Mercoledì 10 giugno 2026
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Italia. Ricerca Neuromed: ecstasy danneggia memoria ed apprendimento

Notizia ·
Una sola pasticca di ecstasy provoca alterazioni cellulari in aree cerebrali fondamentali per l'apprendimento e la memoria, come l'ippocampo.

Lo dice una ricerca del Neuromed, Istituto Neurologico Mediterraneo di Pozzilli (IS) pubblicata oggi sul Journal of Neuroscience (Busceti e colleghi 2008).
Lo studio, durato due anni e condotto dai ricercatori del Neuromed, e' stato eseguito su topolini di laboratorio, con lo scopo di indagare gli effetti neurotossici dell'ecstasy a livello cerebrale. Per lo studio sono stati scelti regimi di dosaggio paragonabili a quelli che un giovane consuma durante una serata passata in discoteca ,ovvero una pasticca di 120 mg.
Le alterazioni che sono state osservate nel cervello dei topi trattati con la droga, sarebbero sovrapponibili, secondo i ricercatori, a quelle tipiche della malattia di Alzheimer e di altre patologie associate a demenza.
Basterebbe una singola pasticca a produrre le alterazioni osservate. Se, poi, le dosi somministrate sono maggiori e prolungate nel tempo, i segni di danno all'Ippocampo sono maggiori. Alla luce di questi dati, e' plausibile ritenere che soggetti che fanno ripetutamente uso di ecstasy, anche in un singolo episodio occasionale, possano andare incontro a serie riduzioni della capacita' di apprendere e memorizzare.

Ma non e' tutto, secondo lo studio, in una bassissima percentuale di casi l'assunzione di ecstasy puo' determinare un esito fatale di morte a causa della insorgenza di una sindrome serotoninergica .
Il fatto che solo una bassissima percentuale di soggetti che usano la droga vada incontro ad esiti fatali non deve, tuttavia, indurre l'erronea considerazione che la maggior parte dei soggetti sia esente da effetti tossici. Lo studio condotto al Neuromed, infatti, dimostra che l'assunzione anche di una sola pasticca di ecstasy puo' determinare effetti neurotossici a lungo termine che potrebbero portare a demenza.

Inoltre, il consumo di questa droga, secondo lo studio, provoca alterazioni che consistono in una sorta di disorganizzazione del citoscheletro (scheletro della cellula) delle cellule dell'Ippocampo dovuta a modificazioni chimiche delle proteine che ne fanno parte. Le proteine del citoscheletro modificate si aggregano formando dei grovigli intracellulari paragonabili a quelli presenti nei cervelli dei pazienti affetti da Alzheimer e altre forme di demenza (le taupatie).
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