Italia. Procura di Firenze: aumentano denunce per spaccio di metadone a carico. Federserd smentisce
Un aumento di denunce per spaccio e detenzione di metadone a carico di tossicodipendenti viene osservato negli ultimi tempi dagli uffici della procura di Firenze in base alle segnalazioni che pervengono dagli organi di polizia di giudiziaria. Il fenomeno, secondo quanto si apprende, viene considerato nuovo, e' relativo agli ultimi mesi (a partire dalla primavera) e potrebbe non riguardare solo il capoluogo toscano. Anche se non e' stata aperta nessuna inchiesta giudiziaria specifica sulla questione, nella procura fiorentina si fa notare che negli ultimi tempi numerosi tossicodipendenti stanno facendo scorte di metadone tramite i servizi delle Asl ma, anziche' utilizzarlo per scopo personale, lo destinano allo spaccio incrementando la filiera dei reati legati agli stupefacenti. Questa nuova tendenza, secondo gli inquirenti, troverebbe leva in un decreto ministeriale del novembre 2007 firmato dall'ex ministro alla salute Livia Turco. Il provvedimento, tra le varie disposizioni, consente la consegna del metadone al paziente, oppure a un familiare o ad altra persona maggiorenne debitamente in possesso di delega, per un fabbisogno personale massimo di 30 giorni.
'A noi non risulta che ci sia un aumento sensibile di denunce, sul territorio nazionale, per detenzione e spaccio di metadone o di altri farmaci sostitutivi': il presidente nazionale di Federserd (federazione dei servizi pubblici per le dipendenze), Alfio Lucchini, commenta cosi' all'Ansa l'allarme proveniente da uffici della Procura di Firenze. 'Da sempre - spiega Lucchini - una piccola quota di metadone entra nel mercato dello spaccio. Ma negli ultimi anni c'e' stato uno sforzo consistente da parte dei Sert a utilizzare, sia nei farmaci sostitutivi che non consentissero lo spaccio'. In pratica, il farmaco prescritto dal medico del Sert e' personalizzato e 'tarato' su quel paziente. Tra l'altro, precisa Lucchini, se un tossicodipendente non assume le quantita' prescritte, sta male, e dunque come puo' spacciare il farmaco che gli serve? Infine, Lucchini sottolinea come sia 'davvero raro che un Sert consegni al tossicodipendente o a un suo delegato metadone per 30 giorni: tendenzialmente i protocolli sono di 7-10 giorni, in casi rari di 15 e rarissimi di un mese. In Italia non c'e' il vezzo di dare metadone per periodi cosi' lunghi'.
'A noi non risulta che ci sia un aumento sensibile di denunce, sul territorio nazionale, per detenzione e spaccio di metadone o di altri farmaci sostitutivi': il presidente nazionale di Federserd (federazione dei servizi pubblici per le dipendenze), Alfio Lucchini, commenta cosi' all'Ansa l'allarme proveniente da uffici della Procura di Firenze. 'Da sempre - spiega Lucchini - una piccola quota di metadone entra nel mercato dello spaccio. Ma negli ultimi anni c'e' stato uno sforzo consistente da parte dei Sert a utilizzare, sia nei farmaci sostitutivi che non consentissero lo spaccio'. In pratica, il farmaco prescritto dal medico del Sert e' personalizzato e 'tarato' su quel paziente. Tra l'altro, precisa Lucchini, se un tossicodipendente non assume le quantita' prescritte, sta male, e dunque come puo' spacciare il farmaco che gli serve? Infine, Lucchini sottolinea come sia 'davvero raro che un Sert consegni al tossicodipendente o a un suo delegato metadone per 30 giorni: tendenzialmente i protocolli sono di 7-10 giorni, in casi rari di 15 e rarissimi di un mese. In Italia non c'e' il vezzo di dare metadone per periodi cosi' lunghi'.
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