Domenica 7 giugno 2026
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Italia. Relazione annuale sullo stato delle tossicodipendenze

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Cresce in Italia il numero delle persone che si sottopongono a un trattamento per la disintossicazione ma aumenta anche, specie tra i giovani, il consumo della cocaina, dell'alcool e delle droghe 'sintetiche'. E' questa la fotografia del fenomeno droga in Italia, secondo la Relazione annuale 2003 al Parlamento sullo stato delle tossicodipendenze in Italia, che il ministro del Welfare, Roberto Maroni, ha trasmesso oggi ai presidenti di Camera e Senato.
Nel 2002, secondo quanto emerge dalla relazione, nei servizi pubblici sono aumentati i cosiddetti 'vecchi utenti', vale a dire quei soggetti che prolungano il loro trattamento disitossicante oltre i 12 mesi o lo riattivano a seguito di una ricaduta, mentre e' diminuito il numero dei 'nuovi utenti'; nei servizi privati e' cresciuto il numero di chi si e' rivolto alle strutture ambulatoriali, mentre e' rimasto stabile quello nelle strutture residenziali o semiresidenziali.
E l'eroina continua ad essere la droga piu' diffusa, anche se il suo utilizzo registra una progressiva diminuzione, al contrario della cocaina il cui consumo e' in crescita esponenziale, spesso associato ad altre sostanze. Il maggior numero di persone segnalate alle Prefetture per possesso di sostanze stupefacenti (oltre un terzo) appartiene alla fascia di eta' compresa tra i 20 e i 24 anni; quasi tutti questi soggetti (l'80%) sono stati denunciati per uso di cannabis, ma con una crescita del numero di chi utilizza la cocaina.
Resta stabile poi, secondo la Relazione, la percentuale di detenuti tossicodipendenti (circa il 30% della popolazione carceraria), mentre viene segnalato un significativo aumento di soggetti che, sotto le armi, assumono la cannabis. Quest'ultima e' anche la sostanza stupefacente piu' diffusa fra i minori segnalati alla Giustizia minorile, soprattutto nella fascia tra i 14 e i 15 anni.
Dopo il progressivo calo degli ultimi anni nel numero dei soggetti consumatori di cannabis all'interno delle Forze Armate, il 2002 ha registrato una inversione di tendenza con i suoi 690 casi, rispetto ai 625 del 2001. In crescita anche i casi di utilizzo di cocaina, passati dai 51 nel 2001 ai 70 nel 2002. Una sostanziosa riduzione si e' invece registrata per i casi registrati sotto la voce "altre sostanze", passata dai 96 del 2001 ai 32 del 2002; ridotto, anche se di poco, lo scarto per i casi di consumo di eroina: dai 35 del 2001 si e' passati ai 30 registrati nel 2002. Il piu' alto numero di soggetti dediti al consumo di sostanze stupefacenti in ambito militare si e' registrato in Piemonte (154), seguito a ruota dalla Campania (130) e dalla Puglia (125); a una certa distanza si sono piazzate la Sicilia (99) e il Lazio (64). Nessun caso e' stato registrato nella Provincia Autonoma di Trento. A livello di zone geografiche, infine, il Sud, conta il numero maggiore di casi (317), seguito dal Nord ovest (234) e dalle Isole (138). A una certa distanza si sono piazzati il Centro (96) e il Nord est (40).
La relazione contiene, infine, anche i risultati di un'indagine Espad, svolta in ambito scolastico su un campione di 20 mila studenti; i dati hanno mostrato un preoccupante incremento delle esperienze d'uso di alcool, mentre il 5% degli intervistati ha riferito di aver consumato cocaina.
"Di fronte a queste tendenze -spiega Grazia Sestini, sottosegretario al Welfare con delega alle Politiche Sociali- occorre una decisa inversione di rotta. Bisogna passare dalla riduzione del danno alla riduzione della cronicita', ponendo fine alla falsa distinzione tra droghe leggere e droghe pesanti. Anche queste fanno male. Anche spinelli, pasticche ed ecstasy fanno male e inducono, con il tempo, all'assuefazione. Ce lo ricordano le famiglie e gli operatori sociali. Dalla droga si esce senza la droga".
"Intendiamo puntare sulla prevenzione -aggiunge la Sestini- e privilegiare il pieno recupero delle persone, coinvolgendo le famiglie e curando gli aspetti medici, psicologici, sociali ed educativi del tossicodipendente. Puntiamo a rendere possibile ovunque la disintossicazione, gestendo il trattamento in collaborazione tra servizi e comunita', creando centri diurni a media e alta soglia, e utilizzando farmaci diversi da quelli sostitutivi, visto che il metadone e' divenuto quasi una monoterapia". Per questo, conclude la Sestini, "insisteremo sulla valorizzazione dei comportamenti di sobrieta' e liberta' dalle sostanze, per assicurare ai giovani una via d'uscita, riconoscendo la libera scelta tra Sert e comunita'".
Sono stati superiori ai 122 milioni e 600 mila euro i finanziamenti per i progetti finalizzati alla prevenzione e al recupero delle tossicodipendenze che il ministero del Welfare ha stanziato per il 2002. Lo rileva la relazione annuale sulle tossicodipendenze che il ministro Maroni ha oggi trasmesso alle Camere. Di questi finanziamenti, quasi 92 milioni di euro sono andati alle Regioni e i restanti 30 milioni e 500 mila euro alle Amministrazioni statali. Per quanto riguarda la quota nazionale (25%) del Fondo nazionale per la lotta alla droga, la Commissione per l'esame istruttorio ha approvato 38 progetti per un importo complessivo di oltre 30 milioni e 600 mila euro, che in parte sono gia' stati finanziati.
I criteri di scelta dei progetti, si legge nella relazione, si sono basati sulle linee guida approvate dal ministero del Welfare e hanno privilegiato la verifica delle qualita' delle proposte, ponendo particolare attenzione a quelli che puntavano alla riduzione delle cronicita', alla prevenzione del rischio associato a ogni tipo di droga, alla prevenzione dalle ricadute, al coinvolgimento delle famiglie e alla formazione degli operatori secondo i criteri tecnici e pratici che caratterizzano l'attuale azione del governo in questo settore.

A questo indirizzo Internet la Relazione integrale: www.welfare.gov.it
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