Italia. Rita Levi Montalcini testimonial per "Pastiglia? No. Grazie"
Un appello ai giovani contro l'uso dell'ecstasy e' stato lanciato oggi a Torino dal premio Nobel per la Medicina, Rita Levi Montalcini. Provocano depressione -ha detto- ma quel che e' peggio malattie degenerative, tipiche della vecchiaia.
Rita Levi Montalcini e' testimonial d'eccezione nella campagna informativa "Pastiglia? No. Grazie", alla quale hanno aderito attori e personaggi dello spettacolo e che ha ricevuto il plauso del ministro per le Pari Opportunita', Stefania Prestigiacomo. "I giovani non sanno -ha spiegato la scienziata a Palazzo Civico- che la depressione profonda da cui vengono colti quattro o cinque ore dopo l'assunzione, quando svaniscono euforia e benessere, che li porta ai tragici incidenti del sabato sera, e' solo una delle conseguenze, forse nemmeno la peggiore". "Provocano -ha aggiunto, spiegando nei dettagli i meccanismi con cui le piccole pastiglie colorate agiscono sul cervello- processi neurodegenerativi nei giovani, cioe' malattie tipiche degli anziani, come Parkinson e Alzheimer che sono irreversibili. La situazione e' molto piu' grave di quanto si creda, perche' i ragazzi non sanno e ne fanno uso in tanti".
Rita Levi Montalcini ha sottolineato inoltre come, al contrario delle droghe tradizionali, l'ecstasy non provochi dipendenza ne' i segni esteriori, come difficolta' di equilibrio e pupille dilatate, tipici delle droghe tradizionali. "Eppure -ha precisato allarmata- la distruzione delle cellule cerebrali avviene. Per questo incoraggio i giovani che hanno organizzato questa campagna, sostenuta dall'associazione che porta il mio nome, a sensibilizzare i loro coetanei".
Rita Levi Montalcini e' testimonial d'eccezione nella campagna informativa "Pastiglia? No. Grazie", alla quale hanno aderito attori e personaggi dello spettacolo e che ha ricevuto il plauso del ministro per le Pari Opportunita', Stefania Prestigiacomo. "I giovani non sanno -ha spiegato la scienziata a Palazzo Civico- che la depressione profonda da cui vengono colti quattro o cinque ore dopo l'assunzione, quando svaniscono euforia e benessere, che li porta ai tragici incidenti del sabato sera, e' solo una delle conseguenze, forse nemmeno la peggiore". "Provocano -ha aggiunto, spiegando nei dettagli i meccanismi con cui le piccole pastiglie colorate agiscono sul cervello- processi neurodegenerativi nei giovani, cioe' malattie tipiche degli anziani, come Parkinson e Alzheimer che sono irreversibili. La situazione e' molto piu' grave di quanto si creda, perche' i ragazzi non sanno e ne fanno uso in tanti".
Rita Levi Montalcini ha sottolineato inoltre come, al contrario delle droghe tradizionali, l'ecstasy non provochi dipendenza ne' i segni esteriori, come difficolta' di equilibrio e pupille dilatate, tipici delle droghe tradizionali. "Eppure -ha precisato allarmata- la distruzione delle cellule cerebrali avviene. Per questo incoraggio i giovani che hanno organizzato questa campagna, sostenuta dall'associazione che porta il mio nome, a sensibilizzare i loro coetanei".
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