Italia. Pronta la controriforma: la dose minima giornaliera
Alla vigilia del suo viaggio a Vienna per il forum internazionale sulle droghe, il vicepresidente del Consiglio Gianfranco Fini annuncia: "Presenteremo nelle prossime settimane un disegno di legge che stabilisce il principio in base al quale la detenzione di sostanze stupefacenti al di sopra di una certa dose rappresenta un comportamento sanzionabile". Fini lo ha detto di fronte alla platea degli amministratori locali di An, riuniti a Montecatini, e aggiunge: "Ancora una volta il primo firmatario del provvedimento sara' il presidente del vostro partito". "Vedremo poi -ha concluso Fini- se il comportamento e' sanzionabile come reato penale o amministrativo. E non mi si venga a parlare di referendum, se quello era un referendum sbagliato...".
Soddisfazione per l'annuncio del vicepremier Gianfranco Fini circa l'imminente varo, da parte del governo di un ddl per reintrodurre la punibilita' della detenzione di droga oltre la dose media giornaliera e' stata espressa dal senatore Riccardo Pedrizzi, responsabile nazionale di An per le politiche della famiglia e vicepresidente della Consulta etico-religiosa del partito. Per Pedrizzi il provvedimento non colpirebbe i "tossicodipendenti, ma gli spacciatori" e rimedierebbe allo "sciagurato referendum antiproibizionista", che "mutilando la buona legge Jervolino-Vassalli ha legalizzato il consumo della droga,rendendo assolutamente labile il confine tra la detenzione per uso personale e quella per fine di spaccio". Allo stato, sostiene il parlamentare, "la repressione dello spaccio, in particolare quello minuto e' molto difficile. Il problema che si pone dunque e' di contrastare piu' efficacemente lo spaccio alla fonte, rendendo illecita e perseguibile la detenzione di sostanza stupefacente oltre un minimo quantitativo determinato dalla legge".
"Giu' le mani dal referendum del '93": replicano a stretto giro di posta dall'associazione clicca qui (Associazione Radicale Antiprobizionista Telematica contro tutti i fondamentalismi). Le dichiarazioni di Fini "dimostrano ancora una volta l'irresponsabilita' criminale e criminogena del proibizionismo all'italiana" sostiene il presidente di Antiproibizionisti.it, Andrea de Angelis, che accusa il vice premier di "ignoranza" perche' "continua a considerare il consumo un reato e non una patologia (nel caso delle droghe 'pesanti')". De Angelis richiama l'attenzione in particolare sulla "ricaduta sul sistema carcerario, gia' al limite del collasso" che avrebbe un provvedimento come quello annunciato dal presidente di An e parla di "incoscienza proibizionista di questo governo" che "cala la propria mannaia sulle migliaia di cittadini che gia' nel '93 avevano chiaramente manifestato la propria volonta' in materia di droghe attraverso il referendum radicale che tronco' la legge Jervolino-Vassalli".
"Il vice presidente del Consiglio, Fini, sostenendo di voler stabilire per legge che "la detenzione di sostanze stupefacenti al di sopra di una certa dose rappresenta un comportamento sanzionabile", si avvia verso la legalizzazione della droga al di sotto di una certa quantita"'. A commentare cosi' l'annuncio di un disegno di legge governativo sulla droga e' Franco Corleone, presidente di "Forum droghe". "Paradossalmente -dice l'ex sottosegretario alla Giustizia, da Vienna dove e' in corso la sessione dell'Onu sulla droga- la proposta di Fini e' pensabile solo nel caso in cui la detenzione di sostanza stupefacente fino ad una certa quantita' sia legale. Un po' come accade in Olanda dove, nei coffee shop, si possono acquistare solo fino a 5 grammi". "In Italia dove e' illegale il commercio e l'acquisto di droga -aggiunge Corleone- e la depenalizzazione riguarda l'uso personale, non si capisce come il vice premier pensi di introdurre una norma che differenzi la punibilita' in base alla quantita' di sostanza". Corleone ricorda inoltre come "anche se il vice premier ironizza sul referendum, la volonta' dei cittadini nel '93 si e' espressa a favore dello smantellamento della parte piu' repressiva della legge Vassalli-Jervolino, che vietava l'uso di sostanze, e per l'abolizione della dose media giornaliera. E di tutto cio' non si puo' non tenere conto". "L'annunciato disegno di legge, dunque -dice ancora Corleone- dimostra da parte di Fini e del sottosegretario Mantovano, che ha collaborato all'opera, uno sforzo di pensiero molto limitato, assolutamente non in grado di risolvere i problemi giuridici legati al problema droga. Si tratta di un provvedimento basato sull'ideologia e che non tiene conto delle persone. Dei tanti tossicodipendenti che rischiano di andare ad aggiungersi ai molti gia' detenuti per reati connessi all'uso di sostanze". "Il Governo sappia -conclude- che la mobilitazione contro provvedimenti come questo sara' uguale a quella per la legge Cirami".
