Venerdì 5 giugno 2026
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Italia. Rivolta al Cpt di Torino

U.E. - ITALIA
Notizia ·
Diciotto immigrati sono riusciti a fuggire questa notte dal centro di permanenza temporanea in corso Brunelleschi a Torino dove gli ospiti hanno dato vita a una vera e propria sommossa. Tutto e' iniziato intorno alle 2 quando alcuni extracomunitari hanno incominciato a dare in escandescenze e a divellere le recinzioni. Un egiziano ha tentato di fuggire ma e' stato immediatamente bloccato dalle forze dell'ordine.
A quel punto la rivolta si e' ulteriormente intensificata coinvolgendo decine di ospiti, tra cui alcune donne, che hanno incominciato a danneggiare i moduli abitativi e la mensa, a sradicare i sanitari e i cordoli dei marciapiedi ricavando cosi' delle pietre con cui hanno spaccato i vetri blindati dei container.
Con le stesse 'armi' hanno iniziato un lancio contro gli agenti di vigilanza e 7 di loro, 2 poliziotti, 4 carabinieri e un finanziere, sono rimasti lievemente feriti. Approfittando del caos 18 degli immigrati presenti al Cpt sono riusciti a fuggire attraverso i varchi creati nelle recinzioni, tutti gli altri sono stati bloccati dalle forze dell'ordine. La situazione e' poi tornata alla normalita' e ora sono ancora in corso i controlli all'interno della struttura.

"La rivolta al Cpt di Torino e' un fatto grave che dimostra quanto siano preoccupanti i problemi di vivibilita' all'interno di questi centri di accoglienza, a causa del super affollamento in cui queste persone sono costrette a vivere". Lo dice il responsabile nazionale Sindacato Emigrati Immigrati (Sei) dell'Ugl, Luciano Lagamba, secondo il quale il fatto riporta in primo piano "l'urgenza di costituire una cabina unica di regia con il compito di coordinare e riunire le competenze, ad oggi distinte in una decina di ministeri".
"Sono dieci anni che diciamo che i Cpt vanno trasferiti fuori dai centri abitati. Ora torniamo a ripeterlo e speriamo che il sindaco e il prefetto se ne occupino perche' non deve piu' essere il punto dieci dell'agenda ma il punto numero uno". Cosi' il segretario provinciale di An, Agostino Ghiglia, interviene sulla questione del Centro di permanenza per immigrati di Torino che e' stato teatro, questa notte, di una rivolta seguita dalla fuga di 16 dei circa 60 ospiti presenti nella struttura.
"Queste sommosse -osserva Ghiglia- sono ogni volta piu' gravi e diventa sempre piu' evidente che il Cpt in corso Brunelleschi e' inadatto sia per la sicurezza dei cittadini sia per quella delle forze dell'ordine". Da parte di Alleanza Nazionale torna dunque la richiesta di un trasferimento "in una caserma dismessa fuori citta'. E' assurdo continuare a tenerlo li' in una zona densamente popolata. E' una questione di sicurezza e anche di costi, una dispersione di energie per le forze dell'ordine inaccettabile".
Il prefetto di Torino, Goffredo Sottile, accompagnato dai vertici delle forze dell'ordine e da tecnici del ministero delle Infrastrutture ha effettuato un sopralluogo nel cpt dove nella notte e' avvenuta la rivolta.
La prefettura ha comunicato che sono stati avviati gia' dalla notte i lavori di riparazione dei danni e per garantire un livello di sicurezza piu' elevato, ''in attesa che trovi attuazione il progetto esecutivo di riordino del centro, finalizzato a superare la precarieta' della struttura e i disagi che ne conseguono, soprattutto per gli operatori di polizia e il personale addetto alla gestione, ma anche per le persone trattenute''.
Intanto ulteriori verifiche hanno permesso di accertare che sono 18 gli immigrati fuggiti nel corso della sommossa, su un totale di 57 presenze, quasi al completo rispetto alla capienza potenziale, di 70 posti.
