Italia. Radicali denunciano niente metadone nel carcere di Salerno
"Per i tossicodipendenti detenuti nel carcere di Salerno-Fuorni non e' previsto nessun trattamento col metadone". Lo denuncia l'europarlamentare della lista Bonino Marco Cappato, che con i responsabili salernitani della Lista Maurizio Provenza e Michele Capano ha presentato un esposto alla procura di Salerno.
Cappato chiede che vengano accertati i motivi per i quali i 66 tossicodipendenti detenuti nel penitenziario di Salerno-Fuorni (tra i quali 5 alcolisti e un cocainomane) non ricevono alcun trattamento metadonico, sospeso dopo il loro ingresso in carcere. "Ieri sera la mia ultima visita a Fuorni -dice Cappato- ha confermato che nel braccio deputato ad accogliere i tossicodipendenti nessuno dei detenuti ha la possibilita' di proseguire la terapia a cui erano sottoposti prima dell'arresto".
Secondo l'esposto 20 detenuti erano seguiti dal Sert di Salerno, 17 da quello di Nocera Inferiore ed i rimanenti in quelli di appartenenza. "Il cittadino tossicodipendente, nel momento in cui varca la porta del carcere, ha diritto per legge alle cure a cui e' sottoposto -dice Cappato-. Questo non e' il caso del carcere di Salerno, dove il metadone non puo' entrare".
"Per legge -aggiunge Cappato- dall'1 gennaio 2000 sono state trasferite al servizio sanitario nazionale le funzioni di assistenza sanitaria ai tossicodipendenti svolte prima dall'amministrazione penitenziaria. Cio' non sarebbe accaduto nel carcere di Salerno. Per questo motivo chiediamo alla procura salernitana di accertare se esistono delle responsabilita'".
In una improvvisata conferenza stampa dinanzi all'ingresso del tribunale di Salerno, l'eurodeputato ha anche posto l'accento sugli altri problemi che affliggono la popolazione carceraria del penitenziario salernitano. "Inutile rimarcarlo -ha detto-. I problemi sono noti a tutti e sono quelli di sempre: dal sovraffollamento al caldo insopportabile alla assistenza sanitaria".
Cappato chiede che vengano accertati i motivi per i quali i 66 tossicodipendenti detenuti nel penitenziario di Salerno-Fuorni (tra i quali 5 alcolisti e un cocainomane) non ricevono alcun trattamento metadonico, sospeso dopo il loro ingresso in carcere. "Ieri sera la mia ultima visita a Fuorni -dice Cappato- ha confermato che nel braccio deputato ad accogliere i tossicodipendenti nessuno dei detenuti ha la possibilita' di proseguire la terapia a cui erano sottoposti prima dell'arresto".
Secondo l'esposto 20 detenuti erano seguiti dal Sert di Salerno, 17 da quello di Nocera Inferiore ed i rimanenti in quelli di appartenenza. "Il cittadino tossicodipendente, nel momento in cui varca la porta del carcere, ha diritto per legge alle cure a cui e' sottoposto -dice Cappato-. Questo non e' il caso del carcere di Salerno, dove il metadone non puo' entrare".
"Per legge -aggiunge Cappato- dall'1 gennaio 2000 sono state trasferite al servizio sanitario nazionale le funzioni di assistenza sanitaria ai tossicodipendenti svolte prima dall'amministrazione penitenziaria. Cio' non sarebbe accaduto nel carcere di Salerno. Per questo motivo chiediamo alla procura salernitana di accertare se esistono delle responsabilita'".
In una improvvisata conferenza stampa dinanzi all'ingresso del tribunale di Salerno, l'eurodeputato ha anche posto l'accento sugli altri problemi che affliggono la popolazione carceraria del penitenziario salernitano. "Inutile rimarcarlo -ha detto-. I problemi sono noti a tutti e sono quelli di sempre: dal sovraffollamento al caldo insopportabile alla assistenza sanitaria".
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