Italia. Radicali: il proibizionismo del Vaticano vale solo per gli altri
Giulio Manfredi (Direzione Nazionale Radicali Italiani) e Alberto Ventrini (giunta di segreteria Associazione Radicale Adelaide Aglietta) hanno dichiarato:"Dopo la sentenza vaticana, immaginiamo che spacciatori e consumatori romani stiano riflettendo seriamente se fare domanda di cittadinanza nello Stato della Chiesa.
Siamo andati a verificare le sanzioni previste dalla legge Fini-Giovanardi, mai contestata e sempre lodata dalla Santa Sede: per la legge italiana, 87 grammi di cocaina, qualunque sia la percentuale di sostanza attiva contenuta, non rientrano assolutamente nel concetto di "lieve entità" previsto dall'art. 73 del DPR309/90, e tantomeno, a maggior ragione, in quello di semplice punibilità amministrativa ai sensi dell'art. 75, tenendo conto che i limiti quantitativi massimi di principio attivo della cocaina stabiliti dalle tabelle ministeriali prevedono 0,15 grammi.
Le pene previste dall'art. 73 per la detenzione illecita di stupefacenti vanno dai sei ai vent'anni; "quando, per i mezzi, per la modalità o le circostanze dell'azione i fatti sono di lieve entità", le pene vanno da uno a sei anni. Ogni sentenza è un caso a sé ma si può ragionevolmente affermare che se il cittadino in questione non fosse stato vaticano ma italiano avrebbe dovuto scontare indicativamente dai 4 ai 6 anni di carcere, senza condizionale.
Ci rimane soltanto un dubbio: il proibizionismo mite del Vaticano è dovuto alla millenaria carità cristiana o al secolare privilegio clericale?".
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