Italia. La relazione della Dia e le organizzazioni criminali straniere
Le consorterie albanesi continuano a essere attive soprattutto nel traffico degli stupefacenti, la criminalita' cinese e' dedita principalmente allo sfruttamento del lavoro nero direttamente connesso alla tratta di migranti oppure all'introduzione di merci contraffatte, le cosche nigeriane preferiscono sfruttare la prostituzione mentre i clan dell'ex Urss hanno interessi essenzialmente legati al mondo degli investimenti finanziari. E' questa la mappa delle 'specializzazioni' dei gruppi criminali stranieri che operano nel nostro Paese tracciata nell'ultima relazione semestrale della Dia al Parlamento.Anche nei primi sei mesi del 2004 -ha rilevato la Direzione investigativa antimafia- frange delle consorterie albanesi (specialmente degli agguerriti clan di Durazzo e Tirana) hanno operato attivamente nel traffico di stupefacenti, nella fase piu' rischiosa del trasporto.
Nel contesto criminale italiano sono presenti, inoltre, seppure con un'incidenza diversa, sia la criminalita' organizzata turca, primo fornitore di stupefacente per la maggior parte delle consorterie italiane e straniere, sia quella maghrebina dedita non piu' soltanto allo spaccio di stupefacenti al minuto ma anche al traffico. Da non trascurare, infine, la presenza di trafficanti sudamericani, in particolare colombiani, attivi in Italia quali emissari dei cosiddetti 'cartelli' della madrepatria.
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