Venerdì 5 giugno 2026
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Italia. Regione Umbria: uno corso contro l'uso di droghe in discoteca

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Prevenire l'utilizzo di sostanze stupefacenti nelle discoteche e promuovere la cultura del sano divertimento: sono gli scopi del corso di formazione, partito in Umbria, che coinvolge 50 operatori (direttori artistici, barman, addetti alla sicurezza e disk jockey) degli otto principali locali da ballo della regione. Durante il fine settimana in Umbria -secondo il Silb, il sindacato dei locali da ballo- sono circa 20 mila le persone che frequentano le discoteche ma solo una piccola parte di loro risulta fare uso di sostanze stupefacenti.
L'iniziativa, promossa dalla Regione Umbria, rientra nel quadro di un progetto nazionale per la formazione del personale dei locali. Le lezioni del corso "sono tenute nelle discoteche -ha detto il sociologo del Sert di Perugia, Stefano Goretti- per rendere ancora piu' chiaro il messaggio che questi posti sono sani e sicuri. Anzi, spesso la discoteca e' il luogo dove si notano gli effetti di sostanze assunte altrove". Il corso intende fornire agli operatori delle discoteche una maggiore conoscenza delle dinamiche che portano i giovani ad assumere sostanze stupefacenti e gli strumenti di intervento per prevenire le situazioni di rischio e per fronteggiare le emergenze. In Umbria sono stati individuati due nuclei formativi, uno per la provincia di Perugia e uno per quello di Terni. Complessivamente si terranno dieci incontri per trenta ore di lezione, trattando argomenti che vanno dalle informazioni sulla diffusione di nuove droghe e le nuove modalita' di assunzione, alla gestione delle situazioni di crisi, alla comunicazione.
Alla presentazione del corso di formazione, stamani a Perugia, sono intervenuti i rappresentanti dei Sert di Perugia e Terni, il vicario del prefetto, Roberto Aragno, per la Questura di Perugia Alessandro Belsito, e i rappresentanti provinciali del Silb (sindacato italiani locali da ballo), Enzo Muscinelli, di Perugia, e Gianpiero Aldini, di Terni.
Per Belsito "la discoteca non e' da demonizzare e da individuare come unico luogo di spaccio. Ormai i locali notturni sono diversificati -ha detto- cosi' com'e' diversificata la fascia d'eta' di chi li frequenta. Nel progetto presentato oggi la Questura avra' un ruolo di sostegno e di supporto per la conoscenza del problema".
In una nota, diffusa dall'assessore regionale alla Sanita', Maurizio Rosi, si ricorda che il corso in questione "e' inserito nel quadro piu' generale delle politiche di prevenzione attuate dalla Regione attraverso i servizi sanitari territoriali". L'assessore valuta positivamente il fatto che per questa iniziativa si sia registrato "il significativo coinvolgimento di vari soggetti, privati e istituzionali", sottolineando che questo "contribuira' sicuramente a rendere piu' efficace l'intervento".
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