Italia. La Procura di Torino contro gli smart shop
La Procura di Torino ha aperto un'inchiesta su una catena di negozi 'Smart Shop' (sono mezza dozzina in tutta Italia) che vendono soprattutto ai giovani delle sostanze ad effetto stupefacente che non risultano vietate. Il fascicolo riguarda un locale che si trova nel centro di Torino, in via Po.Gli esercizi commerciali propongono l' acquisto di "qualcosa di sballante -recitano i messaggi pubblicitari- senza uscire dai confini delle leggi". Su incarico del procuratore Raffaele Guariniello, i carabinieri del Nas hanno visitato il negozio torinese, prelevando dei campioni che ora verranno esaminati dall'Istituto Superiore di Sanita'. In primo luogo si vuole accertare se e' vero che i prodotti -di solito sono a base di erbe e radici confezionati in Olanda e immessi nel mercato italiano da un grossista di Milano- non siano incluse nella lista di quelle considerate stupefacenti. Una irregolarita', pero', sarebbe gia' emersa: alcuni prodotti sono farmacologicamente attivi, e quindi, prima di commercializzarli, e' necessario avere delle autorizzazioni specifiche. E' per questo che il pm procede -a carico di ignoti- per violazione delle norme sui medicinali.
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