Italia. Rapporto annuale Censis: 57% dei cittadini favorevoli all'eutanasia
In aumento gli italiani favorevoli all'eutanasia. Secondo il 57%, in presenza di una malattia grave, il paziente o il familiare hanno il diritto di interrompere la terapia. Nel 2003 la pensava cosi' non piu' della meta' della popolazione, con una spaccatura netta fra i si' e i no alla 'dolce morte'. Oggi e' scesa al 43% la percentuale di quanti ritengono necessario continuare le cure finche' si puo' mantenere in vita il malato. E' quanto emerge dal 40esimo Rapporto annuale del Censis sulla situazione sociale del Paese.
Secondo il Censis, sui temi della bioetica e su alcune scelte legate alla vita, dall'uso delle staminali all'aborto all'eutanasia, l'arbitro unico sempre piu' e' l'individuo. I suoi giudizi e convincimenti personali sono assunti 'come criteri di legittimazione, anche morale, del comportamento'. Questo e' evidente in particolare per la procreazione e l'aborto. Il 59,8% delle italiane riafferma il diritto di interrompere la gravidanza, senza grosse differenze fra le varie aree della penisola o fra single e sposate. Anche tra le cattoliche praticanti, il 49% e' convinta che l'aborto debba essere consentito. Il 49,5% e' favorevole alla Ru486, la pillola abortiva, che pero' registra meno consenti fra le cattoliche praticanti, le meridionali e le meno giovani. E ancora, l'85,5% delle cattoliche praticanti dice si' all'uso dei contraccettivi e il 61,3% alla cosiddetta 'pillola del giorno dopo', nonostante la posizione esplicitamente contraria del magistero ecclesiastico su questi temi.
Infine, aumentano i si' all'utilizzo di embrioni umani per la ricerca scientifica. Il 55,3% e' d'accordo, secondo i dati del Monitor biomedico 2006, mentre nel 2002 i contrari erano il 67,3%.
COMMENTI
Le donne anche le cattoliche praticanti si dicono favorevoli all'aborto, alla fecondazione assistita, alla pillola contraccettiva, alla diagnosi pre-impianto e alla stessa eutanasia? "Non v'e' dubbio che le donne ed il paese siano profondamente e fondamentalmente diversi, sono cioe' piu' moderni e aperti, di chi li governa, dei loro rappresentanti, cioe' i parlamentari".
Cosi' il ginecologo, pioniere della 'provetta' Carlo Flamigni commenta il Rapporto Censis sui temi piu' scottanti di bioetica e altrettanto entusiasta e' Luca Gianaroli, direttore scientifico della Sismer, la Societa' Italiana di Studi di Medicina della Riproduzione: "e' ora di cambiare una legge (la 40) che punisce la donna e lede identita' e autonomia del medico di decidere come e con che cosa curare il paziente".
Osserva ancora Flamigni. "Mi pare che quanto riporta oggi il Censis dovrebbe essere oggetto di attenta riflessione e lettura da parte dei parlamentari: c'e' una forte discrepanza di vedute tra le donne, non assoggettate ad un'ideologia quella cattolica sempre meno credibile e i propri rappresentanti parlamentari che invece sulle stesse materie sembra la pensino diversamente". In altri termini, per Flamigni, c'e' "da prender atto che su certi specifici temi a dettare le regole deve esser il buon senso e non i principi religiosi".
Piu' o meno sulla stessa lunghezza d'onda, Gianaroli per il quale, "se si assume come dato certo ma antiscientifico l'assunto dell'embrione come persona umana, cio' comporta tutta una serie di divieti che come medico mi mortificano e mi indignano perche' non puo' essere una legge a dire come si fa il medico e come si debbono o non si debbono curare le malattie". E cosi' conclude: "la legge 40 oltre a non tutelare la salute e la liberta' della donna, sanziona quale deve essere l'atto medico: e' un assurdo questo".
'Il rapporto del Censis presentato ieri evidenzia come il relativismo etico abbia preso il sopravvento nel nostro Paese'. E' quanto afferma Laura Bianconi capo gruppo di Forza Italia in commissione Igiene e Sanita' al Senato, secondo la quale 'risulta difficile credere che il 57% degli italiani sia favorevole all'eutanasia e addirittura che quasi il 50% delle donne cattoliche praticanti sia convinta che l'aborto debba essere consentito cosi' come la diagnosi pre-impianto sull'embrione'.
'Se questi dati, come sembra, sono attendibili siamo davanti ad un evidente imbarbarimento della nostra societa' frutto di un lungo lavaggio del cervello da parte di chi professa il principio dell'individualismo a tutti i costi e spinge l'uomo ad essere sempre piu' egoista nelle sue scelte ideologiche. Continuando cosi' rischiamo che si arrivi ad una totale mancanza di rispetto per quei valori che portano a considerare la vita umana un bene primario ed indisponibile dal suo concepimento fino alla morte'.
'Mi auguro che il Presidente Napolitano si faccia garante di questi valori, cosi' come gli viene richiesto dalla Costituzione stessa. Non si puo' pensare che tutti i temi che riguardano la bioetica e che coinvolgono la vita dell'uomo vengano affrontati sull'onda emotiva legata a circostanze specifiche, cosi' come sembra fare una parte del mondo scientifico e di quello politico'.
