Italia. Rapporto dell'antimafia: sequestri in aumento
FENOMENO TRAFFICO STUPEFACENTI SEMPRE PIU' 'GLOBALIZZATO'Aumentati del 35,2% nel solo primo semestre del 2006 i sequestri di sostanze stupefacenti nel nostro paese. Un ulteriore aumento rispetto al 21,8% registrato nel 2005 nel corso del quale sono stati sequestrati complessivamente 31.597 kg di sostanze. E' quanto emerge dalla relazione contenuta nel Rapporto 2006 della Procura nazionale antimafia, consegnato dal procuratore Piero Grasso alla commissione parlamentare antimafia riunita a San Macuto per la sua audizione. La relazione sul Narcotraffico evidenzia come, complessivamente dal gennaio 2005 all'agosto 2006 risultano iscritti al registro generale della Dda 1.909 procedimenti di cui 1.143 presenti anche nel sistema Sidda. ''L'esame del contenuto delle principali indagini in corso -si legge nella relazione- fa constatare che negli ultimi anni si e' verificata una globalizzazione del traffico di stupefacenti. In primo luogo -rileva ancora la relazione- e' estremamente aumentato il consumo, tanto che si stima che nel mondo 250 milioni di persone facciano uso di droga. L'Europa costituisce uno dei principali mercati e gli indicatori suggeriscono che la tendenza al consumo e' in continuo aumento''. Questo trend, avverte il Rapporto, e' particolarmente significativo anche per l'Italia. Nel nostro Paese, nel 2005 sono stati sequestrati quasi 32 mila kg di sostanze stupefacenti con un aumento percentuale del 21,8% rispetto al 2004 e, prosegue la relazione, i dati riferiti al primo semestre del 2006 denotano un ulteriore aumento percentuale del 35,2%.
NEL 2005 COMPIUTE 19.810 OPERAZIONI ANTIDROGA, 31.860 I DENUNCIATI
La relazione evidenzia quindi che la quantita' di sequestri di stupefacenti conferma la tendenza all'aumento della domanda di hashish e la cocaina rispetto all'eroina. E' interessante notare che in Italia nel 2005 sono state compiute 19.810 operazioni antidroga e sono stati denunciati 31.860 indagati di cui 8.865 cittadini stranieri e 1.202 minori. I dati relativi al contrasto antidroga nel primo semestre 2006, prosegue la relazione, confermano la gravita' del fenomeno in quanto sono stati perseguiti 14.398 delitti per i quali sono stati indagati 15.237 soggetti di cui 11.881 in stato di arresto, con il sequestro di 20.574 kg di sostanze stupefacenti. La relazione, poi, rileva che le indagini attualmente in corso presso le Dda confermano che la cocaina continua ad essere prodotta interamente nel continente Sudamericano e, per la quasi totalita', nei paesi tradizionalmente coltivatori come Colombia, Peru' e Bolivia. Quanto alle rotte del narcotraffico la relazione sottolinea che dalle aree di produzione la droga entra in Europa attraverso l'Oceano Atlantico, con containers nei porti di Spagna, Olanda e Portogallo, ma anche via aerea mediante plichi, bagagli e 'ovulatori'. Il traffico di hashish, invece, si sviluppa soprattutto dal Marocco attraverso lo stretto di Gibilterra e le vie del Mediterraneo.
ALLEANZE TRA GRUPPI SIMILI DI ALTRI PAESI
Nell'organizzazione del traffico, rileva ancora la relazione, si riscontra una maggior presenza della criminalita' organizzata, in considerazione della capacita' offerta da queste organizzazioni nello spostamento di grosse partite di stupefacenti (l'obiettivo e' quello di trasportare maggiori quantitativi con il minor numero possibile di persone implicate). Tale situazione impone ai narcotrafficanti una maggiore efficienza e flessibilita' nonche' la conoscenza di normative internazionali per poter approfittare di legislazioni inadeguate o della minore capacita' di controllo che caratterizza le forze di polizia di alcuni paesi. Conseguentemente, denuncia la relazione, alcuni gruppi criminali sono usciti dalle loro naturali aree di attivita' per formare alleanze con gruppi simili di altri paesi per ottimizzare il traffico di droga e il riciclaggio del denaro.
PER GESTIONE TRAFFICO NASCONO GRUPPI MISTI DI 'BROOKERS'
Significativa in tal senso e' l'evoluzione che si e' determinata negli ultimi anni nelle mafie storiche che hanno costituito un nuovo modello organizzativo per la gestione del narcotraffico predisponendo gruppi misti di ''Brookers'' che effettuano una intermediazione tra i gruppi internazionali che curano la vendita e i clan locali che si occupano dello spaccio sul territorio. L'attivita' dei Brookers ha progressivamente sviluppato una internazionalizzazione della struttura, in modo da inserire nelle associazioni di narcotraffico, direttamente i componenti delle organizzazioni colombiane e sudamericane, dei gruppi spagnoli, dei marsigliesi, in perfetta sinergia con i componenti delle mafie italiane.
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