Italia. Rave parade: Udc organizza controconvegno. Miselli: partecipanti rave sono parassiti sociali
In vista del Gay pride regionale del 28 giugno e della Street Rave Parade, la parata antiproibizionista dei centri sociali che dovrebbe svolgersi il primo di luglio a Bologna, si moltiplicano sotto le Due Torri le controiniziaitive politiche del centrodestra bolognese. Tra queste la tavola rotonda 'Vivere è stupefacente', annunciata oggi dall'Udc di Bologna per il 29 giugno alle 18.30 nel parco della Montagnola, a cui parteciperanno anche l'ex ministro Carlo Giovanardi e Don Oreste Benzi, dell'Associazione giovanni XXIII. "Non è un'iniziativa contro qualcuno: vogliamo dare spazio a quei cittadini che la pensano diversamente" spiega il deputato bolognese dell'Udc Gian Luca Galletti. Un'iniziativa "non contro qualcuno, ma rivolta a coloro che non si riconoscono nel modello di vita proposto dal Gay pride e dalla Rave Parade -ha concluso Galletti- noi non ci vogliamo rassegnare alla stanza del buco e alla cultura della droga".Chi partecipa al Rave va "a farsi del male" e finisce per trasformarsi in un "parassita sociale". Chi va al Rave rischia di entrare in un tunnel, di diventare un dato "nelle statistiche degli abbandoni scolastici", un giovane che "passa le sue giornate a dormire senza fare niente perche' la sera prima a partecipato a qualche festa e a chiedere solo dei diritti". E' durissimo il giudizio di Claudio Miselli, presidente della comunita' di recupero per tossicodipendenti (due sedi in provincia, accolti 60 ragazzi) "il Pettirosso": da anni non esita a criticare la parata antiproibizionista e la sua contrarieta' l'ha riproposta oggi in una conferenza stampa dell'Udc.
Miselli paragona la filosofia "rivoluzionaria" e antiproibizionista del Rave al "luddismo che cercava di rovinare ed impedire la produzione industriale in ottica nichilista". Ne fa soprattutto una questione di messaggi diseducativi lanciati ai ragazzi. E aggiunge: come la droga "e' il sintomo di qualcosa che non va", il rave e' "sintomo di qualcosa che nella societa' si e' spostato su una non responsabilita' e lontano da valori positivi condivisi". Ci sono famiglie, continua ancora il presidente del Pettirosso, "che per due giorni vedono sparire i propri figli che vanno al Rave e poi li ritrovano stravolti".
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