Italia. Procura: processare don Gelmini per abusi sessuali sui ragazzi della Comunita'
Dopo oltre un anno di indagini la procura della Repubblica di Terni chiude l'indagine a carico di don Pierino Gelmini per presunti abusi sessuali nei confronti di alcuni ex ospiti della Comunita' Incontro chiedendo il rinvio a giudizio del sacerdote. Don Gelmini e' il padre della 'cristoterapia' oltre che uno dei principali ispiratori delle politiche sulle droghe del centro-destra.Un provvedimento del quale i suoi difensori non hanno potuto prendere visione. Cosi' don Gelmini, che si e' sempre proclamato estraneo a ogni addebito, e i suoi legali hanno scelto di non commentarlo. E assoluto e' il riserbo degli inquirenti.
Nella giornata di ieri, quando ancora la notizia della richiesta di rinvio a giudizio non si era diffusa, il fondatore della Comunita' Incontro aveva parlato dell'indagine che lo riguarda.
'Serenamente continuero' a svolgere la mia attivita' dedicata a chi ha bisogno, pronto ad affrontare qualsiasi evoluzione processuale' aveva detto. Riferendosi alla possibilita' che il pm Barbara Mazzullo potesse chiedere di processarlo aveva sottolineato di avere 'la serenita' del giusto che ha molto lavorato', esprimendo 'la piu' totale fiducia nella magistratura giudicante'. 'Continuero' il mio lavoro - ha sottolineato ancora - senza interruzioni. Vorrei pero' invitare la stampa a non enfatizzare problemi che sono direi di rito, dovuti, per evitare che i ragazzi (della Comunita') possano risentirne'.
Non e' comunque ancora chiaro come sia articolata la richiesta depositata dal magistrato che il 27 dicembre scorso aveva notificato al sacerdote l'avviso di conclusione indagini.
Un provvedimento, quest'ultimo, che aveva riguardato anche due collaboratori del sacerdote e la madre di uno dei suoi accusatori, tutti indagati per favoreggiamento. Non si sa pero' se la richiesta di rinvio a giudizio sia stata formulata anche nei loro confronti.
Con l'avviso di conclusione indagini la procura di Terni ha contestato a don Gelmini di avere costretto nove ospiti della comunita' a 'soddisfare le sue richieste sessuali' mediante 'la minaccia di avvalersi della sua autorita' e della conoscenza di numerosi personaggi politici influenti o promettendo favori tramite dette conoscenze'. Fatti avvenuti a sede di Molino di Silla di Amelia dal 1997 all' ottobre scorso.
Quattro degli ospiti che avrebbero subito le molestie si trovavano in comunita' agli arresti domiciliari o comunque sottoposti a misure di sicurezza alternative al carcere. Gli altri cinque erano tossicodipendenti in cura presso la comunita' e due di loro al momento dei fatti contestati avevano meno di 18 anni. A don Gelmini il pm Mazzullo aveva contestato anche la violazione dei suoi doveri 'inerenti ad una pubblica funzione o a un pubblico servizio e alla qualita' di ministro di culto e con abuso di autorita''. Da chiarire, ora, quali episodi siano confluiti nella richiesta di rinvio a giudizio.
I difensori del sacerdote avevano parlato di accuse 'assurde, non credibili e destituite di fondamento', sottolineando che alcune erano gia' state archiviate dalla procura di Terni negli anni scorsi.
Per difendersi al meglio dagli addebiti don Gelmini, che ha compiuto 83 anni il 20 gennaio scorso, ha chiesto e ottenuto di essere ridotto allo stato laicale dal Papa. Per restare con i suoi ragazzi fino alla morte e per affrontare l'inchiesta senza coinvolgere l'autorita' ecclesiastica.
"In questo momento voglio idealmente abbracciare don Pierino Gelmini. Naturalmente attendo come tutti che la magistratura verifichi l'attendibilità di quanto contestato, ma dico anche che don Pierino merita stima e apprezzamento della comunità nazionale perché ha salvato tanti, tanti ragazzi dalla droga". Lo ha detto il leader di An Gianfranco Fini, parlando a 'Viva voce' su Radio 24, commentando la richiesta di rinvio a giudizio di don Pierino Gelmini.
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