Italia. "La marijuana fa bene, Fini fa male", un libro
Il sito ufficiale della rockstar Vasco Rossi (clicca qui), promotore della campagna "Legalize", la campagna di sensibilizzazione sottoscritta da numerosi artisti, lancia in anteprima il libro "La marijuana fa bene, Fini fa male", di Guido Blumir.Il nuovo volume dell'autore che si impose nel 1970, con la pubblicazione del libro 'Eroina', contesta la legge voluta dal vice premier Gianfranco Fini, come si intuisce dalla seconda parte del titolo del libro che sara' in tutte le librerie dai primi di novembre per 'Stampa Alternativa'. Di fatto e' l'ampliamento del precedente 'La marijuana fa bene' del 1973, cui sono state aggiunte schede di aggiornamento ai quattro capitoli dell'epoca (l'introduzione invece e' rimasta invariata) e un'ultima parte completamente nuova che riguarda i progetti di cambiamento della legge italiana da parte del vice-presidente del consiglio e leader di Alleanza Nazionale del giugno 2003.
Blumir e' stato intervistato da Gian Paolo Serino per il sito di Vasco Rossi, che da oggi ha in rete il testo in cui il sociologo si dice entusiasta della campagna "Legalize": "Assolutamente si'. Mi sembra un ottimo segnale che un artista come Vasco Rossi abbia squarciato il velo di ipocrisia di decenni di disinformazione. E mi sembra un segnale ancora piu' positivo che molti artisti, peraltro anche molto diversi tra loro, abbiano aderito alla campagna. E' importante perche' l'opinione pubblica deve capire che la marijuana e' un fenomeno che, solo in Italia, riguarda 4 milioni di persone. Un numero che non e' certo da sottovalutare".
"La proposta di legge di Fini -sostiene Blumir- ci catapulta in un clima da America anni '30 quando si cercava di combattere l'alcool con l'introduzione del Proibizionismo. Una via gia' tentata, ma che non ha portato ad alcun risultato, anzi. Anche perche' l'alcool e la nicotina sono senz'altro piu' nocivi. Provocano ogni anno migliaia di morti, eppure... Non solo sono 'droghe di Stato', ma per quanto riguarda gli alcolici, ad esempio, c'e' anche un incitamento continuo all'uso: basti pensare al bombardamento pubblicitario al quale siamo quotidianamente sottoposti e ai messaggi che ne conseguono. Non ho mai visto una pubblicita' dove chi beve e' emarginato o e' un malato, anzi: solitamente e' un vincente, uno che si diverte, che fa una bella vita: sana, soddisfacente e... alcolica". Blumir allude a esempi come la campagna pubblicitaria secondo la quale senza quel determinato alcolico non c'e' festa: "No ..., No party". "Provate -si spiega- a pensare cosa succederebbe se dicesse 'No Hash, No party'. Un finimondo".
Ma "la droga fa male... si inizia con le canne e si finisce con l'eroina" lo provoca Serino. "Capisco la sua ironia perche' questa e' un'altra menzogna che i Proibizionisti usano come strumento demagogico di costruzione del consenso: influenzano l'opinione pubblica con un dato che e' del tutto falso. I tantissimi studi scientifici non hanno mai dimostrato che la marijuana spinga all'uso delle cosiddette droghe pesanti. E' come sostenere che e' pericoloso fare delle passeggiate nei boschi perche' in arrampicata ogni anno muoiono centinaia di alpinisti. C'e' molta mistificazione. Il problema, il vero problema e' che qualsiasi posizione si decida di difendere non si deve discutere il diritto di opinione. Il caso Vasco Rossi e' eclatante: hanno criminalizzato un' opinione. Questo, per me, e' gravissimo. Ma dovrebbe esserlo per tutti".
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