"Ripristinare il concetto di modica quantita', al di sopra della quale prevedere misure punitive costituisce non solo un pesante ritorno indietro nella lotta alla droga, ma comporta la reintroduzione di una norma, prima ancora che punitiva, fortemente inefficace". A commentare cosi' l'annunciato ddl governativo di modifica della legge sulla droga e' l'on, Livia Turco. "Quella annunciata da Fini -dice l'ex ministro per la solidarieta' sociale che ha avuto tra le sue deleghe proprio la lotta alla tossicodipendenza- e' un'altra bandiera ideologica". "Che senso ha -chiede Livia Turco- parlare di modica quantita' quando il fenomeno piu' diffuso oggi e' quello della cocaina e soprattutto delle nuove droghe, le piu'pericolose e che ingannano tanti giovani?". "Questa scelta e' l'ultima conferma di come il Governo ha scelto di lavorare contro le droghe: ricorrendo ad un'enfatica politica di annunci, per accreditarsi come sceriffo antidroga e lasciando in totale abbandono la prevenzione e la presa in carico dei tossicodipendenti". Secondo la parlamentare diessina "sconcerta, infatti, la difficolta' entro cui si trovano a svolgere la loro attivita' sia i sert che le comunita', strette nel cappio della mancanza di risorse e delle inadempienze nell'applicazione della legge". "La realta' - aggiunge Livia Turco - e' che oggi operatori, famiglie e giovani sono piu' soli di fronte alle sostanze e le carceri continuano ad essere piene di tossicodipendenti detenuti per reati lievi connessi all'approvvigionamento della sostanza per uso personale, mentre restano fuori i grandi spacciatori". "Dunque -prosegue- il governo la smetta con la retorica antidroga e si adoperi a fare politiche concrete a sostegno di servizi pubblici e comunita'". Infine, quanto alla Jervolino-Vassalli: "e' una legge che va modificata -annuncia Livia Turco- nel senso di rendere veramente non punibile l'uso individuale di droga e per differenziare le pene riguardo al traffico e allo spaccio o al commercio per uso personale".
"Un tuffo nel passato" e' stato il commento della diessina Gloria Buffo secondo la quale "con un provvedimento che si e' gia' dimostrato fallimentare questo Governo continua a sfornare una controriforma al giorno, promettendo ordine e prosperita' mentre l'Italia peggiora". "I cittadini -prosegue l'on. Buffo- sono piu' insicuri e non credo che si consoleranno con il placebo proibizionista della dose minima". "Il paternalismo autoritario ha fallito oltre oceano e adesso viene importato a casa nostra". "Evidentemente -conclude- dall'altra sponda dell'Atlantico dobbiamo prendere sempre le cose peggiori".
