Italia. Relazione sulla salute degli italiani e le droghe
La relazione al Parlamento sulla salute degli italiani 2001-2002 del ministero della Salute parla anche di droghe sia per quanto riguarda il consumo delle sostanze stupefacenti, che per quanto riguarda l'assistenza sanitaria.
Per quanto riguarda la distribuzione degli utenti per sostanza stupefacente prevalente, si conferma anche nel 2002 l'assoluta predominanza dell'eroina (79.5%), seguita dai cannabinoidi (9.1%) e dalla cocaina (6.9%). I dati confermano la tendenza, manifestatasi gia' negli anni passati, circa una lieve ma costante flessione della percentuale di utenti eroinomani (91.2% nel 1992; l'81.4% nel 2001) ed il progressivo aumento degli utenti che fanno uso di cocaina (1.3% nel 1991; 5.7% nel 2001) o di cannabinoidi (4.6% nel 1992; 8.2% nel 1999).
Il capitolo sul Consumo di droghe lo riportiamo integralmente.
Le linee di tendenza sul consumo di droghe in Italia vengono ricostruite sulla base dei dati provenienti da due fonti principali:
. il progetto ESPAD, promosso e coordinato dal CAN (Consiglio Svedese per l'informazione sull'Alcool e altre Droghe), condotto contemporaneamente in circa 30 paesi europei ogni 4 anni e, solo in Italia, replicato annualmente dal 1999 dal CNR (Consiglio Nazionale delle Ricerche);
. lo studio IPSAD (Italian Population Survey on Alcol and Drugs) realizzato, nel corso del 2001 dal CNR, che ha rappresentato la prima indagine nazionale italiana sulla prevalenza d'uso di alcol e sostanze illegali nella popolazione generale, svolta utilizzando le metodologie proposte dall'Osservatorio Epidemiologico Europeo sulle droghe e le tossicodipendenze di Lisbona (Emcdda).
Lo studio ESPAD -condotto con strumenti e metodologie di rilevazione standardizzati (questionari autosomministrati), definiti in ambito europeo- rileva la prevalenza del consumo di droghe illegali (oltreche' di alcol e tabacco) negli studenti tra i 15 e i 19 anni, delle scuole superiori.
Per il triennio 1999-2001 si rileva, in generale, un aumento dell'approvazione dell'uso di sostanze ed una diminuzione della percezione di rischio. La percentuale di giovani che disapprova fumare "uno spinello" regolarmente cala dall'84% (nel 1999) al 79% (nel 2001); di contro, l'approvazione passa dal 12% nel 1999 al 17% nel 2001. Contemporaneamente, si evidenzia nel triennio un aumento della percentuale di soggetti che riferisce di non percepire rischio nel fumare cannabis regolarmente (rispettivamente: 2,2%, 1,8% e 3,0%). Anche per l'uso di altre droghe come l'Lsd, la cocaina, le amfetamine e l'ecstasy, si evidenzia una tendenza all'aumento dei giovani che approva il comportamento. La stessa cosa avviene per l'assenza di percezione del rischio, in leggera riduzione nel periodo considerato.
Relativamente all'esperienza d'uso (almeno una volta nella vita), vi e' una leggera riduzione nel 2001 di cannabinoidi (32,7%-2,4%), di amfetamine ed ecstasy, ma un aumento dell'uso d'eroina fumata (piu' 1,1%) e una bassa percentuale di uso di droghe per via iniettiva.
In relazione all'eta' di prima assunzione verso i 15-16 anni, al consolidarsi dell'uso quotidiano di tabacco sembra associarsi la prima esperienza d'uso di cannabis. Tutte le altre sostanze, ad esclusione di tranquillanti e sedativi, mostrano essenzialmente una iniziazione riferibile a classi di eta' piu' avanzate. Un'eccezione sembra evidenziarsi in relazione agli allucinogeni, che mostrano, anche se in percentuale molto bassa, una prima esperienza d'uso nella fase dei 15-16 anni.
Vi e' la tendenza ad una maggiore prevalenza d'uso tra i ragazzi e le ragazze piu' grandi, rispetto a quelli piu' giovani e, dato costante in ciascun studio ESPAD, i consumi delle ragazze risultano sempre inferiori rispetto a quelli dei coetanei di sesso opposto.
Lo studio IPSAD si e' basato sull'invio di un questionario a casa dei 12.000 soggetti appartenenti al campione. Il tasso di risposte al primo invio e' stato del 34% e un tasso di risposte complessivo del 48,2%. Secondo lo studio, per la popolazione italiana compresa tra i 15 e i 44 anni di eta', il valore delle stime dei soggetti che riferiscono l'esperienza d'uso di sostanze risulta: per i cannabinoidi il 22%, per la cocaina il 3%, per l'ecstasy il 2%, per le amfetamine il 2% e per gli allucinogeni il 2%.
L'esperienza d'uso nell'ultimo anno, che meglio si adatta a descrivere il fenomeno della diffusione attuale dell'uso di droga in un determinato contesto, presenta valori numerici inferiori pari rispettivamente: al 6% della popolazione italiana compresa tra i 15 e i 44 anni di eta' per soggetti che riferiscono l'esperienza d'uso di cannabinoidi, all'1% per coloro che riferiscono l'uso di cocaina, allo 0,5% per gli oppiacei, allo 0,2% per l'ecstasy e gli allucinogeni e allo 0,1% per le amfetamine.
