Italia. Referendum. Assemblea dei mille, la dichiarazione
Dal 17 al 19 giugno si e tenuta a Roma l'Assemblea dei Mille, obbiettivo scritto nello sfondo del palco "da ora: che fare?". Convocata prima dell'esito referendario alla luce della sconfitta dei quattro quesiti sulla legge 40, che pur avendo avuto la maggioranza dei si' non avendo raggiunto il quorum non sono da considerarsi validi, ha rappresentato un punto di riunione e ritrovo per chi nella battaglia referendaria vi aveva investito risorse ed energie politiche, umane ed economiche.
Tutti i lavori sono rintracciabili in audio-video sul sito di Radio Radicale al seguente indirizzo: clicca qui
Mentre sul sito dell'associazione Luca Coscioni ci sono gia' delle trascrizioni di alcuni interventi: clicca qui
Assemblea 1000. Dichiarazione finale.
Gli scienziati, intellettuali, medici e malati italiani che hanno attivamente partecipato alla recente campagna referendaria hanno convocato a Roma nei giorni 17-19 giugno (con il sostegno dell'Associazione Luca Coscioni e di Radicali Italiani) un'assemblea che ha analizzato in modo articolato l'esito referendario e ha proposto - grazie alla partecipazione e l'intervento di oltre 500 persone, e il contributo economico di oltre 1.000 persone - idee e iniziative sul "che fare" post-referendario.
Gli interventi hanno sottolineato lo stato di precarieta' della democrazia e della legalita' in Italia, alla luce dei modi e dei contenuti del confronto referendario. E' stato stigmatizzato il ruolo disinformativo dei media, in particolare delle reti Rai e Mediaset, e delle massime cariche istituzionali, che hanno tenuto un comportamento apertamente diseducativo rispetto ai valori della democrazia e, a parere di molti, anche formalmente contrario alla legge; nonche' delle gerarchie vaticane e della Conferenza Episcopale Italiana, apertamente impegnate nell'agone politico-elettorale in modo pregiudizievole della stessa liberta' religiosa.
E' stata rimarcata la necessita' e l'utilita' di continuare e intensificare le iniziative nonviolente e di disobbedienza civile per segnalare all'opinione pubblica il carattere incostituzionale e pernicioso della legge 40/2004. Una legge che non protegge gli embrioni, ma ha il solo scopo di dissuadere l'utilizzazione delle tecnologie della fecondazione assistita da parte dei cittadini italiani, malati e scienziati, costringendoli a rivolgersi all'estero in condizioni di minore sicurezza.
L'Assemblea sostiene i contenuti e gli obiettivi della lettera aperta al Presidente della Repubblica, gia' sottoscritta da decine di operatori di centri di fecondazione assistita, che denuncia il contrasto fra la legge 40/2004 e i principi della deontologia medica, che vincola moralmente i medici a non far del male ai loro pazienti e a garantir loro i trattamenti migliori e piu' efficaci. Gli estensori della lettera a Ciampi ritengono che in caso di mancato intervento del Parlamento sulla legge 40, e non accettando di violare la propria deontologia non avranno altra scelta che quella di andare a lavorare in un altro Paese, o quella di chiedere alla magistratura di intervenire, attuando una disobbedienza civile alla legge 40, rispettando di fatto nel loro operato la prudenza, la perizia e la diligenza.
La legge 40/2004 colpisce la liberta' di ricerca scientifica, proibendo lo studio delle cellule staminali embrionali, che, come hanno pubblicamente dichiarato i massimi esperti italiani e internazionali del settore, rappresentano una delle frontiere della conoscenza biomedica e della terapia delle malattie degenerative. La censura della liberta' di ricerca appartiene a stagioni storiche e regimi dove la democrazia non esisteva.
