Italia. Rabbino capo Di Segni: ebraismo permette sospensione cure
'Su questi temi l'ebraismo ha molto da dire, sulla base di una tradizione di millenni che si aggiorna continuamente'. Lo ha detto il rabbino capo di Roma Riccardo Di Segni durante la conferenza sull'eutanasia e accanimento terapeutico al tempio di Adriano, presentata dalle sezioni Elia Benamozegh e Stefano Gaj Tache del Bene' Berith.
'I temi dell'eutanasia e dell'accanimento terapeutico vengono periodicamente posti al centro dell'attenzione dell'opinione pubblica quando vengono sollecitati da casi drammatici e penosi, come il caso di Terry Schiavo negli Usa e quello di Welby in Italia. La complessita' della materia in continua evoluzione rende necessaria una riflessione sulla adeguatezza della legge dello stato, a cui partecipano le diverse componenti giuridiche, tecniche, di pensiero e religiose della societa''.
'Un importante risultato recente e' ad esempio la legge israeliana del 2005 derivata dal lavoro di una commissione pluridisciplinare (la commissione "Steinberg") che ha saputo armonizzare il pensiero tradizionale con quello di altre parti della societa''.
'Nel pensiero ebraico la sacralita' della vita impone la sua difesa fino all'ultimo istante non e' consentita l'eutanasia attiva; esiste tuttavia un margine operativo molto stretto che e' il permesso di rimuovere gli impedimenti artificiali al decesso'.
'I temi dell'eutanasia e dell'accanimento terapeutico vengono periodicamente posti al centro dell'attenzione dell'opinione pubblica quando vengono sollecitati da casi drammatici e penosi, come il caso di Terry Schiavo negli Usa e quello di Welby in Italia. La complessita' della materia in continua evoluzione rende necessaria una riflessione sulla adeguatezza della legge dello stato, a cui partecipano le diverse componenti giuridiche, tecniche, di pensiero e religiose della societa''.
'Un importante risultato recente e' ad esempio la legge israeliana del 2005 derivata dal lavoro di una commissione pluridisciplinare (la commissione "Steinberg") che ha saputo armonizzare il pensiero tradizionale con quello di altre parti della societa''.
'Nel pensiero ebraico la sacralita' della vita impone la sua difesa fino all'ultimo istante non e' consentita l'eutanasia attiva; esiste tuttavia un margine operativo molto stretto che e' il permesso di rimuovere gli impedimenti artificiali al decesso'.
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