Venerdì 5 giugno 2026
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Italia. "Decalogo di Milano" per integrazione e convivenza

U.E. - ITALIA
Notizia ·
No a qualsiasi forma di illegalita', priorita' a progetti di donne e giovani, sostegno a qualsiasi idea di collaborazione reciproca, anche fra istituzioni, 'dimostrando che le regole della democrazia tutelano e premiano i comportamenti migliori'. Sono i cardini del 'decalogo di Milano' per la migliore convivenza e l'integrazione dei musulmani in Italia e in Europa, emerso con la pubblicazione degli atti di un convegno internazionale organizzato nel capoluogo lombardo dal Centro italiano per la pace in Medio Oriente (Cipmo), cui hanno partecipato 43 relatori diversi provenienti da Paesi mediterranei.
'La presenza di musulmani in Italia e in Europa - spiega Janiki Cingoli, direttore del Cipmo - ha raggiunto una tale massa critica da non consentire che il fenomeno sia gestito soltanto attraverso forme di intervento estemporanee e improvvisate, com'e' spesso stato finora'.
Il decalogo - chiamato dagli estensori anche 'Islam, che fare' - nel dettaglio chiede ai governi nazionali e alle istituzioni sovranazionali di favorire la collaborazione con ogni controparte per promuovere la partecipazione, rifiutare l'illegalita' per evitare l'isolamento dei gruppi dalla societa', di condividere valori e interessi, prestare maggiore attenzione nei confronti delle donne e dei giovani, sviluppare percorsi di formazione a livello universitario per svolgere funzioni di servizio alle diverse comunita', superare la centralita' della sola cultura locale a livello scolastico, fornire un'informazione piu' completa da parte dei mass-media diretta a non amplificare i pregiudizi, ma a mettere in luce la centralita' del rispetto dei diritti umani della valorizzazione del pluralismo a ogni livello.
Al convegno 'Islam in Europa. Islam europeo', che ha posto l'accento sulla sempre piu' rilevante presenza islamica in Europa, hanno partecipato, tra gli altri, Mohammed Arkoun, professore di Storia del pensiero islamico all'Universita' Sorbona di Parigi, Malek Chebel, antropologo e scrittore, autore del 'Manifeste pour un Islam des Lumieres', Abdennour Bidar, docente di Filosofia e autore del 'Manifeste pour un Islam europeenne', Khaled Fouad Allam, professore di Storia dei Paesi islamici all'Universita' di Trieste, Yahia Hendi, Imam della Georgetown University di Washington, Jordi Moreras, antropologo e direttore di 'Transits', agenzia di consulenza per l'immigrazione di Barcellona, Paolo Branca, docente di Lingua e letteratura araba all'Universita' Cattolica di Milano e Khizar Humayun Ansari, direttore del Centro studi sulla minoranza religiosa 'Royal Holloway' di Londra. 'La globalizzazione - aggiunge Cingoli - sta conducendo a un irrigidimento che tende a enfatizzare diffidenze e timori che inducono alla chiusura e alla contrapposizione: pensiamo che vada scoraggiato lo spirito di sospetto e rivalsa che in taluni sembra prevalere'. Oltre alle indicazioni contenute nel decalogo, secondo il direttore del Cipmo e' altrettanto necessaria 'una buona legge sulla liberta' religiosa' che vada incontro 'alle esigenze di tutte le comunita', non solamente di quella islamica'.
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