L'Assemblea ringrazia chi ha votato il 12 e 13 giugno, e soprattutto quanti hanno votato si', assumendo il valore fondamentale della liberta', all'interno di confini metodologicamente e giuridicamente stabiliti su basi razionali e non dogmatiche, anche nell'ambito della ricerca scientifica e della pratica clinica. L'Assemblea rivendica il ruolo fondamentale che la scienza e la tecnologia hanno svolto, storicamente, non solo nel promuovere il benessere umano, ma anche per consentire una maggiore efficienza di funzionamento delle democrazie e potenziare le capacita' di scelta individuale rispetto ai valori diffusi nella societa'.
Da alcuni decenni e' in atto anche nel mondo occidentale e democratico un'irragionevole attacco nei riguardi della ricerca e degli sviluppi applicativi nei campi della genetica molecolare e della biologia cellulare, che vengono giudicati forieri di minacce per l'uomo o l'ambiente.
In tale contesto, il Congresso mondiale per la liberta' di ricerca (la cui sessione costitutiva si e' tenuta lo scorso ottobre su iniziativa dell'Associazione Luca Coscioni) assume un valore culturale e politico a livello nazionale internazionale, per far luce sui meccanismi che sono all'origine delle percezioni distorte della scienza, e che favoriscono la strumentalizzazione politica di atteggiamenti irrazionali per giustificare la limitazione della liberta' di ricerca, di sviluppo di terapie utili a milioni di persone e delle liberta' individuali nelle scelte riguardanti la salute e la malattia. E per promuovere iniziative volte a contrastare a livello nazionale e internazionale le distorsioni della scienza da parte della politica.
L'Assemblea saluta la novita' preziosa della partecipazione attiva di scienziati, docenti e intellettuali alla campagna referendaria, ritenendo che rappresenti un dato politicamente e civilmente molto significativo. Da non disperdere, ma, anzi, da potenziare e organizzare Questa novita' puo' e deve costituire una risorsa anche per avviare una piu' appropriata e concreta riflessione politica nell'imminente contesto della campagna elettorale per le elezioni del 2006. Lo scopo deve essere quello orientare verso scelte politiche e istituzionali che promuovono i valori della liberta' di ricerca, di scelta e di coscienza. Si tratta di favorire l'elaborazione di analisi e documenti, ma anche la crescita delle iniziative nonviolente e transnazionali, che costringano le forze politiche e le coalizioni a confrontarsi ed impegnarsi, anche elettoralmente sulle strategie per superare i ritardi della ricerca e dell'innovazione in Italia, per promuovere l'educazione scientifica e per superare i proibizionismi sulla ricerca e sulla conoscenza.
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Assemblea 1000. Dichiarazione finale.
Gli scienziati, intellettuali, medici e malati italiani che hanno attivamente partecipato alla recente campagna referendaria hanno convocato a Roma nei giorni 17-19 giugno (con il sostegno dell'Associazione Luca Coscioni e di Radicali Italiani) un'assemblea che ha analizzato in modo articolato l'esito referendario e ha proposto - grazie alla partecipazione e l'intervento di oltre 500 persone, e il contributo economico di oltre 1.000 persone - idee e iniziative sul "che fare" post-referendario.
Gli interventi hanno sottolineato lo stato di precarieta' della democrazia e della legalita' in Italia, alla luce dei modi e dei contenuti del confronto referendario. E' stato stigmatizzato il ruolo disinformativo dei media, in particolare delle reti Rai e Mediaset, e delle massime cariche istituzionali, che hanno tenuto un comportamento apertamente diseducativo rispetto ai valori della democrazia e, a parere di molti, anche formalmente contrario alla legge; nonche' delle gerarchie vaticane e della Conferenza Episcopale Italiana, apertamente impegnate nell'agone politico-elettorale in modo pregiudizievole della stessa liberta' religiosa.
E' stata rimarcata la necessita' e l'utilita' di continuare e intensificare le iniziative nonviolente e di disobbedienza civile per segnalare all'opinione pubblica il carattere incostituzionale e pernicioso della legge 40/2004. Una legge che non protegge gli embrioni, ma ha il solo scopo di dissuadere l'utilizzazione delle tecnologie della fecondazione assistita da parte dei cittadini italiani, malati e scienziati, costringendoli a rivolgersi all'estero in condizioni di minore sicurezza.
