Italia. Question time alla Camera dei Radicali Italiani su accertamenti antidrogra
Pubblichiamo la trascrizione del question time dello scorso 14 giugno 2007 dell'on. Bruno Mellano (Rosa nel Pugno) sui "tempi di adozione del decreto interministeriale in materia di accertamenti sull'assenza di tossicodipendenza per particolari categorie di lavoratori" (interrogazione n. 3-00984, vedi sotto)BRUNO MELLANO. Signor Presidente, signor Ministro, questa interrogazione nasce a seguito di alcune vicende di cronaca, in particolare quella che ha visto coinvolta una scolaresca del Vercellese che, durante una gita scolastica, ha subito un incidente stradale. A seguito di indagini e accertamenti, è risultato che l'autista, forse, nei giorni precedenti poteva aver assunto droghe.
Al di là dell'episodio specifico, sul quale non voglio intervenire e non chiedo notizie al Ministro, ho potuto verificare, però, che l'articolo 125 del testo unico delle leggi sugli stupefacenti fin dal 1990 - quindi da diciotto anni, con tredici Governi che si sono succeduti, di collocazione politica diversa - prevedeva degli accertamenti rivolti verso persone appartenenti a determinate categorie che con il loro lavoro avrebbero potuto mettere a rischio l'incolumità altrui. Tale parte del decreto del Presidente della Repubblica n. 309 del 1990 non è mai stata attuata.
In questa fase in cui, per fortuna, il nostro Governo ha in previsione di rivedere la legislazione sulla droga, chiedo se quella parte della normativa sia in corso di attuazione.
Risposta del Ministro per l'attuazione del programma di Governo, Giulio Santagata, ha facoltà di rispondere.
GIULIO SANTAGATA, Ministro per l'attuazione del programma di Governo. Signor Presidente, onorevole Mellano, questa interrogazione solleva l'attenzione sul decreto del Presidente della Repubblica n. 309 del 1990 recante il testo unico delle leggi in materia di disciplina degli stupefacenti e, in particolare, sull'attuazione dell'articolo 125, inerente agli accertamenti di assenza di tossicodipendenza.
In merito si evidenzia primariamente che, ai sensi dell'articolo 117 della Costituzione, l'attribuzione della materia della tutela e sicurezza del lavoro alla competenza concorrente di Stato e regioni comporta che lo Stato non possa esercitare autonomamente la potestà regolamentare sulla materia, così come invece previsto dall'articolo 125 del decreto del Presidente della Repubblica suddetto, antecedente alla riforma del Titolo V.
Per questo motivo il Ministero del lavoro e della previdenza sociale, unitamente al Ministero della salute, ha riproposto nel corso dell'anno 2006 al coordinamento tecnico con le regioni e le province autonome due schemi di decreto, uno riguardante le alcooldipendenze e l'altro le tossicodipendenze, da sottoporre alla decisione della Conferenza Stato-regioni.
In sede tecnica, al momento, è stato già approvato un accordo sullo schema legislativo relativo alle alcooldipendenze dalla Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le regioni e le province autonome nella seduta del 16 maggio 2006. In tale sede, vi è stata anche un'assunzione di impegno da parte delle regioni di far pervenire delle proposte in ordine allo schema sulle tossicodipendenze elaborato dal Ministero del lavoro e della previdenza sociale e da quello della salute. Tale riformulazione dello schema è stata solo di recente inoltrata dal coordinamento delle regioni ai suddetti Ministeri che, attualmente, ne stanno esaminando i contenuti e stanno lavorando alla elaborazione di un accordo da sottoporre al più presto alla Conferenza Stato-regioni.
Replica dell'on. Bruno Mellano
BRUNO MELLANO. Signor Presidente, signor Ministro, sono soddisfatto della risposta perché testimonia un lavoro in corso, quanto mai importante e decisivo, su un tema che vede la classe politica, ma anche i media, occuparsi del problema, anche in modo emergenziale, solo quando ci sono episodi che hanno il colore della cronaca o il colore della tragedia.
Noi, come Rosa nel Pugno, con l'appoggio convinto che diamo al Governo, siamo in attesa che il Governo stesso dia attuazione alle pagine 186 e 187 del suo programma, dove si prevedeva la riforma drastica della legislazione attuale sulla droga.
Nei giorni scorsi il Ministro della solidarietà sociale, Paolo Ferrero, ha illustrato le linee guida, sia al Senato sia alla Camera, di un possibile intervento governativo per riformare la normativa e, all'interno di questa riforma complessiva, speriamo si possa dare piena attuazione anche a quelle norme non attuate del decreto del Presidente della Repubblica n. 309 del 1990, che possono recare un vantaggio ed un'agevolazione rispetto ad una sicurezza generale dell'opinione pubblica. Ciò sempre, però, tenendo conto che il consumatore di droghe dovrebbe essere punibile solo se provoca danni ad altri. Lo Stato deve, invece, riservarsi il lavoro di prevenzione, di cura, di informazione, con un taglio che vorrei antiproibizionista, ma che fosse almeno di limitazione del danno.
Il 26 giugno prossimo ricorre la giornata mondiale contro la droga. Speriamo che, almeno in quella data, le Commissioni parlamentari possano cominciare a lavorare sulla riforma del testo unico sugli stupefacenti.
È quanto mai allarmante la relazione che nello scorso anno il Ministro ha presentato al Parlamento, in cui emerge un raddoppio soprattutto dei consumatori di droghe pesanti, ma anche di droghe leggere; emerge, altresì, la sconfitta evidente di un sistema proibizionistico che non ha saputo limitare i danni, neanche rispetto ai consumatori.
Segue il testo integrale dell'interrogazione n. 3-00984dei deputati radicali della Rosa nel Pugno Bruno Mellano e Donatella Poretti
Ai Ministri del Lavoro e della Salute,
premesso che:
1) l'art. 125 del DPR 309/90 (Testo unico delle leggi sugli stupefacenti) così recita:
(Accertamenti di assenza di tossicodipendenza)
1. Gli appartenenti alle categorie di lavoratori destinati a mansioni che comportano rischi per la sicurezza, la incolumità e la salute dei terzi, individuate con decreto del Ministro del lavoro e della previdenza sociale, di concerto con il Ministro della sanità, sono sottoposti, a cura di strutture pubbliche nell'ambito del Servizio sanitario nazionale e a spese del datore di lavoro, ad accertamento di assenza di tossicodipendenza prima dell'assunzione in servizio e, successivamente, ad accertamenti periodici.
2. Il decreto di cui al comma 1 determina anche la periodicità degli accertamenti e le relative modalità.
3. In caso di accertamento dello stato di tossicodipendenza nel corso del rapporto di lavoro, il datore di lavoro è tenuto a far cessare il lavoratore dall'espletamento della mansione che comporta rischi per la sicurezza, la incolumità e la salute dei terzi.
4. In caso di inosservanza delle prescrizioni di cui ai commi 1 e 3, il datore di lavoro è punito con l'arresto da due a quattro mesi o con l'ammenda da lire dieci milioni a lire cinquanta milioni.
2) a quasi diciotto anni dall'entrata in vigore della suddetta disposizione di legge, diciotto anni caratterizzati dall'alternarsi al potere di ben 13 governi, il decreto di individuazione degli appartenenti alle "categorie a rischio" non è stato ancora emanato.
Si interrogano i Ministri competenti per sapere:
- se intendono dare attuazione al più presto alla legge di cui in premessa.
Roma, 24 maggio 2007
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