Italia. Procura di Roma apre fascicolo su deputato Udc: forse lui il fornitore di cocaina
La Procura di Roma ha formalmente aperto un fascicolo d'inchiesta sul caso di Cosimo Mele, il parlamentare dell'Udc che ha avuto un incontro a luci rosse con una squillo in un noto albergo della Capitale. Secondo quanto si è appreso gli inquirenti vogliono accertare se come riferito dalla donna l'esponente politico ha portato con sè della sostanza stupefacente. In ogni caso - si sottolinea - si vuol capire che 'percorso' ha fatto la droga. I pm mantengono il più stretto riserbo sul reato per cui è stato rubricato il fascicolo. Intanto nelle prossime ore sarà avviata l'attività istruttoria.Prevedibile, in tal senso, la convocazione di Mele, della prostituta, del personale ospedaliero che l'ha assistita, e di quello alberghiero.
'La legge antidroga e' uguale per tutti?': a chiederlo e' Giulio Manfredi, della direzione di Radicali Italiani, a proposito della vicenda della nottata del deputato Cosimo Mele con due 'squillo'.
L'esponente radicale chiede cioe' 'di verificare al piu' presto se un deputato della Repubblica ha violato una legge dello Stato'.
Manfredi ricorda quanto prescrive la legge Fini-Giovanardi, e in particolare che 'chiunque offre, cede, distribuisce, procura ad altri, passa' sostanze stupefacenti e' punito con la reclusione da sei a venti anni e con la multa da euro 26.000 a euro 260.000.
'Per i fatti di lieve entita', la pena va da uno a sei anni e la multa da euro 3.000 a euro 26.000.
Stesse pene per 'chiunque acquista, riceve a qualsiasi titolo o comunque illecitamente detiene sostanze stupefacenti che per quantita'...ovvero per modalita' di presentazione... ovvero per altre circostanze dell'azione, appaiono destinate ad un uso non esclusivamente personale''. Se poi non si supera la soglia ('fissata dal ministro della Salute ad interim Silvio Berlusconi a 750 milligrammi') si applicano le sanzioni amministrative e non penali.
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