Italia. Relazione tossicodipendenze: dimezzate le telefonate al Drogatel diventato a pagamento?
Italia. Relazione tossicodipendenze: dimezzate le telefonate al Drogatel diventato a pagamento? Agli inizi di luglio il Ministro del Welfare, Roberto Maroni, aveva trasmesso ai presidenti di Camera e Senato la "Relazione annuale al Parlamento sullo stato delle tossicodipendenze in Italia nel 2002"; il documento (480 pagine) e' disponibile sul sito www.welfare.gov.it.
L'ha letta Giulio Manfredi, del Comitato Nazionale Radicali Italiani, e ne ha evidenziato dei punti e dei dato interessanti. E' la prima volta che la relazione non viene illustrata in conferenza stampa, "forse perche' voleva far passare sotto silenzio i dati" che poi Manfredi illustra in dieci punti.
1) nelle due paginette d'introduzione il ministro Roberto Maroni cita "la vastissima diffusione della cannabis e la sproporzione dei trattamenti che vengono dedicati ai suoi numerosi consumatori"; ricordo che il 9 maggio 1996 il deputato di opposizione Roberto Maroni sottoscrisse la Proposta di legge n. 128 (Corleone ed altri) "Norme per la legalizzazione dei derivati della cannabis indica" . Viva la coerenza, signor ministro!
2) Poi Maroni scrive che il decreto di riorganizzazione dei Sert "e' attualmente in fase di riformulazione per la compatibilita' con la legislazione regionale". Traduzione: l'unico provvedimento di rilievo che i miei uffici sono riusciti a produrre era scritto cosi' male che la Corte Costituzionale ha accolto i ricorsi delle regioni e ce l'ha bocciato.
3) A pag. 31 apprendiamo che nel 2002 vi e' stato un solo morto per overdose in carcere (con la quantita' di droga che gira nei penitenziari, stentiamo a crederlo .);
4) "Nel corso dell'ultimo biennio (2001-2002), circa l'80% delle operazioni antidroga ha riguardato la vendita ed il 10% il traffico e i rinvenimenti .come nel 2001, viene confermata la preponderanza di attivita' volte al contrasto della vendita e traffico di hashish (circa il 34%).". La repressione si concentra sulla parte finale del traffico criminale, che consente operazioni eclatanti e d'immagine ma non incide sulla produzione e sul grande spaccio. Aumentano i sequestri di droga pesante (pag. 36) perche' aumenta la droga in circolazione e i non italiani assumono sempre piu' ruoli di comando nelle organizzazioni criminali (pag. 43);
5) Diminuiscono le segnalazioni alle Prefetture dei piccoli consumatori (pag. 45: 41.478 nel 1999, 21.162 nel 2002). Forse ci si e' resi conti della loro sostanziale inutilita' o, per dirla meglio, del loro costituire una vera e propria persecuzione nei confronti dei cannaroli (81% del totale).
6) La percentuale dei detenuti tossicodipendenti e' stabile sul 28% (pag. 51) . "Sebbene diversi interventi normativi abbiano affidato al S.S.N. -Sert- l'assistenza del detenuto tossicodipendente, tutta una serie di cause -mancanza di una programmazione specifica d parte del ministero della Salute, assenza di precise direttive alle A.S.L. da parte degli assessorati alla Sanita', scarsita' di finanziamenti finalizzati, incomprensioni tra sistema penitenziario e A.S.L.- hanno fatto si' che il problema tossicodipendenza in carcere non sia stato ancora affrontato nella maniera dovuta" (pag. 89). Viva la sincerita' ma chi risarcira' le migliaia di detenuti tossicodipendenti per l'inadeguatezza dell'assistenza sanitaria ricevuta finora?