Dopo la sommossa di questa notte al centro di permanenza temporanea di Torino anche la Lega Nord concorda con la richiesta avanzata da Alleanza Nazionale di spostare la struttura di Corso Brunelleschi lontano dal centro abitato aggiungendo anche che ''la Bossi-Fini comunque non si tocca''. A intervenire e' il capogruppo del Carroccio in Consiglio provinciale, Arturo Calligaro, che auspica che ''il nuovo Governo di sinistra, sotto la spinta delle sue componenti piu' estremiste, non prenda a pretesto episodi come questi per mettere in forse l'efficacia sulla legge sull'immigrazione e sui Cpt perche' -aggiunge- l'ultima cosa di cui la citta' ha bisogno e' un'ulteriore invasione di immigrati clandestini''.
Secondo il capogruppo della Lega a Palazzo Cisterna, ''si continua a sottovalutare la situazione di costante emergenza del Cpt. Dopo questa ennesima rivolta -si chiede dunque Calligaro- non sarebbe il caso di pensare a un rapido spostamento del centro in una zona piu' sicura e funzionale?''.
''Amnistia per i delinquenti, sanatoria per i clandestini, grazia per i terroristi e assassini di poliziotti che diventano parlamentari della repubblica. Questo e' quel che offre la classe politica italiana ai cittadini'': e' il commento, dopo la rivolta nel cpt di Torino, dell'ispettore di polizia Silverio Sabino, segretario provinciale del sindacato autonomo di polizia di Torino.
''La legge Bossi-Fini, come tutte le norme, puo' essere migliorata, ma ha dimostrato di saper funzionare - ha aggiunto Sabino - soprattutto se i governi in carica, siano essi guidati da Berlusconi o Prodi, insisteranno sulla strada degli accordi con i paesi stranieri piu' poveri per i rimpatri. Ricordo, inoltre, che i Centri di permanenza temporanea nascono con la Turco-Napolitano e sono stati istituiti, quando era Ministro dell'Interno, dall'attuale Presidente della Repubblica''.
''In questo clima - si chiede l'ispettore Sabino - ci meravigliamo se 60 immigrati ospiti del Cpt di corso Brunelleschi tentano di fuggire in massa massacrando di botte 7 poliziotti, carabinieri e finanzieri? Se chi ha il diritto-dovere di governare questo Paese non si dara' una regolata, comprendendo che sui principi di legalita' e giustizia non si puo' scendere a patti e compromessi, episodi come quello di stanotte sono destinati a ripetersi non solo a Torino e i primi a pagarne il fio, come sempre, saranno le donne e gli uomini delle Forze dell'ordine che per poco piu' di 1.000 euro al mese garantiscono la sicurezza e la tranquillita' dei cittadini''.
Una nuova politica per l'immigrazione che preveda una revisione della Bossi-Fini e un ripensamento dei Cpt che ''non devono essere i lager che sono oggi''. Questa la proposta del presidente del Consiglio provinciale di Torino, Sergio Vallero, esponente di Rifondazione Comunista, che in seguito alla rivolta di questa notte, al centro di permanenza per immigrati di Corso Brunelleschi, osserva che ''la legge Bossi-Fini va revisionata e questo senza dare il fianco a chi pensa che vogliamo proteggere tutto e tutti, perche' quello che vogliamo e' dare dignita' a chi viene nel nostro Paese per lavorare, spesso in risposta a una richiesta dei datori di lavoro che vogliono regolarizzare gli extracomunitari, dando anche cosi' un rilancio dell'economia''.
Secondo il rappresentate di Rifondazione non si tratta di spostare i Cpt fuori dai centri abitati. ''Non e' questo il problema -spiega Vallero- quanto piuttosto pensare a una nuova politica sull'immigrazione che parta dall'annullamento della Bossi-Fini, da un suo ripensamento, cosa che ci auguriamo questo governo voglia fare''.
Prevedendo possibili polemiche Vallero precisa che ''non si tratta di proteggere chi delinque, ma di pensare al fatto che i Cpt ospitano anche chi non ha fatto nulla e aspetta di essere rimpatriato solo perche' non e' in regola con i documenti. Questi centri vanno dunque ripensati perche' chi e' in questa condizione non deve essere costretto a stare in un lager. E sono anche le associazioni internazionali a dire che questo sistema va rivisto''.
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