Italia. "Con e per" il dottor Mario Riccio
Ha raccolto circa un migliaio di firme da sabato scorso, nel centro di Cremona, l'associazione Luca Coscioni a favore di Mario Riccio, l'anestesista del locale Ospedale Maggiore che mercoledi' scorso a Roma ha disattivato l' elettroventilatore che teneva in vita Piergiorgio Welby, dopo aver sedato il paziente affetto dalla sindrome laterale amiotrafica che, a piu' riprese, aveva chiesto di poter morire.
L'appello chiede la non incriminazione dell'anestesista per il suo gesto e da esso e' nato un documento del Comitato cremonese per la liberta' di cura e di ricerca scientifica che nelle prossime ore sara' diffuso in tutta Italia. In esso si esprime 'solidarieta' a Riccio, medico competente e coscienzioso che ha agito nel rispetto della legalita' e della deontologia professionale'.
Il Comitato confida che i procedimenti giudiziari vengano al piu' presto archiviati e ribadisce il diritto individuale garantito dalla Costituzione di rifiutare le terapie ritenute inappropriate. Si chiede, infine, che il Parlamento discuta al piu' presto le proposte di legge in tema di eutanasia e compia un'indagine conoscitiva sul fenomeno dell'eutanasia clandestina.
RICCIO: SONO SERENO 'Sono assolutamente sereno. Anche ieri ho sentito la moglie Mina e continuo ad avere segni di sostegno': e' il medico Mario Riccio a parlare dalla sua casa, tornato dal lavoro, nella giornata del compleanno di Piergiorgio Welby che oggi avrebbe compiuto 61 anni (era nato il 26 dicembre del 1945).
Domani sera il medico sara' ascoltato dal presidente dell'ordine provinciale di Cremona, quello dove il professionista e' iscritto.
Riccio nei giorni scorsi, il 21 dicembre, subito dopo la conferenza stampa con i radicali, e' stato ascoltato assieme al segretario dell'associazione Luca Coscioni da un funzionario della Digos a Roma.
'In un clima di grande serenita' sono stato contento di raccontare i fatti e consegnare le informazioni che avevo raccolto in una cartella clinica' ha raccontato.
Il verbale e' ora nelle mani del magistrato che fino ad ora non ha iscritto nessuno nel registro degli indagati.
'Spero doppiamente che questo non avvenga perche' questo dimostrerebbe che si tratta di un percorso possibile'. Riccio la notte del 20 dicembre, come lui stesso a confermato nuovamente oggi, stacco' il respiratore e contemporaneamente avvio' la sedazione. Ancora non sono stati resi noti ufficialmente i dati dell'autopsia. 'Credo che il nodo determinante sia quello tossicologico' ha spiegato, cioe' servira' capire in che modo e' stato sedato. I primi dati resi noti da Cappato attribuivano la morte a un cedimento di un ventricolo del cuore. Un quadro che secondo Cappato e' coerente con quello che e' stato spiegato rispetto alle procedure che hanno preceduto la morte di Welby: solo la sedazione e il distacco del ventilatore.
Domani sera intanto il medico si incontrera' con il presidente del proprio ordine. Un incontro prevedibile ma sara' solo il consiglio dell'ordine a decidere, come sempre avviene secondo la procedura che viene applicata ogni volta, un eventuale provvedimento disciplinare. Sono passati 10 giorni da quando il tribunale civile di Roma ha dato un sostanziale 'no' alla possibilita' di interrompere la terapia salvavita. Il giorno 20 dicembre, lo stesso della morte di Welby, e' arrivato il parere del Css: gli interventi terapeutici nei confronti dell'uomo 'non sono accanimento terapeutico'. Nella notte tra il 20 e il 21 dicembre il medico Mario Riccio lo ha aiutato a morire. Il 24 le esequie ma solo in forma laica.
VIALE: FEDERAZIONE ORDINE MEDICI DIFENDA DR. RICCIO Silvio Viale, medico di EXIT-Italia (l' associazione che si occupa di eutanasia) e membro radicale della Direzione Nazionale della Rosa nel Pugno, chiede che la Federazione Nazionale degli Ordini dei Medici scenda subito in campo per difendere il dottor Mario Riccio, l' anestesista che ha aiutato Welby a morire.
