Italia. Quinta conferenza sulla prevenzione: Antonio Maria Costa
Una produzione mondiale di oltre 500 tonnellate l'anno, per un giro d'affari di 65 miliardi di dollari ed una incredibile impennata del consumo, aumentato del 70% in cinque anni. Sono questi i numeri che rendono le droghe sintetiche "il nemico pubblico numero uno", secondo il direttore del programma di controllo delle droghe dell'Onu (Unodc), Antonio Maria Costa, che lancia anche un allarme per i giovani: il rischio e' l'Alzheimer precoce.
Dal palco della quinta Conferenza mondiale sulla prevenzione e contro gli stupefacenti, Costa attacca la 'lobby pro-droga', rifiuta ogni distinzione tra sostanze piu' o meno pericolose e avverte: il danno provocato dalle droghe sintetiche e' serio, durevole e cumulativo. Causa dipendenza e psicosi. L'ecstasy ad esempio danneggia il cervello e puo' accelerare il processo di invecchiamento. "Troppi giovani rischiano di incubare la sindrome di Alzheimer, con buchi nel cervello molto piu' grossi di quelli dei loro nonni. Chi assistera' una generazione mentalmente e fisicamente invalida?". Anticipando il rapporto sull'ecstasy e sulle anfetamine che, presentera' domani a Palazzo Chigi, il direttore del programma di controllo sulle droghe dell'Onu, fornisce una serie di dati: la produzione mondiale di 'pasticche' e' di oltre 500 tonnellate l'anno, con una domanda in continua crescita: negli ultimi 5 anni il consumo e' aumentato del 70% contro il 10% della marijuana e la situazione sostanzialmente stazionaria di cocaina ed eroina.
Ma perche' questa ''corsa alle pasticche?''. Le droghe sintetiche, spiega Costa, "possono essere seducenti sia per i trafficanti (il giro di affari e' di 65 miliardi di dollari con profitti straordinari che arrivano anche al 3 mila per cento in alcuni casi) sia per i giovani. Non ci sono infatti siringhe ne' aghi e una pillola in piu' nel ricettario di famiglia non e' vista come tossicodipendenza". E cosi' dei 200 milioni di persone al mondo che dichiara di far uso di droghe, all'inizio del 2002, 30 milioni assumono quelle sintetiche.
Il consumo di 'pasticche' si pone quindi al secondo posto dopo i 150 milioni che fanno uso di cannabis. Seguono 15 milioni per la cocaina, 10 milioni per l'eroina e 5 milioni per l'oppio.
Ma come combattere questo fenomeno? "Serve l'intervento di quella maggioranza silenziosa che non fa uso di droghe e rispetta la legge. E' questa maggioranza silenziosa che deve essere utilizzata nella campagna anti-droga, contrastando con forza ricette semplicistiche e controproducenti". E la politica di lotta e prevenzionedeve puntare su tre linee fondamentali: "La consapevolezza dei rischi, il coinvolgimento di tutti e la validita' scientifica dell'informazione".
Dal palco della quinta Conferenza mondiale sulla prevenzione e contro gli stupefacenti, Costa attacca la 'lobby pro-droga', rifiuta ogni distinzione tra sostanze piu' o meno pericolose e avverte: il danno provocato dalle droghe sintetiche e' serio, durevole e cumulativo. Causa dipendenza e psicosi. L'ecstasy ad esempio danneggia il cervello e puo' accelerare il processo di invecchiamento. "Troppi giovani rischiano di incubare la sindrome di Alzheimer, con buchi nel cervello molto piu' grossi di quelli dei loro nonni. Chi assistera' una generazione mentalmente e fisicamente invalida?". Anticipando il rapporto sull'ecstasy e sulle anfetamine che, presentera' domani a Palazzo Chigi, il direttore del programma di controllo sulle droghe dell'Onu, fornisce una serie di dati: la produzione mondiale di 'pasticche' e' di oltre 500 tonnellate l'anno, con una domanda in continua crescita: negli ultimi 5 anni il consumo e' aumentato del 70% contro il 10% della marijuana e la situazione sostanzialmente stazionaria di cocaina ed eroina.
Ma perche' questa ''corsa alle pasticche?''. Le droghe sintetiche, spiega Costa, "possono essere seducenti sia per i trafficanti (il giro di affari e' di 65 miliardi di dollari con profitti straordinari che arrivano anche al 3 mila per cento in alcuni casi) sia per i giovani. Non ci sono infatti siringhe ne' aghi e una pillola in piu' nel ricettario di famiglia non e' vista come tossicodipendenza". E cosi' dei 200 milioni di persone al mondo che dichiara di far uso di droghe, all'inizio del 2002, 30 milioni assumono quelle sintetiche.
Il consumo di 'pasticche' si pone quindi al secondo posto dopo i 150 milioni che fanno uso di cannabis. Seguono 15 milioni per la cocaina, 10 milioni per l'eroina e 5 milioni per l'oppio.
Ma come combattere questo fenomeno? "Serve l'intervento di quella maggioranza silenziosa che non fa uso di droghe e rispetta la legge. E' questa maggioranza silenziosa che deve essere utilizzata nella campagna anti-droga, contrastando con forza ricette semplicistiche e controproducenti". E la politica di lotta e prevenzionedeve puntare su tre linee fondamentali: "La consapevolezza dei rischi, il coinvolgimento di tutti e la validita' scientifica dell'informazione".
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