"Dobbiamo fermare la nuova crociata proibizionista di Fini che ha l'obiettivo di cancellare il referendum e reintrodurre con la modica quantita' nuove sanzioni penali per i tossicodipendenti". Lo afferma il Verde Paolo Cento rilevando che "l'iniziativa di Fini e' sbagliata e pericolosa perche' rischia di produrre una nuova ondata di tossicodipendenti nelle carceri peggiorando le loro condizioni di vita e aumentando il sovraffollamento nei penitenziari". "E' grave -osserva- che il Governo anziche' prendersela con il narcotraffico nazionale e internazionale preferisca la scorciatoia dell'arresto per qualche migliaio di tossicodipendenti e disperati".
Soddisfazione per l'annuncio del vicepremier Gianfranco Fini circa l'imminente varo, da parte del governo di un ddl per reintrodurre la punibilita' della detenzione di droga oltre la dose media giornaliera e' stata espressa dal senatore Riccardo Pedrizzi, responsabile nazionale di An per le politiche della famiglia e vicepresidente della Consulta etico-religiosa del partito. Per Pedrizzi il provvedimento non colpirebbe i "tossicodipendenti, ma gli spacciatori" e rimedierebbe allo "sciagurato referendum antiproibizionista", che "mutilando la buona legge Jervolino-Vassalli ha legalizzato il consumo della droga,rendendo assolutamente labile il confine tra la detenzione per uso personale e quella per fine di spaccio". Allo stato, sostiene il parlamentare, "la repressione dello spaccio, in particolare quello minuto e' molto difficile. Il problema che si pone dunque e' di contrastare piu' efficacemente lo spaccio alla fonte, rendendo illecita e perseguibile la detenzione di sostanza stupefacente oltre un minimo quantitativo determinato dalla legge".
"Giu' le mani dal referendum del '93": replicano a stretto giro di posta dall'associazione clicca qui (Associazione Radicale Antiprobizionista Telematica contro tutti i fondamentalismi). Le dichiarazioni di Fini "dimostrano ancora una volta l'irresponsabilita' criminale e criminogena del proibizionismo all'italiana" sostiene il presidente di Antiproibizionisti.it, Andrea de Angelis, che accusa il vice premier di "ignoranza" perche' "continua a considerare il consumo un reato e non una patologia (nel caso delle droghe 'pesanti')". De Angelis richiama l'attenzione in particolare sulla "ricaduta sul sistema carcerario, gia' al limite del collasso" che avrebbe un provvedimento come quello annunciato dal presidente di An e parla di "incoscienza proibizionista di questo governo" che "cala la propria mannaia sulle migliaia di cittadini che gia' nel '93 avevano chiaramente manifestato la propria volonta' in materia di droghe attraverso il referendum radicale che tronco' la legge Jervolino-Vassalli".
"Il vice presidente del Consiglio, Fini, sostenendo di voler stabilire per legge che "la detenzione di sostanze stupefacenti al di sopra di una certa dose rappresenta un comportamento sanzionabile", si avvia verso la legalizzazione della droga al di sotto di una certa quantita"'. A commentare cosi' l'annuncio di un disegno di legge governativo sulla droga e' Franco Corleone, presidente di "Forum droghe". "Paradossalmente -dice l'ex sottosegretario alla Giustizia, da Vienna dove e' in corso la sessione dell'Onu sulla droga- la proposta di Fini e' pensabile solo nel caso in cui la detenzione di sostanza stupefacente fino ad una certa quantita' sia legale. Un po' come accade in Olanda dove, nei coffee shop, si possono acquistare solo fino a 5 grammi". "In Italia dove e' illegale il commercio e l'acquisto di droga -aggiunge Corleone- e la depenalizzazione riguarda l'uso personale, non si capisce come il vice premier pensi di introdurre una norma che differenzi la punibilita' in base alla quantita' di sostanza". Corleone ricorda inoltre come "anche se il vice premier ironizza sul referendum, la volonta' dei cittadini nel '93 si e' espressa a favore dello smantellamento della parte piu' repressiva della legge Vassalli-Jervolino, che vietava l'uso di sostanze, e per l'abolizione della dose media giornaliera. E di tutto cio' non si puo' non tenere conto". "L'annunciato disegno di legge, dunque -dice ancora Corleone- dimostra da parte di Fini e del sottosegretario Mantovano, che ha collaborato all'opera, uno sforzo di pensiero molto limitato, assolutamente non in grado di risolvere i problemi giuridici legati al problema droga. Si tratta di un provvedimento basato sull'ideologia e che non tiene conto delle persone. Dei tanti tossicodipendenti che rischiano di andare ad aggiungersi ai molti gia' detenuti per reati connessi all'uso di sostanze". "Il Governo sappia -conclude- che la mobilitazione contro provvedimenti come questo sara' uguale a quella per la legge Cirami".