'No, dunque, all'eutanasia, all'aborto e all'utilizzo degli embrioni; ricordiamoci che non possiamo ridurre l'uomo ad una forma di pezzi di ricambio, ma stiamo parlando della vita di ognuno di noi, dell'amore e del rispetto che dobbiamo offrire con assoluta generosita' a chi soffre cosi' come a chi deve ancora nascere'.
Secondo il Censis, sui temi della bioetica e su alcune scelte legate alla vita, dall'uso delle staminali all'aborto all'eutanasia, l'arbitro unico sempre piu' e' l'individuo. I suoi giudizi e convincimenti personali sono assunti 'come criteri di legittimazione, anche morale, del comportamento'. Questo e' evidente in particolare per la procreazione e l'aborto. Il 59,8% delle italiane riafferma il diritto di interrompere la gravidanza, senza grosse differenze fra le varie aree della penisola o fra single e sposate. Anche tra le cattoliche praticanti, il 49% e' convinta che l'aborto debba essere consentito. Il 49,5% e' favorevole alla Ru486, la pillola abortiva, che pero' registra meno consenti fra le cattoliche praticanti, le meridionali e le meno giovani. E ancora, l'85,5% delle cattoliche praticanti dice si' all'uso dei contraccettivi e il 61,3% alla cosiddetta 'pillola del giorno dopo', nonostante la posizione esplicitamente contraria del magistero ecclesiastico su questi temi.
Infine, aumentano i si' all'utilizzo di embrioni umani per la ricerca scientifica. Il 55,3% e' d'accordo, secondo i dati del Monitor biomedico 2006, mentre nel 2002 i contrari erano il 67,3%.
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Le donne anche le cattoliche praticanti si dicono favorevoli all'aborto, alla fecondazione assistita, alla pillola contraccettiva, alla diagnosi pre-impianto e alla stessa eutanasia? "Non v'e' dubbio che le donne ed il paese siano profondamente e fondamentalmente diversi, sono cioe' piu' moderni e aperti, di chi li governa, dei loro rappresentanti, cioe' i parlamentari".
Cosi' il ginecologo, pioniere della 'provetta' Carlo Flamigni commenta il Rapporto Censis sui temi piu' scottanti di bioetica e altrettanto entusiasta e' Luca Gianaroli, direttore scientifico della Sismer, la Societa' Italiana di Studi di Medicina della Riproduzione: "e' ora di cambiare una legge (la 40) che punisce la donna e lede identita' e autonomia del medico di decidere come e con che cosa curare il paziente".
Osserva ancora Flamigni. "Mi pare che quanto riporta oggi il Censis dovrebbe essere oggetto di attenta riflessione e lettura da parte dei parlamentari: c'e' una forte discrepanza di vedute tra le donne, non assoggettate ad un'ideologia quella cattolica sempre meno credibile e i propri rappresentanti parlamentari che invece sulle stesse materie sembra la pensino diversamente". In altri termini, per Flamigni, c'e' "da prender atto che su certi specifici temi a dettare le regole deve esser il buon senso e non i principi religiosi".
Piu' o meno sulla stessa lunghezza d'onda, Gianaroli per il quale, "se si assume come dato certo ma antiscientifico l'assunto dell'embrione come persona umana, cio' comporta tutta una serie di divieti che come medico mi mortificano e mi indignano perche' non puo' essere una legge a dire come si fa il medico e come si debbono o non si debbono curare le malattie". E cosi' conclude: "la legge 40 oltre a non tutelare la salute e la liberta' della donna, sanziona quale deve essere l'atto medico: e' un assurdo questo".
'Il rapporto del Censis presentato ieri evidenzia come il relativismo etico abbia preso il sopravvento nel nostro Paese'. E' quanto afferma Laura Bianconi capo gruppo di Forza Italia in commissione Igiene e Sanita' al Senato, secondo la quale 'risulta difficile credere che il 57% degli italiani sia favorevole all'eutanasia e addirittura che quasi il 50% delle donne cattoliche praticanti sia convinta che l'aborto debba essere consentito cosi' come la diagnosi pre-impianto sull'embrione'.
'Se questi dati, come sembra, sono attendibili siamo davanti ad un evidente imbarbarimento della nostra societa' frutto di un lungo lavaggio del cervello da parte di chi professa il principio dell'individualismo a tutti i costi e spinge l'uomo ad essere sempre piu' egoista nelle sue scelte ideologiche. Continuando cosi' rischiamo che si arrivi ad una totale mancanza di rispetto per quei valori che portano a considerare la vita umana un bene primario ed indisponibile dal suo concepimento fino alla morte'.
'Mi auguro che il Presidente Napolitano si faccia garante di questi valori, cosi' come gli viene richiesto dalla Costituzione stessa. Non si puo' pensare che tutti i temi che riguardano la bioetica e che coinvolgono la vita dell'uomo vengano affrontati sull'onda emotiva legata a circostanze specifiche, cosi' come sembra fare una parte del mondo scientifico e di quello politico'.
'No, dunque, all'eutanasia, all'aborto e all'utilizzo degli embrioni; ricordiamoci che non possiamo ridurre l'uomo ad una forma di pezzi di ricambio, ma stiamo parlando della vita di ognuno di noi, dell'amore e del rispetto che dobbiamo offrire con assoluta generosita' a chi soffre cosi' come a chi deve ancora nascere'.
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