'Il dottor Mario Riccio - dice Viale - ha agito nel rispetto del codice deontologico, per cui la Federazione Nazionale degli Ordini dei Medici ha il dovere di scendere in campo a sua difesa. Poco importa se il codice deontologico non ha l'efficacia di norma giuridica, l' Ordine ha l'obbligo morale di difendere il proprio codice, che e' ispirato ai principi della Convenzione di Oviedo, ratificata dal Parlamento nel 2001'.
Per Viale 'sarebbe mortificante per l'intera categoria, se la Federazione si limitasse ad un puro attendismo burocratico, considerato che Riccio ha operato esattamente come molti altri colleghi hanno dichiarato di fare in casi simili. Anche se non si e' voluto riportare espressamente il diritto di 'ritirare il proprio consenso in qualsiasi momento', come prevede l' art. 5 della Convenzione di Oviedo, questo e' implicito in tutto l'impianto del codice deontologico'. 'In generale -conclude il ginecologo del Sant' Anna - il medico deve 'improntare la propria attivita' professionale al rispetto dei diritti fondamentali della persona' (art 20)'.
ALTRI COMMENTI
Per il senatore Domenico Gramazio, capogruppo di An in commissione Sanita' del Senato, 'e' stata inopportuna la presenza del presidente della commissione Sanita' del Senato, Ignazio Marino, al funerale-manifestazione che si e' svolto a Roma in Piazza Don Bosco per Welby. La presenza del senatore Marino, che sta presiedendo la commissione per lo studio di un disegno di legge che ha come punto di riferimento il testamento biologico e' inopportuna ad una manifestazione come quella che si e' svolta per i funerali di Welby'.
L'intenzione di Gramazio e' quella, come forze della CdL in commissione Sanita' al Senato, di chiedere spiegazioni per 'questo comportamento che lede le funzioni di presidente di una commissione che sta studiando la possibilita' di una legge per il testamento biologico'.
Il presidente del Comitato di bioetica di Cremona, Maurizio Mori, chiede che il vescovo della citta' lombarda, Dante Lafranconi, manifesti la sua solidarieta' a Mario Riccio, l'anestesista cremonese che mercoledi' scorso a Roma ha staccato il respiratore a Piergiorgio Welby.
Mori, che e' anche docente universitario, sollecita il presule a esprimersi 'di fronte alle ingiuste accuse al dottor Riccio, cittadino coraggioso, medico competente e coscienzioso'. Riccio domani sara' ascoltato dal consiglio dell'ordine dei medici di Cremona.
L'appello chiede la non incriminazione dell'anestesista per il suo gesto e da esso e' nato un documento del Comitato cremonese per la liberta' di cura e di ricerca scientifica che nelle prossime ore sara' diffuso in tutta Italia. In esso si esprime 'solidarieta' a Riccio, medico competente e coscienzioso che ha agito nel rispetto della legalita' e della deontologia professionale'.
Il Comitato confida che i procedimenti giudiziari vengano al piu' presto archiviati e ribadisce il diritto individuale garantito dalla Costituzione di rifiutare le terapie ritenute inappropriate. Si chiede, infine, che il Parlamento discuta al piu' presto le proposte di legge in tema di eutanasia e compia un'indagine conoscitiva sul fenomeno dell'eutanasia clandestina.
RICCIO: SONO SERENO 'Sono assolutamente sereno. Anche ieri ho sentito la moglie Mina e continuo ad avere segni di sostegno': e' il medico Mario Riccio a parlare dalla sua casa, tornato dal lavoro, nella giornata del compleanno di Piergiorgio Welby che oggi avrebbe compiuto 61 anni (era nato il 26 dicembre del 1945).
Domani sera il medico sara' ascoltato dal presidente dell'ordine provinciale di Cremona, quello dove il professionista e' iscritto.
Riccio nei giorni scorsi, il 21 dicembre, subito dopo la conferenza stampa con i radicali, e' stato ascoltato assieme al segretario dell'associazione Luca Coscioni da un funzionario della Digos a Roma.
'In un clima di grande serenita' sono stato contento di raccontare i fatti e consegnare le informazioni che avevo raccolto in una cartella clinica' ha raccontato.
Il verbale e' ora nelle mani del magistrato che fino ad ora non ha iscritto nessuno nel registro degli indagati.
