Italia. Psichiatra: aumentano psicosi nei giovani anche a causa della cannabis
Improvvisi e imprevedibili cambiamenti dell'umore, ansia, isolamento, problemi con il sonno e l'appetito. Sono diversi i sintomi che caratterizzano le psicosi, problemi di salute mentale che incidono pesantemente sulla vita di chi ne e' colpito e dei familiari."Si calcola che il 4% degli italiani adulti soffra di disturbi bipolari, periodi ricorrenti di eccitazione eccessiva, di solito intervallati da depressione, mentre l'1% e' 'vittima' di schizofrenia.
Le psicosi si manifestano raramente dopo i 40 anni, e sempre piu' spesso fanno la prima comparsa proprio nell'adolescenza", spiega all'Adnkronos Salute Alberto Siracusano, della cattedra di Psichiatria dell'Universita' di Roma Tor Vergata, a margine dell'incontro 'Psicosi. Riconoscerla e affrontarla', organizzato oggi a Milano da AstraZeneca.
Non esiste una sola causa: molti fattori stressanti possono innescare un episodio psicotico in un persona vulnerabile. "Per esempio la fine di una relazione sentimentale, un lutto, la perdita del lavoro, ma anche l'abuso di sostanze. Negli ultimi anni sono in forte aumento i casi di ragazzi di 16-18 anni con segni di psicosi, specie del disturbo bipolare. Anche per via del consumo di sostanze stupefacenti, la cui diffusione facilita l'inizio dei problemi". Secondo Siracusano il problema sta anche nel fatto "che le droghe attuali non sono paragonabili a quelle di un tempo: lo stesso 'spinello' 20 anni fa era molto piu' leggero, dunque gli effetti sono diversi. La societa' sta esponendo i giovani a seri rischi, e il problema peggiorera' in futuro".
Ma come accorgersi se qualcosa non va? "Bisogna essere attenti ai segnali d'allarme: il ragazzo - spiega lo psichiatra - tende all'improvviso a isolarsi, dorme meno, non fa ma si affaccenda, cambia il suo comportamento a tavola e contemporaneamente cala il rendimento scolastico". Cosa fare? "Occorre uno sforzo da parte di famiglia, scuola e sanita', per favorire interventi precoci". Che non vuol dire 'etichettare' un giovane, ma seguirne l'evoluzione, sostenendolo e aiutandolo.
E per gli adulti? "Inquadrare le psicosi non e' facile, ma gia' due o tre anni prima dell'esordio vero e proprio si possono osservare sintomi di ansia e depressione, perdita dell'attenzione o calo dell'impegno lavorativo, ma anche disturbi della sfera sessuale o dell'appetito". La cattiva notizia e' che, tra l'arrivo dei primi sintomi di psicosi e il contatto con lo specialista, passa circa un anno. Il recupero della persona e' possibile, "a condizione pero' che si curi. La moderna psichiatria clinica si basa su interventi educativi e psico-sociali per aiutare pazienti e famiglie, ma anche sull'impiego di terapie farmacologiche. Scrivere una ricetta pero' non basta. Bisogna saper ascoltare la sofferenze e tener conto delle persone in cura nella loro interezza".
I nuovi antipsicotici come la quetiapina (Seroquel* AstraZeneca, molecola assunta negli ultimi 10 anni da oltre 20 milioni di persone nel mondo), che consentono il recupero dell'intera persona, "offrono un intervento che agisce sul piano fisico-mentale, emotivo e sociale per recuperare la propria interezza e ridurre il rischio di ricadute".
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