Italia. Roma. Marino in cattedra sul fine vita al liceo Virgilio
Il presidente della commissione Igiene e sanita' del Senato, Ignazio Marino, e' stato questa mattina al liceo Virgilio di Roma per parlare ai ragazzi delle questioni legate alla fine della vita, come eutanasia, consenso informato e testamento biologico, e rispondere alle loro domande. Raccontando la sua personale esperienza di chirurgo Marino ha spiegato come "negli ultimi 25 anni la tecnologia e' migliorata e si e' potenziata, un fatto certamente positivo. È cambiato pero' anche il modo di usarla e, a volte, invece di risolvere i problemi, contribuisce a crearli".
Ha spiegato poi ai ragazzi come e' nata la discussione sul consenso alle terapie e sul testamento biologico prima negli Stati Uniti, nel 1976, con il caso di Karen Quinlan (una donna ridotta in stato vegetativo permanente dopo un incidente), fino alla recente e drammatica storia di Piergiorgio Welby. Un caso diverso dagli altri differente perche' "lui poteva dire autonomamente che non riteneva piu' sopportabile lo stato in cui era costretto a vivere".
"Oggi tutti noi possiamo indicare le terapie che intendiamo accettare oppure no, attraverso il consenso informato. Le persone in coma o in stato vegetativo permanente non possono farlo. È per questo che stiamo pensando ad una legge sul testamento biologico con cui non si vuole 'staccare la spina'. Si vuole dare a tutti la possibilita' di scegliere per se' stessi in modo che un domani non sara' un altro a dover decidere al posto mio".
Marino ha spiegato agli studenti la differenza tra sospensione delle terapie ed eutanasia, "una pratica analoga a quella utilizzata per i condannati a morte in Texas: viene iniettato del cloruro di potassio, del veleno, nelle vene del condannato che, nel giro di pochi secondi, muore. Un gesto attivo che porta la morte e che io, da medico, non mi sentirei mai di fare".
"I ragazzi mi hanno posto numerose domande, dimostrando curiosita' e conoscenza dell'argomento- ha commentato Marino dopo l'incontro- hanno parlato del caso di Terri Schiavo, hanno chiesto qual e' la differenza fra eutanasia passiva e attiva e il suicidio assistito. Una ragazza mi ha chiesto, ad esempio, come e' possibile stabilire che una persona abbia raggiunto la maturita' per poter scrivere il proprio testamento biologico".
"Tutte domande molto intelligenti e che dimostrano quanto questi temi, anche nel mondo dei giovani, siano sentiti con coinvolgimento e vengano seguiti attraverso i media- ha concluso Marino- Questo dovrebbe farci riflettere ancora di piu' su quanto sia importante parlare in modo serio e preciso, cercando di non creare confusione e riflettendo sul fatto che anche i giovani, le generazioni di domani, ci ascoltano con attenzione e si aspettano delle risposte".
Ha spiegato poi ai ragazzi come e' nata la discussione sul consenso alle terapie e sul testamento biologico prima negli Stati Uniti, nel 1976, con il caso di Karen Quinlan (una donna ridotta in stato vegetativo permanente dopo un incidente), fino alla recente e drammatica storia di Piergiorgio Welby. Un caso diverso dagli altri differente perche' "lui poteva dire autonomamente che non riteneva piu' sopportabile lo stato in cui era costretto a vivere".
"Oggi tutti noi possiamo indicare le terapie che intendiamo accettare oppure no, attraverso il consenso informato. Le persone in coma o in stato vegetativo permanente non possono farlo. È per questo che stiamo pensando ad una legge sul testamento biologico con cui non si vuole 'staccare la spina'. Si vuole dare a tutti la possibilita' di scegliere per se' stessi in modo che un domani non sara' un altro a dover decidere al posto mio".
Marino ha spiegato agli studenti la differenza tra sospensione delle terapie ed eutanasia, "una pratica analoga a quella utilizzata per i condannati a morte in Texas: viene iniettato del cloruro di potassio, del veleno, nelle vene del condannato che, nel giro di pochi secondi, muore. Un gesto attivo che porta la morte e che io, da medico, non mi sentirei mai di fare".
"I ragazzi mi hanno posto numerose domande, dimostrando curiosita' e conoscenza dell'argomento- ha commentato Marino dopo l'incontro- hanno parlato del caso di Terri Schiavo, hanno chiesto qual e' la differenza fra eutanasia passiva e attiva e il suicidio assistito. Una ragazza mi ha chiesto, ad esempio, come e' possibile stabilire che una persona abbia raggiunto la maturita' per poter scrivere il proprio testamento biologico".
"Tutte domande molto intelligenti e che dimostrano quanto questi temi, anche nel mondo dei giovani, siano sentiti con coinvolgimento e vengano seguiti attraverso i media- ha concluso Marino- Questo dovrebbe farci riflettere ancora di piu' su quanto sia importante parlare in modo serio e preciso, cercando di non creare confusione e riflettendo sul fatto che anche i giovani, le generazioni di domani, ci ascoltano con attenzione e si aspettano delle risposte".
ADUC è indipendente
Nessun finanziamento pubblico né pubblicità. Solo le donazioni ci rendono liberi.
Sostienici →
Potrebbe interessarti