Domenica 7 giugno 2026
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Italia. Ricercatori "correggono" staminali contro malattie della pelle

U.E. - ITALIA
Notizia ·
Cellule staminali 'corrette' in laboratorio contro malattie genetiche della pelle, come l'epidermolisi bollosa giunzionale. Un grave disturbo che provoca il distacco dell'epidermide dal derma. A 'testarle' sono stati i ricercatori dell'universita' di Modena e Reggio Emilia, capitanati da Michele De Luca, professore ordinario di Biochimica e direttore scientifico della Fondazione Banca degli occhi del Veneto, e da Fulvio Mavilio, docente di Biologia molecolare, che hanno pubblicato i risultati del loro lavoro su Nature Medicine.

A parlarne lo scorso 6 giugno a Roma, in occasione dell'apertura del III congresso nazionale unificato di Dermatologia e venereologia, e' stato Alberto Giannetti, presidente della Societa' italiana di dermatologia medica, chirurgica ed estetica e di malattie sessualmente trasmesse (Sidemast) e direttore della Clinica dermatologica e della scuola di specializzazione in dermatologia e venereologia dell'universita' emiliana.

"L'epidermolisi bollosa e' legata a un difetto nel gene per la catena beta 3 della laminina 5, una proteina che permette all'epidermide di ancorarsi al derma e senza la quale la pelle si stacca creando lesioni seguite da infiammazione e infezione.
Dopo aver selezionato cellule staminali 'buone' dai palmi delle mani e dalle piante dei piedi di un paziente 37enne, abbiamo utilizzato un vettore virale con il gene 'corretto' che e' andato a sostituire la proteina 'difettosa' con quella corretta. La porzione di pelle che abbiamo creato e' stata poi impiantata nella cute del malato. Dopo un anno dal trattamento, la valutazione del risultato nelle zone trapiantate ha confermato la completa rigenerazione e mantenimento della nuova epidermide, che ha conservato anche il suo Dna 'corretto', senza sviluppo di bolle. Si tratta del primo esempio di successo con terapia genica in un tessuto non ematologico, ma che potra' presto essere ampliato alla cura di altre malattie genetiche della pelle".
Riparare gli organi e i tessuti danneggiati da malattie o traumi e' l'obiettivo della medicina rigenerativa, che utilizza le cellule staminali come sapienti 'operai' per rimettere in funzione le parti dell'organismo 'in panne'. In dermatologia queste tecniche sono una realta' clinica: la pelle coltivata in laboratorio, infatti, si utilizza da circa 25 anni per la cura dei grandi ustionati attraverso le cellule staminali dell'epidermide. Ma dalla grande esperienza in questo campo arrivano anche importanti novita'. Per quanto riguarda la terapia cellulare, passi avanti sono stati fatti con i recenti successi ottenuti nella rigenerazione della cornea con cellule staminali adulte.

"I nostri lavori -sottolinea in una nota De Luca, che ha condotto gli esperimenti con Graziella Pellegrini, docente di Biologia cellulare all'universita' di Modena-Reggio Emilia- hanno dimostrato che e' possibile ricostruire la cornea, utilizzando le cellule staminali dell'epitelio corneale. Si tratta di una tecnica gia' applicata in collaborazione con diversi dipartimenti di oculistica in Italia, e che permette di intervenire in situazioni in cui non c'e' possibilita' di cura. Per occhi, cioe', che non hanno alternative. La ricostruzione della cornea con le cellule staminali, infatti, puo' riparare i danni, come le ustioni chimiche devastanti che provocano l'opacizzazione dell'occhio. In questi casi non c'e' la possibilita' di trapianto da cadavere perche' il danno e' troppo esteso, mentre con queste metodiche il problema si puo' risolvere del tutto".
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