Venerdì 5 giugno 2026
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Italia. Rita Bernardini condannata per cessione di hashish a Giancarlo Caselli

Notizia ·
Condanna in appello a 4 mesi e 800 euro di multa per Rita Bernardini, tesoriera del partito Radicali Italiani, rea di aver ceduto nel novembre 2000, nel corso di una disobbedienza civile, 8,5 grammi di hashish al magistrato Giancarlo Caselli allora responsabile del Dipartimento Amministrazione Penitenziaria durante i lavori alla Conferenza Nazionale sulle Droghe a Genova.
Questa mattina si e' celebrato il processo d'appello proposto dalla Procura della Repubblica che aveva impugnato la sentenza d'assoluzione del Tribunale di primo grado.
Quella sentenza assolveva l'imputata ritenendo il suo tentativo di cessione di hashish a Caselli inidoneo a realizzare lo scopo prefissato, tenuto conto della qualita' del soggetto a cui era stata tentata la disobbedienza civile e delle circostanze spaziali e temporali in cui la condotta si era consumata.
Come preannunciato, l'imputata ha rinunciato ai suoi legali, ed e' stata difesa d'ufficio dal legale Katia Piras del forum di La Spezia. Questa condanna si aggiunge ad altre due definitive accumulate in altri due casi di disobbedienza civile della Bernardini.
"Quel che io voglio affermare con le disobbedienze civili e' che la legge in vigore (dpr 309/90) e' irragionevole laddove stabilisce (art. 73) che la "cessione a qualsiasi titolo" di sostanze quali hashish e marijuana -indipendentemente dal quantitativo ceduto e dalle modalita' della cessione- costituisca reato", spiegava la Bernardini oeri. "Che la legge sia irragionevole lo dimostra il fatto che per 22 volte, in tutta Italia, avendo messo in atto sempre la stessa condotta, per due volte sono stata condannata in via definitiva (tribunale di Roma), per 4 volte sono stata assolta (tribunali di Milano, Palermo, Matera e Pisa); sei sono i procedimenti in corso (Genova, Potenza, Siena, Roma, Padova e Frosinone) mentre quelli "insabbiati" sono 10. Dal punto di vista processuale lo stesso esito contraddittorio hanno avuto le disobbedienze civili di Marco Pannella e di altre decine di militanti e dirigenti radicali. Questo vuol dire che per le migliaia di ragazzi e ragazze che ogni anno vengono fermati in Italia con piccoli quantitativi di hashish e marijuana si apre una vera e propria lotteria giudiziaria che va dal predicozzo da parte dei funzionari della Prefettura, al ritiro della patente o del passaporto, fino ad arrivare all'arresto e alla galera. In questi giorni esponenti della maggioranza e dell'opposizione si sono affannati a sostenere che le nuove disposizioni del Ministro Sirchia sul fumo non sono proibizioniste. Concordo con loro: la normativa e' semplicemente rigorosamente e -lasciatemelo dire, "ossessivamente"- restrittiva. Mi chiedo pero' come mai lo stesso tipo di severa regolamentazione non sia prevista per sostanze, quali hashish e marijuana, che sono molto meno pericolose del tabacco. Insomma, perche' per procurarsi le sigarette da fumare in casa o per strada ci si pio' rifornire dal tabaccaio, mentre per procurarsi uno spinello occorre approvvigionarsi da pericolosi criminali?".
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