Italia. Rnp-Prc-Verdi-Cri: acquistiamo oppio afghano per produrre antidolorifici
L'acquisto di oppio da trasformare in morfina e codeina, sottraendolo cosi' al mercato illegale dell'eroina; e un piano per conversione delle colture di papavero in Afghanistan.
E' quanto prevede un ordine del giorno che Rifondazione comunista, Verdi e Rosa nel pugno presenteranno in occasione della discussione alla Camera del decreto di rifinanziamento delle missioni militari all'estero. Il documento impegna il governo a prendere l'iniziativa con le organizzazioni internazionali, con lo scopo di avviare una sperimentazione in un distretto in cui operano i soldati italiani.
L'iniziativa e' stata presentata oggi a Montecitorio dai capigruppo dei Verdi, Angelo Bonelli, e di Rifondazione, Gennaro Migliore, dal presidente della Rnp Sergio D'Elia, dalla deputata del Sole che ride, Tana De Zulueta, dal presidente della Croce rossa italiana, Massimo Barra, dal segretario del Forum Droghe, Franco Corleone. La proposta prevede, ha spiegato Bonelli, 'l'acquisto di oppio per venderlo alle industrie farmaceutiche, per farne morfina e codeina'. E poi, la 'riconversione delle colture'.
Bonelli ha citato numeri allarmanti, come l'aumento della produzione: 'Oltre 6.000 tonnellate l'anno', ha ammonito. 'L'ordine del giorno chiede una reale assunzione di responsabilita' da parte del governo', ha detto. Una richiesta, ha spiegato anche Migliore, che si inserisce nel solco 'della soluzione politica del conflitto'. Dato infatti il peso della produzione di oppio nell'economia dell'Afghanistan, non si puo' prescindere da iniziative tese a colpire i signori della droga.
'Bisogna cancellare -ha insistito Migliore- ogni forma di collateralita' con i talebani' e trovare una soluzione 'utile' al popolo afghano. Ci vuole un 'superamento del conflitto' ed e' arrivato il momento di 'sprovincializzare la discusasione: siamo parte di una comunita' internazionale, oppure ne' siamo estranei?', ha chiesto Migliore. 'Sono convinto -ha sottolineato- che l'ordine del giorno sara' appoggiato dal governo'. A chi ne parla come 'un contentino', il capogruppo Prc ha replicato: 'E' un punto centrale di una nuova politica' che guardi oltre il conflitto militare. Sergio D'Elia ha parlato di oltre 156mila ettari coltivati a papavero in Afghanistan per un giro d'affari di '400-500 miliardi di dollari'.
Un fenomeno, ha sottolineato, che 'condiziona la politica e la sovranita' stessa dello Stato afghano'. 'Chiediamo al governo -ha ribadito- di impegnarsi a promuovere un piano di riconversione delle colture'. D'Elia non ha mancato di sottolineare alcune 'interferenze' estranee al Parlamento, perche' parlare di oppio in Italia, ha spiegato, e' come 'parlare di zolfo nel Medioevo: rappresenta il demonio'. Un testo prescrittivo su questo tema, non sarebbe stato votato al Senato, ha rimarcato D'Elia, sottolineando che 'Andreotti e' contrario'.
Il presidente della Croce rossa, Massimo Barra, ha messo in risalto il valore della produzione di morfina e codeina per 'diffondere la terapia del dolore anche nei paesi piu' poveri'. E non e' una idea effimera, perche' 'si puo' offrire ai contadini lo stesso prezzo che ricavano oggi dai trafficanti'. 'Posto che l'oppio c'e' e non si puo' cancellare, proviamo ad usarlo in modo positivo', ha proposto. 'Sostituire l'oppio con altre colture mi ricorda il bambino di Sant'Agostino che voleba svuotare il mare con il secchiello'.
UNODC: PRODUZIONE OPPIO IN CRESCITA ANCHE NEL 2007 - La coltivazione di papavero da oppio in Afghanistan è destinata a crescere ancora nel 2007, dopo i livelli record di produzione dell'anno scorso. A rivelarlo, è l'ultimo rapporto dell'Ufficio delle Nazioni Unite contro la Droga e il Crimine (United Nations Office on Drugs and Crime - Unodc) pubblicato oggi.
In particolare, lo studio prevede un "aumento significativo" della produzione in diverse province, compresa quella meridionale dell'Helmand, nella regione che vanta i massimi livelli di superficie coltivata a papavero ed è teatro di sempre più numerosi attacchi dei talebani contro le truppe regolari afgane e i soldati Isaf-Nato. Nel rapporto, l'Unodc conferma le precedenti analisi di un aumento della produzione illecita e del narcotraffico nelle regioni con minore sicurezza.
