Giovedì 11 giugno 2026
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Italia. Referendum fecondazione, gia' l'appello per l'astensione

U.E. - ITALIA
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Sono state appena consegnate le firme in Cassazione per chiedere 5 referendum sulla legge 40/2004, ancora non si e' espressa neppure la Corte Costituzionale sull'ammissibilita' dei quesiti e gia' arriva un appello per il non voto. Senza sapere quando e su cosa si votera'!
Il presidente nazionale del Movimento per la vita Carlo Casini ha detto anche che "sui mass media sono state dette menzogne, come il divieto di donare il cordone ombelicale o la necessita' di usare le cellule staminali prelevate dagli embrioni per guarire malattie come la talassemia e la leucemia. Sono falsita' che creano un clima negativo nei confronti di una legge che invece e' servita a dare delle regole precise contro il far west delle provette selvagge".
Contrario all'idea di un referendum sulla legge sulla procreazione assistita approvata dal parlamento italiano anche il cardinale Renato Martino, presidente del Pontificio consiglio per la giustizia e la pace. "Mi auguro che questo referendum non si faccia e che se c'e' qualcosa da modificare si modifichi attraverso i normali canali. [.] potrebbe essere una divisione degli italiani piuttosto che un elemento di unione. [.] mi pare che si abbia il diritto di dire se uno strumento e' usato a proposito o a sproposito, se vada bene o vada male: in un clima democratico si puo' fare".
"Il tempo per modificare la legge sulla procreazione medicalmente assistita c'e'. Il referendum non e' domani mattina. Cio' nonostante credo che ora sia il momento di tradurre in proposte concrete tutte quelle cose di cui da mesi si discute. Adesso si tratta, appunto, di definire quali sono le modifiche su cui il Parlamento deve discutere. E il Parlamento faccia presto a calendarizzarle". Cosi' il ministro per le Pari opportunita', Stefania Prestigiacomo. "Spero che ci sia la volonta' da parte del Parlamento di rivedere queste normative. Dalle dichiarazioni sembra che questa disponibilita' ci sia", "l'intervento parlamentare e' costituzionalmente legittimo quanto un referendum". "Se si insiste cosi' tanto nel referendum, c'e' come l'impressione che qualcuno voglia utilizzarlo al di la' delle finalita' che sono quelle di migliorare la legge. Se cio' e' possibile in Parlamento perche' non tentare questa via", ha concluso, facendo riferimento "ad altri fini legati alla strumentalizzazione politica. Addirittura il milione di firme raccolte, in alcuni dibattiti era diventato cinque milioni perche' i quesiti sono cinque".
"Siamo aperti al confronto, senza assilli, per migliorare la legge sulla fecondazione assistita ma bisogna tenere distinta la legge dal referendum", ha detto Sandro Bondi. "Noi crediamo che sia meglio avere una legge, che nessuna legge". "Prima non c'era alcuna regola mentre oggi per fortuna c'e' una legge che fissa alcune norme sacrosante. Detto questo siamo anche consapevoli che in fase attuativa la legge ha presentato dei problemi, inutile negarlo, che e' nostro dovere affrontare. Non mettiamo pero' in relazione l'opportunita' di migliorare questa legge in relazione con la celebrazione del referendum: sono due cose distinte che devono rimanere distinte". "Se Forza Italia si preoccupera' in Parlamento di migliorare la legge, se ci sono le condizioni, non e' per evitare il referendum ma perche' ritiene necessario fare alcune modifiche".
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