'Spero doppiamente che questo non avvenga perche' questo dimostrerebbe che si tratta di un percorso possibile'. Riccio la notte del 20 dicembre, come lui stesso a confermato nuovamente oggi, stacco' il respiratore e contemporaneamente avvio' la sedazione. Ancora non sono stati resi noti ufficialmente i dati dell'autopsia. 'Credo che il nodo determinante sia quello tossicologico' ha spiegato, cioe' servira' capire in che modo e' stato sedato. I primi dati resi noti da Cappato attribuivano la morte a un cedimento di un ventricolo del cuore. Un quadro che secondo Cappato e' coerente con quello che e' stato spiegato rispetto alle procedure che hanno preceduto la morte di Welby: solo la sedazione e il distacco del ventilatore.
Domani sera intanto il medico si incontrera' con il presidente del proprio ordine. Un incontro prevedibile ma sara' solo il consiglio dell'ordine a decidere, come sempre avviene secondo la procedura che viene applicata ogni volta, un eventuale provvedimento disciplinare. Sono passati 10 giorni da quando il tribunale civile di Roma ha dato un sostanziale 'no' alla possibilita' di interrompere la terapia salvavita. Il giorno 20 dicembre, lo stesso della morte di Welby, e' arrivato il parere del Css: gli interventi terapeutici nei confronti dell'uomo 'non sono accanimento terapeutico'. Nella notte tra il 20 e il 21 dicembre il medico Mario Riccio lo ha aiutato a morire. Il 24 le esequie ma solo in forma laica.
VIALE: FEDERAZIONE ORDINE MEDICI DIFENDA DR. RICCIO Silvio Viale, medico di EXIT-Italia (l' associazione che si occupa di eutanasia) e membro radicale della Direzione Nazionale della Rosa nel Pugno, chiede che la Federazione Nazionale degli Ordini dei Medici scenda subito in campo per difendere il dottor Mario Riccio, l' anestesista che ha aiutato Welby a morire.
'Il dottor Mario Riccio - dice Viale - ha agito nel rispetto del codice deontologico, per cui la Federazione Nazionale degli Ordini dei Medici ha il dovere di scendere in campo a sua difesa. Poco importa se il codice deontologico non ha l'efficacia di norma giuridica, l' Ordine ha l'obbligo morale di difendere il proprio codice, che e' ispirato ai principi della Convenzione di Oviedo, ratificata dal Parlamento nel 2001'.
Per Viale 'sarebbe mortificante per l'intera categoria, se la Federazione si limitasse ad un puro attendismo burocratico, considerato che Riccio ha operato esattamente come molti altri colleghi hanno dichiarato di fare in casi simili. Anche se non si e' voluto riportare espressamente il diritto di 'ritirare il proprio consenso in qualsiasi momento', come prevede l' art. 5 della Convenzione di Oviedo, questo e' implicito in tutto l'impianto del codice deontologico'. 'In generale -conclude il ginecologo del Sant' Anna - il medico deve 'improntare la propria attivita' professionale al rispetto dei diritti fondamentali della persona' (art 20)'.
ALTRI COMMENTI
Per il senatore Domenico Gramazio, capogruppo di An in commissione Sanita' del Senato, 'e' stata inopportuna la presenza del presidente della commissione Sanita' del Senato, Ignazio Marino, al funerale-manifestazione che si e' svolto a Roma in Piazza Don Bosco per Welby. La presenza del senatore Marino, che sta presiedendo la commissione per lo studio di un disegno di legge che ha come punto di riferimento il testamento biologico e' inopportuna ad una manifestazione come quella che si e' svolta per i funerali di Welby'.
L'intenzione di Gramazio e' quella, come forze della CdL in commissione Sanita' al Senato, di chiedere spiegazioni per 'questo comportamento che lede le funzioni di presidente di una commissione che sta studiando la possibilita' di una legge per il testamento biologico'.
Il presidente del Comitato di bioetica di Cremona, Maurizio Mori, chiede che il vescovo della citta' lombarda, Dante Lafranconi, manifesti la sua solidarieta' a Mario Riccio, l'anestesista cremonese che mercoledi' scorso a Roma ha staccato il respiratore a Piergiorgio Welby.
Mori, che e' anche docente universitario, sollecita il presule a esprimersi 'di fronte alle ingiuste accuse al dottor Riccio, cittadino coraggioso, medico competente e coscienzioso'. Riccio domani sara' ascoltato dal consiglio dell'ordine dei medici di Cremona.
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