Italia. La Provincia di Perugia per la marijuana terapeutica
Il consiglio provinciale di Perugia ha approvato l'11 giugno -con 18 voti favorevoli e 3 contrari, di An- un ordine del giorno che prevede la promozione della canapa indiana come strumento di terapia medica. Il documento era stato presentato dal consigliere Andrea Vezzini (Ds).
Nell' ordine del giorno e' detto in una nota della Provincia- si chiede che "il consiglio provinciale inviti la Regione dell'Umbria, il Governo e il Parlamento ad attivarsi quanto prima per la promozione della canapa come terapia, visto che sono ormai numerose le sperimentazioni dalle quali risulta il proficuo utilizzo, a fini terapeutici, dei principi attivi prodotti dalla pianta e che l' Italia e' l' unico Paese dell'Unione europea in cui non ne e' autorizzato l'uso a questo fine" (ndr. e' proprio scritto cosi' nella mozione originale).
Nel corso del dibattito consiliare sull'ordine del giorno, illustrato dallo stesso Vezzini, Luigi Andreani (Udc) pur sottolineando l'importanza dell'uso di questa sostanza a scopi terapeutici, ha evidenziato i rischi di assuefazione alla stessa. Giovanni Ruggiano (An) ha invece affermato di non condividerne l'uso a scopi terapeutici.
Nell' ordine del giorno e' detto in una nota della Provincia- si chiede che "il consiglio provinciale inviti la Regione dell'Umbria, il Governo e il Parlamento ad attivarsi quanto prima per la promozione della canapa come terapia, visto che sono ormai numerose le sperimentazioni dalle quali risulta il proficuo utilizzo, a fini terapeutici, dei principi attivi prodotti dalla pianta e che l' Italia e' l' unico Paese dell'Unione europea in cui non ne e' autorizzato l'uso a questo fine" (ndr. e' proprio scritto cosi' nella mozione originale).
Nel corso del dibattito consiliare sull'ordine del giorno, illustrato dallo stesso Vezzini, Luigi Andreani (Udc) pur sottolineando l'importanza dell'uso di questa sostanza a scopi terapeutici, ha evidenziato i rischi di assuefazione alla stessa. Giovanni Ruggiano (An) ha invece affermato di non condividerne l'uso a scopi terapeutici.
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