"Ripristinare il concetto di modica quantita', al di sopra della quale prevedere misure punitive costituisce non solo un pesante ritorno indietro nella lotta alla droga, ma comporta la reintroduzione di una norma, prima ancora che punitiva, fortemente inefficace". A commentare cosi' l'annunciato ddl governativo di modifica della legge sulla droga e' l'on, Livia Turco. "Quella annunciata da Fini -dice l'ex ministro per la solidarieta' sociale che ha avuto tra le sue deleghe proprio la lotta alla tossicodipendenza- e' un'altra bandiera ideologica". "Che senso ha -chiede Livia Turco- parlare di modica quantita' quando il fenomeno piu' diffuso oggi e' quello della cocaina e soprattutto delle nuove droghe, le piu'pericolose e che ingannano tanti giovani?". "Questa scelta e' l'ultima conferma di come il Governo ha scelto di lavorare contro le droghe: ricorrendo ad un'enfatica politica di annunci, per accreditarsi come sceriffo antidroga e lasciando in totale abbandono la prevenzione e la presa in carico dei tossicodipendenti". Secondo la parlamentare diessina "sconcerta, infatti, la difficolta' entro cui si trovano a svolgere la loro attivita' sia i sert che le comunita', strette nel cappio della mancanza di risorse e delle inadempienze nell'applicazione della legge". "La realta' - aggiunge Livia Turco - e' che oggi operatori, famiglie e giovani sono piu' soli di fronte alle sostanze e le carceri continuano ad essere piene di tossicodipendenti detenuti per reati lievi connessi all'approvvigionamento della sostanza per uso personale, mentre restano fuori i grandi spacciatori". "Dunque -prosegue- il governo la smetta con la retorica antidroga e si adoperi a fare politiche concrete a sostegno di servizi pubblici e comunita'". Infine, quanto alla Jervolino-Vassalli: "e' una legge che va modificata -annuncia Livia Turco- nel senso di rendere veramente non punibile l'uso individuale di droga e per differenziare le pene riguardo al traffico e allo spaccio o al commercio per uso personale".
"Un tuffo nel passato" e' stato il commento della diessina Gloria Buffo secondo la quale "con un provvedimento che si e' gia' dimostrato fallimentare questo Governo continua a sfornare una controriforma al giorno, promettendo ordine e prosperita' mentre l'Italia peggiora". "I cittadini -prosegue l'on. Buffo- sono piu' insicuri e non credo che si consoleranno con il placebo proibizionista della dose minima". "Il paternalismo autoritario ha fallito oltre oceano e adesso viene importato a casa nostra". "Evidentemente -conclude- dall'altra sponda dell'Atlantico dobbiamo prendere sempre le cose peggiori".
"Dobbiamo fermare la nuova crociata proibizionista di Fini che ha l'obiettivo di cancellare il referendum e reintrodurre con la modica quantita' nuove sanzioni penali per i tossicodipendenti". Lo afferma il Verde Paolo Cento rilevando che "l'iniziativa di Fini e' sbagliata e pericolosa perche' rischia di produrre una nuova ondata di tossicodipendenti nelle carceri peggiorando le loro condizioni di vita e aumentando il sovraffollamento nei penitenziari". "E' grave -osserva- che il Governo anziche' prendersela con il narcotraffico nazionale e internazionale preferisca la scorciatoia dell'arresto per qualche migliaio di tossicodipendenti e disperati".
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