L'Assemblea sostiene i contenuti e gli obiettivi della lettera aperta al Presidente della Repubblica, gia' sottoscritta da decine di operatori di centri di fecondazione assistita, che denuncia il contrasto fra la legge 40/2004 e i principi della deontologia medica, che vincola moralmente i medici a non far del male ai loro pazienti e a garantir loro i trattamenti migliori e piu' efficaci. Gli estensori della lettera a Ciampi ritengono che in caso di mancato intervento del Parlamento sulla legge 40, e non accettando di violare la propria deontologia non avranno altra scelta che quella di andare a lavorare in un altro Paese, o quella di chiedere alla magistratura di intervenire, attuando una disobbedienza civile alla legge 40, rispettando di fatto nel loro operato la prudenza, la perizia e la diligenza.
La legge 40/2004 colpisce la liberta' di ricerca scientifica, proibendo lo studio delle cellule staminali embrionali, che, come hanno pubblicamente dichiarato i massimi esperti italiani e internazionali del settore, rappresentano una delle frontiere della conoscenza biomedica e della terapia delle malattie degenerative. La censura della liberta' di ricerca appartiene a stagioni storiche e regimi dove la democrazia non esisteva.
L'Assemblea ringrazia chi ha votato il 12 e 13 giugno, e soprattutto quanti hanno votato si', assumendo il valore fondamentale della liberta', all'interno di confini metodologicamente e giuridicamente stabiliti su basi razionali e non dogmatiche, anche nell'ambito della ricerca scientifica e della pratica clinica. L'Assemblea rivendica il ruolo fondamentale che la scienza e la tecnologia hanno svolto, storicamente, non solo nel promuovere il benessere umano, ma anche per consentire una maggiore efficienza di funzionamento delle democrazie e potenziare le capacita' di scelta individuale rispetto ai valori diffusi nella societa'.
Da alcuni decenni e' in atto anche nel mondo occidentale e democratico un'irragionevole attacco nei riguardi della ricerca e degli sviluppi applicativi nei campi della genetica molecolare e della biologia cellulare, che vengono giudicati forieri di minacce per l'uomo o l'ambiente.
In tale contesto, il Congresso mondiale per la liberta' di ricerca (la cui sessione costitutiva si e' tenuta lo scorso ottobre su iniziativa dell'Associazione Luca Coscioni) assume un valore culturale e politico a livello nazionale internazionale, per far luce sui meccanismi che sono all'origine delle percezioni distorte della scienza, e che favoriscono la strumentalizzazione politica di atteggiamenti irrazionali per giustificare la limitazione della liberta' di ricerca, di sviluppo di terapie utili a milioni di persone e delle liberta' individuali nelle scelte riguardanti la salute e la malattia. E per promuovere iniziative volte a contrastare a livello nazionale e internazionale le distorsioni della scienza da parte della politica.
L'Assemblea saluta la novita' preziosa della partecipazione attiva di scienziati, docenti e intellettuali alla campagna referendaria, ritenendo che rappresenti un dato politicamente e civilmente molto significativo. Da non disperdere, ma, anzi, da potenziare e organizzare Questa novita' puo' e deve costituire una risorsa anche per avviare una piu' appropriata e concreta riflessione politica nell'imminente contesto della campagna elettorale per le elezioni del 2006. Lo scopo deve essere quello orientare verso scelte politiche e istituzionali che promuovono i valori della liberta' di ricerca, di scelta e di coscienza. Si tratta di favorire l'elaborazione di analisi e documenti, ma anche la crescita delle iniziative nonviolente e transnazionali, che costringano le forze politiche e le coalizioni a confrontarsi ed impegnarsi, anche elettoralmente sulle strategie per superare i ritardi della ricerca e dell'innovazione in Italia, per promuovere l'educazione scientifica e per superare i proibizionismi sulla ricerca e sulla conoscenza.
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