Sul sito Internet del ministero della Salute la relazione integrale: clicca qui
Per quanto riguarda la distribuzione degli utenti per sostanza stupefacente prevalente, si conferma anche nel 2002 l'assoluta predominanza dell'eroina (79.5%), seguita dai cannabinoidi (9.1%) e dalla cocaina (6.9%). I dati confermano la tendenza, manifestatasi gia' negli anni passati, circa una lieve ma costante flessione della percentuale di utenti eroinomani (91.2% nel 1992; l'81.4% nel 2001) ed il progressivo aumento degli utenti che fanno uso di cocaina (1.3% nel 1991; 5.7% nel 2001) o di cannabinoidi (4.6% nel 1992; 8.2% nel 1999).
Il capitolo sul Consumo di droghe lo riportiamo integralmente.
Le linee di tendenza sul consumo di droghe in Italia vengono ricostruite sulla base dei dati provenienti da due fonti principali:
. il progetto ESPAD, promosso e coordinato dal CAN (Consiglio Svedese per l'informazione sull'Alcool e altre Droghe), condotto contemporaneamente in circa 30 paesi europei ogni 4 anni e, solo in Italia, replicato annualmente dal 1999 dal CNR (Consiglio Nazionale delle Ricerche);
. lo studio IPSAD (Italian Population Survey on Alcol and Drugs) realizzato, nel corso del 2001 dal CNR, che ha rappresentato la prima indagine nazionale italiana sulla prevalenza d'uso di alcol e sostanze illegali nella popolazione generale, svolta utilizzando le metodologie proposte dall'Osservatorio Epidemiologico Europeo sulle droghe e le tossicodipendenze di Lisbona (Emcdda).
Lo studio ESPAD -condotto con strumenti e metodologie di rilevazione standardizzati (questionari autosomministrati), definiti in ambito europeo- rileva la prevalenza del consumo di droghe illegali (oltreche' di alcol e tabacco) negli studenti tra i 15 e i 19 anni, delle scuole superiori.
Per il triennio 1999-2001 si rileva, in generale, un aumento dell'approvazione dell'uso di sostanze ed una diminuzione della percezione di rischio. La percentuale di giovani che disapprova fumare "uno spinello" regolarmente cala dall'84% (nel 1999) al 79% (nel 2001); di contro, l'approvazione passa dal 12% nel 1999 al 17% nel 2001. Contemporaneamente, si evidenzia nel triennio un aumento della percentuale di soggetti che riferisce di non percepire rischio nel fumare cannabis regolarmente (rispettivamente: 2,2%, 1,8% e 3,0%). Anche per l'uso di altre droghe come l'Lsd, la cocaina, le amfetamine e l'ecstasy, si evidenzia una tendenza all'aumento dei giovani che approva il comportamento. La stessa cosa avviene per l'assenza di percezione del rischio, in leggera riduzione nel periodo considerato.
Relativamente all'esperienza d'uso (almeno una volta nella vita), vi e' una leggera riduzione nel 2001 di cannabinoidi (32,7%-2,4%), di amfetamine ed ecstasy, ma un aumento dell'uso d'eroina fumata (piu' 1,1%) e una bassa percentuale di uso di droghe per via iniettiva.
In relazione all'eta' di prima assunzione verso i 15-16 anni, al consolidarsi dell'uso quotidiano di tabacco sembra associarsi la prima esperienza d'uso di cannabis. Tutte le altre sostanze, ad esclusione di tranquillanti e sedativi, mostrano essenzialmente una iniziazione riferibile a classi di eta' piu' avanzate. Un'eccezione sembra evidenziarsi in relazione agli allucinogeni, che mostrano, anche se in percentuale molto bassa, una prima esperienza d'uso nella fase dei 15-16 anni.
Vi e' la tendenza ad una maggiore prevalenza d'uso tra i ragazzi e le ragazze piu' grandi, rispetto a quelli piu' giovani e, dato costante in ciascun studio ESPAD, i consumi delle ragazze risultano sempre inferiori rispetto a quelli dei coetanei di sesso opposto.
Lo studio IPSAD si e' basato sull'invio di un questionario a casa dei 12.000 soggetti appartenenti al campione. Il tasso di risposte al primo invio e' stato del 34% e un tasso di risposte complessivo del 48,2%. Secondo lo studio, per la popolazione italiana compresa tra i 15 e i 44 anni di eta', il valore delle stime dei soggetti che riferiscono l'esperienza d'uso di sostanze risulta: per i cannabinoidi il 22%, per la cocaina il 3%, per l'ecstasy il 2%, per le amfetamine il 2% e per gli allucinogeni il 2%.
L'esperienza d'uso nell'ultimo anno, che meglio si adatta a descrivere il fenomeno della diffusione attuale dell'uso di droga in un determinato contesto, presenta valori numerici inferiori pari rispettivamente: al 6% della popolazione italiana compresa tra i 15 e i 44 anni di eta' per soggetti che riferiscono l'esperienza d'uso di cannabinoidi, all'1% per coloro che riferiscono l'uso di cocaina, allo 0,5% per gli oppiacei, allo 0,2% per l'ecstasy e gli allucinogeni e allo 0,1% per le amfetamine.
Sul sito Internet del ministero della Salute la relazione integrale: clicca qui
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