"L'indagine di quest'inverno suggerisce che la coltivazione di oppio in Afghanistan nel 2007 non è inferiore al record negativo dei 165mila ettari del 2006" scrive il direttore esecutivo dell'Unodc, Antonio Maria Costa nella prefazione dello studio.
L'anno scorso, la coltivazione di papavero da oppio era cresciuta del 59 percento, alimentando il timore che l'Afghanistan degenerasse in un narcostato.
Secondo le Nazioni Unite la coltivazione di papavero avviene nel 100 percento dei villaggi visitati dagli esperti nella provincia dell'Helmand, e nel 93 percento di quella confinante di Kandahar (nel rapporto non si precisa comunque il numero dei villaggi di cui è composto il campione). L'Unodc predice poi un notevole aumento della produzione di coltivazioni illecite nella provincia di Nagarhar -che negli ultimi anni era citata come esempio positivo degli sforzi di conversione alle coltivazioni legali- così come in quelle del Kunar e dell'Uruzgan.
L'Onu rileva, d'altro canto, un calo della coltivazione in sette province, soprattutto settentrionali, evidenziando la tendenza a una sempre maggiore diversità fra il nord e il sud del paese.
"C'è la prova che l'economia dell'oppio afgana sta diventando sempre più frammentata, insieme al comportamento dei contadini, con condizioni di fornitura e tendenze dei prezzi che si muovono in direzioni opposte nel nord rispetto al sud" fa notare Costa.
Il rapporto lancia l'allarme anche per un "nuovo preoccupante fenomeno": le coltivazioni di cannabis. "L'ultima cosa di cui abbiamo bisogno per l'Afghanistan è lo spostamento da una droga all'altra o, ancor peggio, che diventi il leader della produzione di cannabis insieme a quella di oppio" commenta Costa.
UE RIBADISCE SOSTEGNO NELLA LOTTA CONTRO LA DROGA - Intanto i ministri degli Esteri dell'Ue hanno riaffermato "la ferma volonta' di sostenere il governo afghano nella lotta contro il traffico di droga e la corruzione" e "nel promuovere e rafforzare lo stato di diritto". In una breve dichiarazione, il Consiglio ha riaffermato il proprio "sostegno agli sforzi fatti dal governo afghano nel promuovere ed estendere lo stato di diritto sviluppando le forze di polizia, i tribunali, le prigioni, il sistema giudiziario". Il Consiglio ha anche sottolineato "l'importanza di queste misure nell'ambito della lotta al traffico di droga".
Il Consiglio ha salutato infine "le attivita' della Commissione europea nel settore della giustizia, in particolare quella destinata a rafforzare la cooperazione nord-sud tra l'Afganistan e i Paesi vicini, come anche il nuovo strumento di stabilita' che la Commissione ha l'intenzione di lanciare nella regione".
COMMENTI
"Il vecchio motto di Umberto Bossi sui Paesi meno sviluppati, ovvero 'Aiutiamoli a casa loro', e' stato indubbiamente preso troppo alla lettera dalla sinistra che vorrebbe promuovere l'acquisto, da parte del Governo, dell'oppio afgano da trasformare in prodotti farmaceutici e quindi, di fatto, pagare i Talebani che cosi', con questi soldi, trasformerebbero i fiori in cannoni". A sostenerlo e' il leghista Roberto Calderoli secondo il quale "siamo veramente all'ultimo stadio: i nostri ragazzi sono giu' in Afghanistan a rischiare la vita quotidianamente e una parte di questa maggioranza vuole giocare al 'piccolo chimico', con effetti stupefacenti". Insomma, conclude Calderoli: "Bell'esempio che daremmo ai nostri giovani: un governo che si mette a contrattare con i terroristi per comprare la droga..." .
Il governo e' disponibile a valutare l'ordine del giorno presentato da Rifondazione Comunista, Verdi e Rosa nel Pugno che propone l'acquisto dell'oppio afghano a fini medici, ma questa puo' essere solo una discussione internazionale, non una posizione unilaterale italiana. Ad affermarlo e' stato il ministro degli Esteri Massimo D'Alema, a Bruxelles per partecipare al Consiglio affari generali e relazioni esterne. "Abbiamo detto -ha dichiarato D'Alema- che siamo disponibili a valutare un ordine del giorno.
