Italia. I radicali denunciano le inosservanze della legge da parte del Governo
Giulio Manfredi, del Comitato Nazionale Radicali Italiani, ha rilasciato la seguente nota:"La Relazione sullo stato delle tossicodipendenze in Italia sarebbe dovuta essere presentata in Parlamento entro il 30 aprile scorso (art. 3, comma 83, della Legge Finanziaria 2004, entrata in vigore il 27/12/03). La responsabilita' del ritardo ricade sulle spalle del vicepremier Gianfranco Fini, che ha assunto su di se' la responsabilita' delle politiche antidroga (DPCM del 2/04/04, entrato in vigore il 17 aprile), sottraendole al ministro del Welfare Roberto Maroni.
Entro il dicembre 2003, il Governo avrebbe dovuto tenere la Conferenza nazionale sulla droga ("ogni tre anni, il Presidente del Consiglio dei Ministri convoca una conferenza .", art. 1, comma 15, del DPR 309/90); l'ultima conferenza fu organizzata dal governo dell'Ulivo, a Genova, nel novembre 2000. La tenuta della conferenza nel 2004 non fa parte degli obiettivi del Dipartimento nazionale per le politiche antidroga (art. 23, Decreto Vicepremier Fini del 31/05/04, entrato in vigore l'8 giugno).
D'altronde, che cosa potrebbe dire il Governo alla conferenza? Che in quattro anni e' riuscito a produrre solo un decreto di riforma dei Sert che e' stato bocciato dalla Consulta per lesione delle autonomie delle Regioni? Che ha nominato, nel novembre 2001, il prefetto Soggiu "commissario antidroga" per fargli fare molte dichiarazioni e pochi fatti e per poi farlo fuori lo scorso aprile, preferendogli Nicola Carlesi, gia' responsabile delle politiche sulle tossicodipendenze di AN, noto per aver proposto il trattamento obbligatorio dei tossicodipendenti e una commissione d'inchiesta sull'uso del metadone (come ci ricorda il sito web di San Patrignano, che riconoscente dedica a Carlesi un'intervista dal titolo roboante "L'uomo della sfida")?
Siamo alle solite; dietro i proclami, dietro la sedicente "legge Fini" (che a un anno dal suo annuncio e' ancora in lista d'attesa in Parlamento), ci sono solamente la solita confusione di competenze, il solito mancato rispetto delle leggi varate dal Governo stesso, e la solita grande attenzione a piazzare persone di provata fede nei posti dove saranno distribuiti buona parte dei fondi antidroga".
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