7) A pag. 70 il metadone non ha diritto neppure al nome; viene chiamato "farmaco sostitutivo prescrivibile (oppioide)" e se ne consiglia l'uso "solo quando strettamente necessario". Gli allegati alla Relazione testimoniano che gli operatori sono di diverso avviso rispetto a un farmaco usato da oltre trent'anni: i trattamenti a metadone a lungo termine (oltre 6 mesi) passano nei Sert da 43.103 (1999) a 49.347 (2002), nelle comunita' da 545 (1999) a 938 (2002), in carcere da 439 (1999) a 1.153 (2002);
8) ".Negli ultimi quindici anni il trend del fenomeno e' in costante crescita.In Italia, le operazioni antidroga sono passate da 4.100 nel 1980 a 57.188 nel 2001, i sequestri di eroina da 190 kg a 2.004,588 kg., quelli di cocaina da 53 kg a 1.807,910 kg., quelli di cannabis ed hashish da 4.000 kg a 53.078,114 kg; le persone denunciate sono aumentate da 7.000 a 33.872" (pag. 74). E' possibile che di fronte a questi dati inequivocabili nessuno nel governo pensi e dica: "Il proibizionismo ha fallito nei suoi obiettivi, cambiamo strada?";
9) Questo e' un Governo che ci inonda di spot antidroga "per i giovani" ma poi vengo a scoprire che il servizio Drogatel non e' piu' gratuito . e le telefonate di giovani si sono dimezzate in un anno (22,94% nel 2001, 12,82% nel 2002, pag. 79);
10) Rispetto, infine, alla miriade di progetti "antidroga" finanziati con i soldi dei cittadini, segnalo la situazione patologica esistente nel Sud Italia: la regione Campania ha ancora in corso dal 1997-99 ben 153 progetti (per complessivi 23 milioni di euro), nessuno dei quali si e' concluso; la regione Puglia ne ha in corso 135 (21 milioni di euro), nessuno concluso; la regione Calabria, su 163 progetti (12 milioni di euro), ne ha conclusi 9; la tabella della Regione Sicilia non riporta nessun progetto, ne' presentato, ne' approvato, ne' in corso, ne' concluso ("dati non pervenuti"); la regione Sardegna ha 66 progetti in corso (13 milioni di euro), nessuno concluso. Le sezioni distaccate della Corte dei Conti nelle regioni suddette non hanno nulla da dire e da fare in materia?".
L'ha letta Giulio Manfredi, del Comitato Nazionale Radicali Italiani, e ne ha evidenziato dei punti e dei dato interessanti. E' la prima volta che la relazione non viene illustrata in conferenza stampa, "forse perche' voleva far passare sotto silenzio i dati" che poi Manfredi illustra in dieci punti.
1) nelle due paginette d'introduzione il ministro Roberto Maroni cita "la vastissima diffusione della cannabis e la sproporzione dei trattamenti che vengono dedicati ai suoi numerosi consumatori"; ricordo che il 9 maggio 1996 il deputato di opposizione Roberto Maroni sottoscrisse la Proposta di legge n. 128 (Corleone ed altri) "Norme per la legalizzazione dei derivati della cannabis indica" . Viva la coerenza, signor ministro!
2) Poi Maroni scrive che il decreto di riorganizzazione dei Sert "e' attualmente in fase di riformulazione per la compatibilita' con la legislazione regionale". Traduzione: l'unico provvedimento di rilievo che i miei uffici sono riusciti a produrre era scritto cosi' male che la Corte Costituzionale ha accolto i ricorsi delle regioni e ce l'ha bocciato.