Ma il governo italiano non puo' decidere di comprare l'oppio, sarebbe una decisione illegale, dal momento che il governo afghano fa una campagna per distruggere l'oppio, considera illegale la coltivazione dell'oppio". Questo, tuttavia, ha proseguito il ministro, "e' stato compreso da tutti". Invece, "c'e' un ordine del giorno che propone di discutere in sede internazionale questa ipotesi che non e' nuova perche' e' stata suggerita da varie organizzazioni umanitarie, ma anche in sede di Organizzazione mondiale della sanita', cioe' la possibilita' che la comunita' internazionale acquisti una parte di questa produzione allo scopo di produzione di medicinale. Noi siamo disposti a discuterla, ma non ci puo' essere posizione unilaterale dell'Italia".
"Apprezzo le parole del ministro D'Alema rispetto all'ipotesi di rilanciare sul piano internazionale la proposta di acquisto dell'oppio afgano per destinarlo alla produzione di farmaci". E' il commento del ministro per la Solidarieta' sociale, Paolo Ferrero, secondo cui "adesso occorre concentrarsi per definire una proposta politica praticabile su questo versante a partire dai prossimi appuntamenti internazionali". Il nostro governo, osserva il ministro Ferrero, "segnerebbe in questo modo una discontinuita' evidente, discontinuita' che eviterebbe un ulteriore coinvolgimento della popolazione civile nella guerra, e la possibilita' di limitare il traffico di eroina gestito dai narcotrafficanti".
'E' pericolosa l'ipotesi di acquisto di oppio da parte degli stati, sarebbe quasi un narcotraffico istituzionalizzato'. Lo afferma Maurizio Gasparri (Alleanza nazionale).
"Il governo italiano potrebbe decidere di volta in volta, con maggioranze variabili, l'acquisto di oppio, marijuana, cocaina, hashish. Piu' complesso e' il problema dell'acquisto dell'eroina, perche' sembra che i soliti teodem, che esprimo le tendenze piu' oscurantiste del Vaticano, uscirebbero anche dalla maggioranza stabile. Il fatto che il ministro D'Alema, con il quale spesso polemizziamo ma che e' indubbiamente una persona seria, sia costretto a guadagnare tempo di fronte ad una mozione a dir poco demenziale, e' il segno che la situazione del governo e' gravissima ma non seria". Lo afferma, in una nota, il vicecoordinatore di Fi, Fabrizio Cicchitto.
E' quanto prevede un ordine del giorno che Rifondazione comunista, Verdi e Rosa nel pugno presenteranno in occasione della discussione alla Camera del decreto di rifinanziamento delle missioni militari all'estero. Il documento impegna il governo a prendere l'iniziativa con le organizzazioni internazionali, con lo scopo di avviare una sperimentazione in un distretto in cui operano i soldati italiani.
L'iniziativa e' stata presentata oggi a Montecitorio dai capigruppo dei Verdi, Angelo Bonelli, e di Rifondazione, Gennaro Migliore, dal presidente della Rnp Sergio D'Elia, dalla deputata del Sole che ride, Tana De Zulueta, dal presidente della Croce rossa italiana, Massimo Barra, dal segretario del Forum Droghe, Franco Corleone. La proposta prevede, ha spiegato Bonelli, 'l'acquisto di oppio per venderlo alle industrie farmaceutiche, per farne morfina e codeina'. E poi, la 'riconversione delle colture'.
Bonelli ha citato numeri allarmanti, come l'aumento della produzione: 'Oltre 6.000 tonnellate l'anno', ha ammonito. 'L'ordine del giorno chiede una reale assunzione di responsabilita' da parte del governo', ha detto. Una richiesta, ha spiegato anche Migliore, che si inserisce nel solco 'della soluzione politica del conflitto'. Dato infatti il peso della produzione di oppio nell'economia dell'Afghanistan, non si puo' prescindere da iniziative tese a colpire i signori della droga.
'Bisogna cancellare -ha insistito Migliore- ogni forma di collateralita' con i talebani' e trovare una soluzione 'utile' al popolo afghano. Ci vuole un 'superamento del conflitto' ed e' arrivato il momento di 'sprovincializzare la discusasione: siamo parte di una comunita' internazionale, oppure ne' siamo estranei?', ha chiesto Migliore. 'Sono convinto -ha sottolineato- che l'ordine del giorno sara' appoggiato dal governo'. A chi ne parla come 'un contentino', il capogruppo Prc ha replicato: 'E' un punto centrale di una nuova politica' che guardi oltre il conflitto militare. Sergio D'Elia ha parlato di oltre 156mila ettari coltivati a papavero in Afghanistan per un giro d'affari di '400-500 miliardi di dollari'.
