Domenica 7 giugno 2026
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Italia. Provincia L'Aquila: arrestato capogruppo Prc, innaffiava piante di marijuana

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E' stato sorpreso dai Carabinieri a innaffiare piantine di marijuana nel giardino di un amico a Pescasseroli, e quindi arrestato, il capogruppo di Rifondazione Comunista alla Provincia dell'Aquila, Francesco Paglia, 52 anni. Insieme a lui e' finito in manette l'amico, il quarantaduenne T.G., operaio edile.
Nel giardino sono state trovate 37 piante. Nel corso della perquisizione nelle case di entrambi, a Pescasseroli, i militari hanno rinvenuto complessivamente sessanta grammi di marijuana.
Paglia e Gentile sono stati condotti nelle camere di sicurezza della Compagnia Carabinieri di Castel di Sangro (L'Aquila), in attesa di essere processati per direttissima domani. L'indagine e' coordinata dalla Procura di Sulmona (L'Aquila).

PATTEGGIAMENTO PER 2 ANNI E 10 MESI - Il consigliere di Rifondazione Comunista ha patteggiato due anni e dieci mesi di reclusione, dinanzi al Tribunale di Sulmona. Con Paglia era finito in carcere anche il proprietario del giardino, un operaio edile di 42 anni, che ha patteggiato la stessa pena.
Nelle loro rispettive abitazioni sono stati trovati complessivi 60 grammi di marijuana. Il legale dell'esponente del Prc, l'avvocato Aldo Di Ianni, al termine ha detto che il suo assistito avrebbe potuto percorrere un'altra strada ma ha preferito assumersi le sue responsabilita' confermando che la coltivazione gli apparteneva per meta'. Subito dopo la lettura della sentenza il consigliere provinciale e' tornato in liberta'.
All'udienza era presente il deputato del Prc Maurizio Acerbo che ha ribadito la necessita', gia' espressa oggi in una nota, di rivedere il quadro normativo sulle droghe.

La lotta antiproibizionista, secondo il leader dei Riformatori Liberali abruzzesi, Alessio Di Carlo, 'si combatte nei luoghi della politica e non nel giardino di casa'. Questo il commento all'indomani dell'arresto, a Pescasseroli, del capogruppo di Rifondazione Comunista alla Provincia dell'Aquila, Francesco Paglia, sorpreso la scorsa notte dai Carabinieri a innaffiare piantine di marijuana nel giardino di un amico.
'Da convinto antiproibizionista ritengo che i fatti contestati al consigliere Paglia, se confermati, indebolirebbero la posizione di coloro che, come i Riformatori Liberali, si battono per la legalizzazione delle droghe leggere'.

"Esprimiamo solidarieta' e intendiamo confermare la nostra stima nei confronti del compagno Francesco Paglia". Lo dice il deputato di Rifondazione Maurizio Acerbo.
"La vicenda che lo riguarda assume una rilevanza penale soltanto a causa di una normativa oscurantista sulle cosiddette droghe leggere che rende i consumatori di 'erba' troppo spesso vittime di procedimenti giudiziari. Francesco Paglia non e' un delinquente. Pur senza conoscere i particolari relativi alle imputazioni, appare chiaro che sarebbe nei guai semplicemente in quanto dedito all'autocoltivazione per uso personale ed essendo uno tra i tanti milioni di consumatori di una sostanza assai meno nociva di alcool e tabacco".
Acerbo aggiunge che "purtroppo l'ignoranza e la demagogia di tanta parte del ceto politico, contro ogni evidenza scientifica, ha cavalcato la demonizzazione della marijuana e la sua equiparazione alle droghe pesanti con gravi conseguenze in termini di criminalizzazione di comportamenti che dovrebbero rientrare nella sfera della liberta' personale. Il quadro normativo sulle droghe e' stato negativamente segnato dalla legge Fini - Giovanardi per la cui cancellazione Rifondazione Comunista sta adoperandosi in parlamento e nel governo".
L'esponente di Rifondazione spiega che il partito "continuera' a battersi per la fine di ogni persecuzione contro i consumatori di sostanze e per la depenalizzazione di tutte le condotte legate al consumo della Cannabis come la possibilita' di autocoltivazione anche a fini terapeutici. La brutta vicenda che ha coinvolto Francesco ci da' l'occasione per sottolineare per l'ennesima volta l'urgenza di una battaglia di liberta' perche' sono migliaia i cittadini, giovani e meno giovani, che subiscono le conseguenze di un proibizionismo assolutamente inutile".
"E' ora di piantarla con l'assurda repressione nei confronti degli estimatori della canapa", conclude Acerbo.
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