Lunedì 8 giugno 2026
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Italia. I risultati dell'Operazione "Malocchio"

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Appartamenti, imbarcazioni e autovetture per un valore complessivo di due milioni di euro sono stati confiscati dalla Dia romana su provvedimento del Tribunale a tre pregiudicati della capitale gia' condannati per traffico di stupefacenti.
Gli investigatori hanno accertato che all'estero i soldi ottenuti con il narcotraffico erano stati investiti in operazioni finanziarie e anche in due societa' per la produzione di videopoker installati nei casino' dell'America Latina.
L'indagine -nome in codice "Malocchio"- svolta dalla Dia e dalla Procura di Roma era cominciata nel 1997 e aveva portato all'arresto di 46 persone, tra italiani e stranieri, coinvolti nello spaccio di cocaina tra la Colombia, la Spagna e l'Italia. Proprio un mese fa, Lillo Rosario Lauricella, uno dei principali imputati nel processo scaturito dall'inchiesta, e' stato assassinato all'aeroporto di Caracas, in Venezuela, dove era appena sbarcato per incontrare i gestori di alcune case da gioco. Gli investigatori hanno segnalato alle polizie di Spagna, Venezuela, Brasile, Svizzera e Israele gli investimenti e i rapporti bancari avviati dagli uomini della banda in quei paesi. L'organizzazione scoperta dalla Dia era capeggiata da alcuni latitanti, ex esponenti di spicco della banda della Magliana ed in contatto con la n'drangheta e la camorra. Tra i componenti c'era Fausto Pellegrinetti, latitante, condannato a 8 anni di reclusione e da anni segnalato in America latina. I beni confiscati comprendono 4 immobili, un natante, 15 veicoli di vario genere, conti correnti e denaro contante.
Le societa' che facevano capo alla banda, costituite grazie alla collaborazione di professionisti del settore finanziario, erano impegnate fra l'altro nella commercializzazione di metalli, soprattutto ghisa, acquistati nell'Europa dell'est e rivenduti attraverso due aziende italiane. La banda si occupava anche di importare frutta esotica dal centro America e di venderla sui mercati di tutta Europa e del Medio Oriente. Gli affari in questo settore, avviati attraverso una societa' nella Repubblica Dominicana, si svilupparono anche grazie alla collaborazione con partner mediorientali e per questo motivo l'organizzazione dovette costituire una nuova societa' con sede in Gran Bretagna, che poteva contare su un capitale di circa 10 miliardi delle vecchie lire.
Un altro ambito di investimento, nel quale erano stati impegnati circa 18 miliardi di lire, era quello delle macchine da gioco elettroniche (slot machines o videopoker) che venivano acquistate in Spagna ed esportate prima in Brasile, poi in un'area piu' vasta che comprendeva altri paesi dell'America centrale, ma si estendeva anche in Siria. In Brasile, in collaborazione con la Segreteria nazionale antidroga brasiliana, sono state scoperte 14 societa' costituite appositamente per riciclare il denaro della droga con la commercializzazione dei videopoker. Nello Stato sudamericano sono state anche sequestrate 7000 macchinette illegali.
Per ricostruire tutte le attivita' della banda gli investigatori hanno lavorato due anni, filmando il passaggio di mano dei soldi fra i diversi componenti, seguendone gli spostamenti, e sequestrando a piu' riprese carichi di droga. In questo modo la Dia e' riuscita anche a bloccare la spedizione in Italia di un carico di 5 tonnellate di cocaina, il cui arrivo era gia' stato predisposto grazie alla complicita' di due dirigenti della dogana di Rimini. Il processo scaturito dall'operazione "Malocchio" ha portato in primo grado alla condanna dei componenti della banda ad un totale di circa 100 anni di reclusione.
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