Un fenomeno, ha sottolineato, che 'condiziona la politica e la sovranita' stessa dello Stato afghano'. 'Chiediamo al governo -ha ribadito- di impegnarsi a promuovere un piano di riconversione delle colture'. D'Elia non ha mancato di sottolineare alcune 'interferenze' estranee al Parlamento, perche' parlare di oppio in Italia, ha spiegato, e' come 'parlare di zolfo nel Medioevo: rappresenta il demonio'. Un testo prescrittivo su questo tema, non sarebbe stato votato al Senato, ha rimarcato D'Elia, sottolineando che 'Andreotti e' contrario'.
Il presidente della Croce rossa, Massimo Barra, ha messo in risalto il valore della produzione di morfina e codeina per 'diffondere la terapia del dolore anche nei paesi piu' poveri'. E non e' una idea effimera, perche' 'si puo' offrire ai contadini lo stesso prezzo che ricavano oggi dai trafficanti'. 'Posto che l'oppio c'e' e non si puo' cancellare, proviamo ad usarlo in modo positivo', ha proposto. 'Sostituire l'oppio con altre colture mi ricorda il bambino di Sant'Agostino che voleba svuotare il mare con il secchiello'.
UNODC: PRODUZIONE OPPIO IN CRESCITA ANCHE NEL 2007 - La coltivazione di papavero da oppio in Afghanistan è destinata a crescere ancora nel 2007, dopo i livelli record di produzione dell'anno scorso. A rivelarlo, è l'ultimo rapporto dell'Ufficio delle Nazioni Unite contro la Droga e il Crimine (United Nations Office on Drugs and Crime - Unodc) pubblicato oggi.
In particolare, lo studio prevede un "aumento significativo" della produzione in diverse province, compresa quella meridionale dell'Helmand, nella regione che vanta i massimi livelli di superficie coltivata a papavero ed è teatro di sempre più numerosi attacchi dei talebani contro le truppe regolari afgane e i soldati Isaf-Nato. Nel rapporto, l'Unodc conferma le precedenti analisi di un aumento della produzione illecita e del narcotraffico nelle regioni con minore sicurezza.
"L'indagine di quest'inverno suggerisce che la coltivazione di oppio in Afghanistan nel 2007 non è inferiore al record negativo dei 165mila ettari del 2006" scrive il direttore esecutivo dell'Unodc, Antonio Maria Costa nella prefazione dello studio.
L'anno scorso, la coltivazione di papavero da oppio era cresciuta del 59 percento, alimentando il timore che l'Afghanistan degenerasse in un narcostato.
Secondo le Nazioni Unite la coltivazione di papavero avviene nel 100 percento dei villaggi visitati dagli esperti nella provincia dell'Helmand, e nel 93 percento di quella confinante di Kandahar (nel rapporto non si precisa comunque il numero dei villaggi di cui è composto il campione). L'Unodc predice poi un notevole aumento della produzione di coltivazioni illecite nella provincia di Nagarhar -che negli ultimi anni era citata come esempio positivo degli sforzi di conversione alle coltivazioni legali- così come in quelle del Kunar e dell'Uruzgan.
L'Onu rileva, d'altro canto, un calo della coltivazione in sette province, soprattutto settentrionali, evidenziando la tendenza a una sempre maggiore diversità fra il nord e il sud del paese.
"C'è la prova che l'economia dell'oppio afgana sta diventando sempre più frammentata, insieme al comportamento dei contadini, con condizioni di fornitura e tendenze dei prezzi che si muovono in direzioni opposte nel nord rispetto al sud" fa notare Costa.
Il rapporto lancia l'allarme anche per un "nuovo preoccupante fenomeno": le coltivazioni di cannabis. "L'ultima cosa di cui abbiamo bisogno per l'Afghanistan è lo spostamento da una droga all'altra o, ancor peggio, che diventi il leader della produzione di cannabis insieme a quella di oppio" commenta Costa.
UE RIBADISCE SOSTEGNO NELLA LOTTA CONTRO LA DROGA - Intanto i ministri degli Esteri dell'Ue hanno riaffermato "la ferma volonta' di sostenere il governo afghano nella lotta contro il traffico di droga e la corruzione" e "nel promuovere e rafforzare lo stato di diritto". In una breve dichiarazione, il Consiglio ha riaffermato il proprio "sostegno agli sforzi fatti dal governo afghano nel promuovere ed estendere lo stato di diritto sviluppando le forze di polizia, i tribunali, le prigioni, il sistema giudiziario". Il Consiglio ha anche sottolineato "l'importanza di queste misure nell'ambito della lotta al traffico di droga".