3) A pag. 31 apprendiamo che nel 2002 vi e' stato un solo morto per overdose in carcere (con la quantita' di droga che gira nei penitenziari, stentiamo a crederlo .);
4) "Nel corso dell'ultimo biennio (2001-2002), circa l'80% delle operazioni antidroga ha riguardato la vendita ed il 10% il traffico e i rinvenimenti .come nel 2001, viene confermata la preponderanza di attivita' volte al contrasto della vendita e traffico di hashish (circa il 34%).". La repressione si concentra sulla parte finale del traffico criminale, che consente operazioni eclatanti e d'immagine ma non incide sulla produzione e sul grande spaccio. Aumentano i sequestri di droga pesante (pag. 36) perche' aumenta la droga in circolazione e i non italiani assumono sempre piu' ruoli di comando nelle organizzazioni criminali (pag. 43);
5) Diminuiscono le segnalazioni alle Prefetture dei piccoli consumatori (pag. 45: 41.478 nel 1999, 21.162 nel 2002). Forse ci si e' resi conti della loro sostanziale inutilita' o, per dirla meglio, del loro costituire una vera e propria persecuzione nei confronti dei cannaroli (81% del totale).
6) La percentuale dei detenuti tossicodipendenti e' stabile sul 28% (pag. 51) . "Sebbene diversi interventi normativi abbiano affidato al S.S.N. -Sert- l'assistenza del detenuto tossicodipendente, tutta una serie di cause -mancanza di una programmazione specifica d parte del ministero della Salute, assenza di precise direttive alle A.S.L. da parte degli assessorati alla Sanita', scarsita' di finanziamenti finalizzati, incomprensioni tra sistema penitenziario e A.S.L.- hanno fatto si' che il problema tossicodipendenza in carcere non sia stato ancora affrontato nella maniera dovuta" (pag. 89). Viva la sincerita' ma chi risarcira' le migliaia di detenuti tossicodipendenti per l'inadeguatezza dell'assistenza sanitaria ricevuta finora?
7) A pag. 70 il metadone non ha diritto neppure al nome; viene chiamato "farmaco sostitutivo prescrivibile (oppioide)" e se ne consiglia l'uso "solo quando strettamente necessario". Gli allegati alla Relazione testimoniano che gli operatori sono di diverso avviso rispetto a un farmaco usato da oltre trent'anni: i trattamenti a metadone a lungo termine (oltre 6 mesi) passano nei Sert da 43.103 (1999) a 49.347 (2002), nelle comunita' da 545 (1999) a 938 (2002), in carcere da 439 (1999) a 1.153 (2002);
8) ".Negli ultimi quindici anni il trend del fenomeno e' in costante crescita.In Italia, le operazioni antidroga sono passate da 4.100 nel 1980 a 57.188 nel 2001, i sequestri di eroina da 190 kg a 2.004,588 kg., quelli di cocaina da 53 kg a 1.807,910 kg., quelli di cannabis ed hashish da 4.000 kg a 53.078,114 kg; le persone denunciate sono aumentate da 7.000 a 33.872" (pag. 74). E' possibile che di fronte a questi dati inequivocabili nessuno nel governo pensi e dica: "Il proibizionismo ha fallito nei suoi obiettivi, cambiamo strada?";
9) Questo e' un Governo che ci inonda di spot antidroga "per i giovani" ma poi vengo a scoprire che il servizio Drogatel non e' piu' gratuito . e le telefonate di giovani si sono dimezzate in un anno (22,94% nel 2001, 12,82% nel 2002, pag. 79);
10) Rispetto, infine, alla miriade di progetti "antidroga" finanziati con i soldi dei cittadini, segnalo la situazione patologica esistente nel Sud Italia: la regione Campania ha ancora in corso dal 1997-99 ben 153 progetti (per complessivi 23 milioni di euro), nessuno dei quali si e' concluso; la regione Puglia ne ha in corso 135 (21 milioni di euro), nessuno concluso; la regione Calabria, su 163 progetti (12 milioni di euro), ne ha conclusi 9; la tabella della Regione Sicilia non riporta nessun progetto, ne' presentato, ne' approvato, ne' in corso, ne' concluso ("dati non pervenuti"); la regione Sardegna ha 66 progetti in corso (13 milioni di euro), nessuno concluso. Le sezioni distaccate della Corte dei Conti nelle regioni suddette non hanno nulla da dire e da fare in materia?".
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