Italia. Roberto Alboni, An: polso fermo contro la droga
"Avere la mano ferma nella lotta contro la droga e' fondamentale, ma diventa perfettamente inutile se poi, tra benefici, attenuanti e sconti di pena, si finisce con il rimettere quasi subito in liberta' gli spacciatori". La dichiarazione e' del capogruppo di Alleanza Nazionale in Regione Lombardia, Roberto Alboni."Sicuramente la magistratura non e' tenera contro i grossi trafficanti, ma anche i pusher piu' piccoli vanno fermati perche' costituiscono il terminale dello spaccio e sono quelli a cui i giovani si rivolgono. Per fare questo basterebbe applicare con fermezza fino in fondo le leggi in vigore in Italia".
"Quanto accaduto negli ultimi giorni dimostra che le droghe si stanno pericolosamente diffondendo anche tra i piu' giovani e questo deve suscitare allarme: i ragazzi devono capire che quello degli stupefacenti e' un mercato di morte. Ma le forze dell'ordine e la magistratura devono collaborare con il comune obiettivo di combattere a tutti i livelli sostanze che creano assuefazione e dipendenza e possono ridurre una persona in totale schiavitu', portandola anche a commettere reati come furti o rapine per procurarsi i soldi necessari ad acquistare la dose giornaliera. Per cui sono necessari mano ferma e certezza della pena per tutti i soggetti coinvolti".
"Anche a chi afferma che uno spinello ogni tanto non fa poi cosi' male ricordiamo che c' e' sempre il rischio di superare il limite del 'provo una volta, tanto sono sempre capace di fermarmi' e trovarsi poi in totale balia degli stupefacenti. Le parole d'ordine, quindi, devono sempre essere: polso fermo e lotta a largo raggio. Ma se non viene ascoltato il richiamo delle forze dell'ordine, che da tempo si lamentano perche' gli spacciatori tornano liberi troppo presto, il nostro impegno quotidiano contro la droga viene vanificato".
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