Il Consiglio ha salutato infine "le attivita' della Commissione europea nel settore della giustizia, in particolare quella destinata a rafforzare la cooperazione nord-sud tra l'Afganistan e i Paesi vicini, come anche il nuovo strumento di stabilita' che la Commissione ha l'intenzione di lanciare nella regione".
COMMENTI
"Il vecchio motto di Umberto Bossi sui Paesi meno sviluppati, ovvero 'Aiutiamoli a casa loro', e' stato indubbiamente preso troppo alla lettera dalla sinistra che vorrebbe promuovere l'acquisto, da parte del Governo, dell'oppio afgano da trasformare in prodotti farmaceutici e quindi, di fatto, pagare i Talebani che cosi', con questi soldi, trasformerebbero i fiori in cannoni". A sostenerlo e' il leghista Roberto Calderoli secondo il quale "siamo veramente all'ultimo stadio: i nostri ragazzi sono giu' in Afghanistan a rischiare la vita quotidianamente e una parte di questa maggioranza vuole giocare al 'piccolo chimico', con effetti stupefacenti". Insomma, conclude Calderoli: "Bell'esempio che daremmo ai nostri giovani: un governo che si mette a contrattare con i terroristi per comprare la droga..." .
Il governo e' disponibile a valutare l'ordine del giorno presentato da Rifondazione Comunista, Verdi e Rosa nel Pugno che propone l'acquisto dell'oppio afghano a fini medici, ma questa puo' essere solo una discussione internazionale, non una posizione unilaterale italiana. Ad affermarlo e' stato il ministro degli Esteri Massimo D'Alema, a Bruxelles per partecipare al Consiglio affari generali e relazioni esterne. "Abbiamo detto -ha dichiarato D'Alema- che siamo disponibili a valutare un ordine del giorno.
Ma il governo italiano non puo' decidere di comprare l'oppio, sarebbe una decisione illegale, dal momento che il governo afghano fa una campagna per distruggere l'oppio, considera illegale la coltivazione dell'oppio". Questo, tuttavia, ha proseguito il ministro, "e' stato compreso da tutti". Invece, "c'e' un ordine del giorno che propone di discutere in sede internazionale questa ipotesi che non e' nuova perche' e' stata suggerita da varie organizzazioni umanitarie, ma anche in sede di Organizzazione mondiale della sanita', cioe' la possibilita' che la comunita' internazionale acquisti una parte di questa produzione allo scopo di produzione di medicinale. Noi siamo disposti a discuterla, ma non ci puo' essere posizione unilaterale dell'Italia".
"Apprezzo le parole del ministro D'Alema rispetto all'ipotesi di rilanciare sul piano internazionale la proposta di acquisto dell'oppio afgano per destinarlo alla produzione di farmaci". E' il commento del ministro per la Solidarieta' sociale, Paolo Ferrero, secondo cui "adesso occorre concentrarsi per definire una proposta politica praticabile su questo versante a partire dai prossimi appuntamenti internazionali". Il nostro governo, osserva il ministro Ferrero, "segnerebbe in questo modo una discontinuita' evidente, discontinuita' che eviterebbe un ulteriore coinvolgimento della popolazione civile nella guerra, e la possibilita' di limitare il traffico di eroina gestito dai narcotrafficanti".
'E' pericolosa l'ipotesi di acquisto di oppio da parte degli stati, sarebbe quasi un narcotraffico istituzionalizzato'. Lo afferma Maurizio Gasparri (Alleanza nazionale).
"Il governo italiano potrebbe decidere di volta in volta, con maggioranze variabili, l'acquisto di oppio, marijuana, cocaina, hashish. Piu' complesso e' il problema dell'acquisto dell'eroina, perche' sembra che i soliti teodem, che esprimo le tendenze piu' oscurantiste del Vaticano, uscirebbero anche dalla maggioranza stabile. Il fatto che il ministro D'Alema, con il quale spesso polemizziamo ma che e' indubbiamente una persona seria, sia costretto a guadagnare tempo di fronte ad una mozione a dir poco demenziale, e' il segno che la situazione del governo e' gravissima ma non seria". Lo afferma, in una nota, il vicecoordinatore di Fi, Fabrizio Cicchitto.
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