Sabato 6 giugno 2026
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Italia. Roma. "Il sorriso di Daphne", commedia tragica sull'eutanasia

U.E. - ITALIA
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Un anziano professore di botanica, costretto su una sedia a rotelle da una malattia degenerativa, ossessionato dal morboso, simbiotico rapporto con una sorella appiccicosa e protettiva, e' il protagonista de "Il sorriso di Daphne", due tempi di Vittorio Franceschi, dal 13 al 25 febbraio in scena presso il Teatro Valle. Sul palcoscenico Vittorio Franceschi (Giovanni, detto Vanni), Laura Curino (Rosa, sua sorella) e Laura Gambarin (Sibilla), per la regia di Alessandro D'Alatri.

L'uomo protagonista dello spettacolo viene improvvisamente riportato indietro nel tempo, al suo avventuroso passato di viaggi e scoperte e alla pienezza della sua vita, dall'arrivo inatteso di un'ex-allieva e amante che, in un estremo atto d'amore, l'aiutera' a sottrarsi al suo misero e inevitabile futuro da vegetale. Strumento per il passaggio dalla vita alla morte, la linfa mortale di una pianta, proprio la Daphne del titolo, la scoperta piu' importante nella carriera del botanico, e quarta protagonista in palcoscenico, con la sua presenza muta e immutabile.

"Il sorriso di Daphne" e' una commedia tragica, che usa toni leggeri e arguti dialoghi per parlare d'eutanasia. L'opera ha ottenuto tre importanti riconoscimenti del teatro italiano: il premio dedicato alla drammaturgia contemporanea Enrico Maria Salerno 2004 e, nel 2006, come migliore novita' italiana il Premio ETI - Gli olimpici del teatro, un riconoscimento assegnato dagli operatori dello spettacolo ai colleghi piu' meritori, e il Premio UBU, assegnato dalla critica nazionale, sempre come miglior nuovo testo italiano.
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