Italia. Quando facciamo spuntare una narcosala a Torino?
Silvio Viale (segretario Associazione Radicale Adelaide Aglietta) e Giulio Manfredi (Direzione Nazionale Radicali Italiani), hanno rilasciato la seguente nota:"Pare che "Tossic Park" non ci sia piu' . ma tossicodipendenti, spacciatori, venditori ambulanti di siringhe non sono scomparsi nel nulla; si sono trasferiti in luoghi piu' tranquilli, meno battuti da polizia, ronde piu' o meno nonviolente, giornalisti.
In attesa di scoprire dove il mercato criminale decidera' di costituire un nuovo, l'ennesimo, "Tossic Park", sarebbe il caso di operare per la creazione di una narcosala che riduca il danno rappresentato dal consumo di droga all'aperto, senza alcuna protezione igienica e sanitaria, con il rischio di contatto e di scontro con i cittadini che devono convivere con tale consumo.
In Inghilterra, Tony Blair non ha mai rinunciato ad una politica dell'ordine pubblico dura e senza tolleranze nei confronti del narcotraffico; e' lo stesso Tony Blair che sta lavorando per consentire la somministrazione del farmaco eroina (che e' cosa ben diversa dall'eroina di strada) ai consumatori abituali; il leader dell'opposizione conservatrice, David Cameron, ha avallato tale scelta.
In Italia, a Torino, noi chiediamo al sindaco Chiamparino, piu' modestamente, di non rinunciare alle sue convinzioni sulle politiche criminali, molto simili a quelle di Blair, ma di lavorare per mettere a disposizione dei cittadini tossicodipendenti una risorsa in piu', la narcosala, dove poter assumere la droga acquistata sul mercato criminale nell'ambito di una rete di protezione sanitaria che sia in grado di prospettare loro, se vogliono, un reinserimento sociale e un recupero civile.
Lo ripetiamo ancora una volta: l'istituzione di narcosale e' possibile qui ed ora perche' la legge "Fini-Giovanardi" (di cui commemoriamo oggi il primo anno di vita) punisce l'istigazione allo spaccio e non le iniziative di riduzione del danno.".
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