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Italia. Pubblicate in Gazzetta Ufficiale le linee guida sulla fecondazione assistita, le critiche e gli apprezzamenti

U.E. - ITALIA
Notizia ·
Sono state pubblicate il 16 agosto 2004 sulla Gazzetta Ufficiale le linee guida sulla fecondazione artificiale. Il decreto del 21 luglio scorso del ministero della Salute adotta le indicazioni sulle procedure e alle tecniche di procreazione medicalmente assistita esaminate dal Consiglio Superiore di Sanita' e da questo approvare lo scorso 14 luglio.
Le linee guida sono vincolanti per tutte le strutture autorizzate agli interventi di fecondazione assistita e dovranno essere aggiornate ogni tre anni, tenendo conto dell'evoluzione delle tecniche e delle conoscenze scientifiche.
Il provvedimento vieta la fecondazione eterologa, ossia con il seme di un donatore diverso dal partner, cosi' come ogni forma di sperimentazione sugli embrioni umani. Permette la ricerca clinica e sperimentale sull'embrione esclusivamente a scopo di diagnosi e terapia finalizzate a tutelare la salute dell'embrione.
E' inoltre vietato produrre embrioni a scopo di ricerca, ogni forma di selezione degli embrioni a scopo eugenetico cosi' come sono vietati interventi sull'embrione tesi ad alterarne il patrimonio genetico, ad eccezione di quelli eseguiti a scopo di diagnosi o terapia. No anche alla clonazione di embrioni e alla fecondazione di ovociti umani con gameti di specie diverse per la produzione di chimere.
Resta il limite alla produzione di tre embrioni, ma si prevede la possibilita' di crioconservazione in casi di problemi di salute della donna non prevedibili al momento della fecondazione. Gli embrioni congelati dovranno comunque essere trasferiti in utero appena possibile. Permessa la crioconservazione di ovociti e spermatozoi.

Intervistato dal quotidiano dei vescovi Avvenire, il ministro della Salute, Girolamo Sirchia respinge le accuse sulle linee guida: non danneggiano la ricerca e non privano i malati di cure importanti.
In merito alla diagnosi preimpianto per la selezione delle malattie genetiche in caso di fecondazione assistita, Sirchia ribadisce che "la fecondazione artificiale e' un surrogato di quanto la natura non riesce a fare, ma non puo' essere qualcosa che va al di la' di quel che la natura puo' fare". "Se noi pretendiamo di selezionare la razza, quindi di fare eugenetica con una tecnica, si va contro il principio che regola tutte le societa' occidentali, dove l'eugenetica e' vietata. Se fosse ammessa, molti vi farebbero ricorso per migliorare la razza per molti motivi. E se aggiungiamo anche la fecondazione eterologa, la selezione sulla razza sarebbe un dato di fatto".
Quanto infine al fatto che la legge sulla fecondazione vieti la selezione degli embrioni, ma permetta l'aborto, il ministro tiene a precisare che non si tratta di una contraddizione, in quanto "neanche la legge 194 permette l'aborto a fini eugenetici o di pianificazione familiare: in questi casi sarebbe un reato. Io rivendico il diritto di dire che la legge 194 va vista nella sua globalita' di legge al sostegno della maternita', ma questa parte della legge e' stata ignorata. Quando la donna vuole abortire perche' non ha i mezzi o e' in difficolta', le istituzioni hanno il dovere di rimuovere questo ostacolo, anziche' avviarla all'aborto". "La cellula staminale embrionale -spiega ancora il ministro- fino ad oggi non ha avuto alcuna applicazione clinica perché non conosciamo come indirizzarla". E ricorda che ci si dimentica "che fino ad oggi le cure sono state ottenute da cellule staminali mature, che provengono dal sangue periferico o dai tessuti, gia' adulti, o dal sangue placentare".
"Apprezzamento" per le linee guida e' stato espresso da Carlo Casini, presidente del Movimento per la vita e componente del Comitato nazionale di Bioetica. Sirchia "nell'emanare le linee guida previste dalle legge 40 ha saputo resistere alle indebite, smodate, irriguardose e persino menzognere pressioni affinche' egli tradisse il suo dovere di corretto esecutore della legge e di rigoroso studioso non avvezzo a falsificare i dati della scienza".

Una dura critica alla legge italiana viene pubblicata nel numero di agosto di una delle piu' importanti riviste scientifiche internazionali del settore, Human Reproduction: "protegge gli embrioni e opprime le donne". "Una nuova legge in Italia impone rigide condizioni alla riproduzione assistita in un'epoca in cui molti altri Paesi stanno mostrando sempre maggiori aperture nei confronti di queste tecniche", scrive il giurista americano John Robertson, dell'universita' del Texas. "La legge e' stata criticata sia dentro sia fuori il Paese a causa della sua eccessiva preoccupazione per le condizioni dell'embrione e la sua noncuranza per l'interesse della donna e delle coppie infertili". Dopo un'analisi della legge basata su elementi di tipo bioetico, legale e di analisi politica, l'articolo dimostra che le preoccupazioni etiche nei confronti del rispetto per la vita umana e la protezione della famiglia non hanno alcuna necessita' di opprimere le donne e le coppie infertili, come invece fa la legge italiana.
Definire l'embrione esistente solo come unione di due gameti, osserva ancora lo studioso, permette la donazione di spermatozoi e ovociti e permette la diagnosi pre-impianto per la ricerca di eventuali malattie genetiche. Assumere questo punto di vista, conclude, "potrebbe migliorare sensibilmente la situazione delle donne infertili in Italia senza compromettere i valori e gli obiettivi della legge italiana".
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