa il dottor Caselli. "Confidiamo -ha detto il legale- di riuscire a ricostruire con completezza innanzi al giudice la vicenda, soprattutto attraverso la testimonianza del dottor Caselli a cui si chiedera' che cosa la Bernardini disse in quell'occasione, ovvero di aver sottratto la droga al mercato illecito, non facendo in questo modo guadagnare con quel quantitativo uno spacciatore".
"Erano i giorni della II conferenza Ministeriale sulle droghe -ricorda Rita Bernardini, in un comunicato- e Giancarlo Caselli, che allora dirigeva il Dipartimento dell'Amministrazione Penitenziaria, aveva organizzato una conferenza stampa sulla situazione carceraria. Il momento era sembrato piu' che indicato, a noi radicali, per porre con forza il problema dell'incidenza del proibizionismo sulle droghe sul sovraffollamento carcerario. Purtroppo, da allora le cose non sono cambiate: il dilagare delle leggi proibizioniste continua ad assicurare guadagni iperbolici alla criminalita' organizzata, a favorire la diffusione delle sostanze stupefacenti e a riempire oltre ogni misura le carceri italiane".
L'episodio avvenne il 29 novembre 2000 in occasione della conferenza nazionale delle droghe, organizzata dalla presidenza del consiglio ai magazzini del cotone a Genova. Soddisfazione e' stata espressa dal difensore, l'avvocato Giuseppe Gallo, per la decisione del giudice di ammettere come teste delle difesa il dottor Caselli. "Confidiamo -ha detto il legale- di riuscire a ricostruire con completezza innanzi al giudice la vicenda, soprattutto attraverso la testimonianza del dottor Caselli a cui si chiedera' che cosa la Bernardini disse in quell'occasione, ovvero di aver sottratto la droga al mercato illecito, non facendo in questo modo guadagnare con quel quantitativo uno spacciatore".
"Erano i giorni della II conferenza Ministeriale sulle droghe -ricorda Rita Bernardini, in un comunicato- e Giancarlo Caselli, che allora dirigeva il Dipartimento dell'Amministrazione Penitenziaria, aveva organizzato una conferenza stampa sulla situazione carceraria. Il momento era sembrato piu' che indicato, a noi radicali, per porre con forza il problema dell'incidenza del proibizionismo sulle droghe sul sovraffollamento carcerario. Purtroppo, da allora le cose non sono cambiate: il dilagare delle leggi proibizioniste continua ad assicurare guadagni iperbolici alla criminalita' organizzata, a favorire la diffusione delle sostanze stupefacenti e a riempire oltre ogni misura le carceri italiane".
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