Giovedì 4 giugno 2026
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Italia. "Eutanasia. Cappato e Binetti. Due voci a confronto", di Sara Dellabella e Filippo Conticello

U.E. - ITALIA
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Pubblichiamo questa intervista di Sara Dellabella e Filippo Conticello apparsa su Rivist@

In Italia si ritorna ciclicamente a parlare di eutanasia. Ci vogliono proteste plateali, contestazioni pubbliche o suppliche private perché si riaccenda il dibattito sull'argomento. Stavolta c'è voluta una lettera, intensa e disperata, di Piergiorgo Welby, co-presidente dell'Associazione Luca Coscioni per la libertà di ricerca scientifica da tempo affetto da distrofia muscolare. Destinatario il Presidente della Repubblica la cui risposta non si è fatta attendere: per il presidente Napolitano serve un "confronto nelle sedi più idonee" sull'argomento. Anche Rivist@ ha deciso di occuparsi di eutanasia e per farlo ha ascoltato due voci diverse. Nella giornata di oggi Marco Cappato, europarlamentare e segretario della Associazione Luca Coscioni per la libertà di ricerca scientifica. In quella di domani Paola Binetti, senatrice della Margherita, presidente del Comitato Scienza & Vita e membro del Comitato Nazionale di Bioetica. Stesse domande per due politici della stessa coalizione, ma risposte differenti e quasi antitetiche. L'importante è, comunque, parlare di eutanasia perché, come ha scritto proprio il presidente Napolitano, "il solo atteggiamento ingiustificabile sarebbe il silenzio, la sospensione o l'elusione di ogni responsabile chiarimento".

R@ Cosa vuol dire per Lei morire con dignità?
C: Ha ragione Welby: è la vita che deve essere dignitosa. La morte deve essere "opportuna", nel senso dell'approdo, dell'arrivo nel "porto" alla fine di un viaggio. Non è dignitosa una vita divenuta insopportabile. Non è opportuna una morte protratta artificialmente contro la nostra volontà.

R@ In che modo lo Stato può venire incontro ad un malato terminale che chiede di morire dignitosamente?
C: Lo Stato deve limitarsi a rispettare la volontà della persona malata, senza trattare come criminali i medici e le persone che decidono di aiutare il paziente nella sua scelta. Lo Stato dovrebbe fare quello che oggi non fa per far VIVERE nella dignità: garantire la libertà di ricerca scientifica, la terapia del dolore, l'assistenza e la "vita indipendente" dei malati. Ma la vita dignitosa non è un'alternativa alla morte opportuna. Ne è, anzi, la premessa.

R@: Una legge sull'eutanasia nasce dalla richiesta di singoli o dal sentimento comune di una regolamentazione in questa materia?
C L'eutanasia clandestina è una realtà sociale che va combattuta, perché fatta di abusi, di paure, di ipocrisia. I sondaggi dicono che l'opinione pubblica italiana è massicciamente favorevole a forme di regolamentazione dell'eutanasia, pur essendo un tema tabù per la politica e i mass media. E' il risultato del "vissuto" di ciascuno. E' doveroso adeguare la legge.

R@: In Italia abbiamo una legge sull'aborto. In fondo la morte è già in qualche modo disciplinata. Allora perché tanto timore per una legge che regoli una materia complessa come quella dell'eutanasia?
C: Il potere del Vaticano è contro. Di conseguenza, la politica clericale italiana è contro. Ma, come sull'aborto, sono poteri e politiche che possono essere battute.

R@: . Si è tornati a parlare di eutanasia con il Caso Welby. Se si fosse trovato nelle sue condizioni, come pensa che si sarebbe comportato?
C: Non credo sia possibile immaginarsi di essere nelle condizioni di Welby. Piero dice: "sono già morto". Non ci si può immaginare di essere già morti.

R@: Marco Pannella si è dichiarato disponibile a staccare la spina. Come giudica questa provocazione?
C: Non è una provocazione, ma un impegno all'amicizia con Piero, e alla disobbedienza civile a leggi violente. Sottoscrivo l'impegno di Pannella.

R@: Lei e l'On. Binetti appartenete formalmente alla stessa coalizione e su eutanasia, pacs e diritti civili avete posizioni antitetiche. Pur riconoscendo che si tratta di problemi che attengono alla libera coscienza, non pensa che esiste anche un problema politico in una maggioranza che ospita con molta fatica posizioni così diverse e difficilmente compatibili?
C: Non è necessario che sia il Governo in quanto tale a decidere su questi temi. A noi basta che si consenta al Parlamento di decidere a al Paese di essere informato del dibattito. L'unica cosa che chiediamo al Governo, è di ascoltare il Presidente della Repubblica Napolitano, quando dice che il confronto sul tema sollevato da Welby non può essere eluso.
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