Mercoledì 10 giugno 2026
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Italia. Radicali condannati in Cassazione per cessione di hashish

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La IV sezione penale della Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso proposto da Rita Bernardini, tesoriere dei Radicali italiani, e altre nove persone contro la condanna della Corte d'Appello di Roma per aver "ceduto gratuitamente bustine di hashish nel corso di manifestazioni di propaganda indette dalla Lista Pannella antiproibizionista". Secondo la Cassazione infatti "c'era la cosciente volonta' di detenere lo stupefacente per uso non personale".
Tra gli argomenti usati dagli imputati a propria difesa, il fatto che non si puo' profilare il concorso nel reato per la sola condivisione dell'obiettivo conseguito, e le modalita' propagandistiche dell'operazione, che rendevano di per se' incompatibile la distribuzione con la volonta' di cessione a terzi. La distribuzione di hashish era avvenuta infatti "nell'ambito di una programmata operazione di disobbedienza civile, volta cioe' a sollecitare l'intervento preventivo della Polizia, ragion per cui la detenzione della sostanza drogante non poteva essere ritenuta a fine di cessione a terzi". Ma la Cassazione non ha ritenuto fondate le motivazioni, decidendo per il rigetto dei ricorsi. Non solo sussiste, scrivono i giudici di piazza Cavour, l'ipotesi di concorso per la "condivisione della finalita' comuni e la comprovata adesione di ciascuno dei partecipanti al compossesso", ma su ogni bustina c'era la scritta "Lista Pannella antiproibizionista" o "Adesivo della Lista Pannella", esprimendo cosi' "l'unitarieta' dell'approvvigionamento, la comune disponibilita' della droga per un periodo apprezzabile di tempo".
Secondo la Corte di Cassazione, che riprende quanto detto dai magistrati d'Appello, "e' sufficientemente integrato l'estremo soggettivo del reato attraverso la comprovata sussistenza della cosciente volonta' di detenere lo stupefacente per uso non personale".
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