Italia. Procurava cocaina per le feste: arrestato socio di Tarantini, il magnaccia di Berlusconi
Avrebbero procurato droga in occasione di diverse feste e 'riunioni mondane' alle quali avrebbe partecipato anche Gianpaolo Tarantini Massimiliano Verdoscia, 39 anni, e Stefano Iacovelli, arrestati dalla Guardia di Finanza del comando provinciale di Bari nell'ambito dell'inchiesta su Gianpaolo Tarantini, nel filone relativo allo spaccio e alla cessione di droga durante feste private avvenute a Bari e in Puglia.
In particolare, Verdoscia, trentanovenne barese, imprenditore, a lungo socio in affari di Tarantini, e' accusato dalla Procura di Bari di essersi reso responsabile di condotte atte a detenere, custodire, cedere gratuitamente e offrire cocaina e altre sostanze psicotrope, in occasione di feste organizzate all'interno di ville private o di noti locali cittadini o pugliesi. Altrettanto grave, secondo gli inquirenti, la posizione di Iacovelli, per il quale le indagini delineano un ruolo di vero e proprio 'pusher'.
Stando agli elementi di indagine finora raccolti, Iacovelli su esplicita richiesta si sarebbe attivato per procacciare e consegnare la cocaina destinata ad 'allietare' le serate. L'accusa sostiene che 'la cessione di droga da parte di Tarantini, che durante gli incontri conviviali era spesso coadiuvato dai suoi piu' stretti collaboratori, avesse la finalita' di 'intrattenere piacevolmente' ospiti importanti, agevolando in tal modo le proprie 'entrature' nel mondo della politica e della pubblica amministrazione'.
In particolare, Verdoscia, trentanovenne barese, imprenditore, a lungo socio in affari di Tarantini, e' accusato dalla Procura di Bari di essersi reso responsabile di condotte atte a detenere, custodire, cedere gratuitamente e offrire cocaina e altre sostanze psicotrope, in occasione di feste organizzate all'interno di ville private o di noti locali cittadini o pugliesi. Altrettanto grave, secondo gli inquirenti, la posizione di Iacovelli, per il quale le indagini delineano un ruolo di vero e proprio 'pusher'.
Stando agli elementi di indagine finora raccolti, Iacovelli su esplicita richiesta si sarebbe attivato per procacciare e consegnare la cocaina destinata ad 'allietare' le serate. L'accusa sostiene che 'la cessione di droga da parte di Tarantini, che durante gli incontri conviviali era spesso coadiuvato dai suoi piu' stretti collaboratori, avesse la finalita' di 'intrattenere piacevolmente' ospiti importanti, agevolando in tal modo le proprie 'entrature' nel mondo della politica e della pubblica amministrazione'.
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