Giovedì 11 giugno 2026
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Italia. Relazione annuale sulle tossicodipendenze: aumenta il consumo di cannabis fra i giovani

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MENO EROINA E COCAINA TRA GLI UNDER 19, MA PIU' CANNABIS - In Italia nel 2008 e' sceso il consumo dell'eroina e della cocaina nei giovani sotto i 19 anni, ma e' aumentato invece l'uso della cannabis. E' questo uno dei dati contenuto nella "Relazione annuale al Parlamento sullo stato delle Tossicodipendenze in Italia", presentata oggi a Palazzo Chigi dal senatore Carlo Giovanardi, sottosegretario alla presidenza del Consiglio con delega alle politiche antidroga e da Giovanni Serpelloni, capo del Dipartimento politiche Antidroga. Complessivamente nel 2008 sono stati stimati 385 mila consumatori di droga che avrebbero bisogno di una trattamento, a fronte delle 175mila persone attualmente in cura. Lo studio ha preso in esame molteplici aspetti del problema droga, partendo dalla stima dei consumi di sostanze stupefacenti su due popolazioni: quella generale, per avere delle valutazioni standardizzate anche con gli altri Stati membri dell'Ue, e quella studentesce, per avere una focalizzazione ancora migliore sul target giovanile. L'altro fenomeno segnalato dalla Relazione, infatti, e' che la popolazione sopra i 20 anni ha mostrato una tendenza contraria a quella dei giovanissimi, incrementando invece il consumo di eroina, cocaina e cannabis. Per quanto riguarda l'uso della cannabis, il nostro Paese e' ai primo posti in Europa, tant'e' che il 32% della popolazione ha provato questa sostanza almeno una volta nella vita. "Cio' dipende dalla bassa percezione del rischio cannabis - ha spiegato Serpelloni - che e' invece una sostanza-ponte verso l'uso di droghe piu' pesanti". Inoltre, e' in forte crescita il fenomeno del "policonsumo", ovvero l'uso contemporaneo di piu' droghe associato all'alcol: in particolare, lo studio evidenzia che i consumatori di cannabis nel 12,7% dei casi usano anche cocaina e nel 3,1% dei casi associano eroina. Un aspetto da sottolineare riguardo all'eroina e' che da un paio di anni la via dell'inalazione ha preso il posto della tradizionale 'siringa', soprattutto tra le giovani generazioni e tra gli stranieri. C'e' poi il problema del lungo tempo di latenza che le persone trascorrono prima di accedere ai servizi sociali e di recupero a partire dal momento del primo utilizzo della sostanza. Per alcune sostanze tale periodo e' valutabile addirittura in 12-14 anni. "Questo puo' dipendere da una maggiore tolleranza sociale verso il fenomeno - spiega Serpelloni - e anche da una minore vigilanza delle agenzie educative, come la scuola e la famiglia. Queste ultime vanno aiutate a scoprire il prima possibile i comportamenti a rischio". "Per combattere le tossicodipenze - ha affermato Giovanardi - stiamo mettendo in campo uno sforzo educativo e di informazione che richiede pero' la collaborazione di tutti i soggetti interessati".

-14,7% MORTI PER OVERDOSE NEL 2008 - Cala il numero di morti per overdose nel nostro Paese: "Dalle 589 del 2007, in aumento del 6% rispetto all'anno precedente, si e' passati alle 502 del 2008, con una diminuzione del 14,7%".
L'eroina rimane la prima responsabile di morti per overdose, mentre la cocaina e' al secondo posto. Sono pero' in aumento le morti per overdose da cocaina rispetto a quelle per eroina. La Regione piu' problematica risulta essere l'Umbria, con un tasso medio di mortalita' per droga tre volte superiore a quello nazionale e la percentuale maggiore di eroinomani in trattamento.

VINCOLARE 1% SPESA SANITARIA A LOTTA DIPENDENZE - Vincolare almeno l'1% della spesa sanitaria regionale alla lotta contro le tossicodipendenze. Soprattutto per permettere la sopravvivenza delle comunita' terapeutiche, strette nella morsa dei debiti con le banche. E' la proposta avanzata da Carlo Giovanardi.
"Sappiamo - ha detto Giovanardi - che una norma nazionale che imponga di riservare almeno l'1% della spesa sanitaria alla lotta alla droga sarebbe una forzatura rispetto all'autonomia garantita dalla Costituzione delle Regioni in questo settore. Ma si tratta di un campo dove alcune Regioni investono e hanno facolta' di farlo, mentre altre non fanno nulla e non possono essere punite per questo".
Occorre dunque un "fondo nazionale per la lotta alla droga per rafforzare i servizi gia' esistenti, con modalita' che le Regioni potranno scegliere e su cui maggioranza e opposizione mi pare concordino".

La relazione integrale:
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