Domenica 7 giugno 2026
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Italia. Roma scopre la 'ndrangheta, i Radicali: colpa del proibizionismo

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Beni per un milione e mezzo di euro sono stati sequestrati dalla polizia di Stato a pregiudicati presunti esponenti delle cosche della 'ndrangheta del reggino. Cinque sono i decreti emessi dal Tribunale di Reggio sugli esiti delle indagini patrimoniali eseguite, tra la Calabria e il Lazio, dalla Questura di Reggio Calabria.
A Salvatore Morabito, di 46 anni, sorvegliato speciale e presunto affiliato alla omonima cosca, condannato a sei anni di reclusione per associazione a delinquere finalizzata al traffico di droga, sono stati sequestrati un appartamento, che sarebbe stato costruito abusivamente, a Capo Bruzzano di Africo e un immobile acquistato dalla moglie a Capena (Roma).
Un immobile e' stato sequestrato ad Antonino Sergi, di 45 anni, sorvegliato speciale di Reggio Calabria, condannato a sette anni per associazione a delinquere di stampo mafioso e presunto appartenente ad una cosca della citta'. Al sessantenne Francesco Ranieri, di Villa San Giovanni, condannato a tre anni per rapina ed estorsione, ritenuto affiliato alla cosca Imerti, e' stato sequestrato un fabbricato costruito su un terreno dei genitori, mentre a Giuseppe Palamara, di 40 anni, sorvegliato speciale di Africo e ritenuto affiliato alla cosca 'Mollica-Morabito', condannato a otto anni per associazione mafiosa, un fabbricato costruito abusivamente su tre piani fuori terra in un appezzamento di terreno ricevuto in successione dal padre.
A Domenico Antonio Mollica, di 42 anni, ritenuto affiliato alla cosca Morabito e condannato a otto anni per associazione mafiosa, sono stati sequestrati un villino monofamiliare a schiera a Rignano Flaminio (Roma) e un appezzamento di terreno ad Africo.

"I clamorosi sequestri di queste ore e le parole del procuratore nazionale antimafia confermano quanto denunciamo da anni: l'economia legale e' sempre piu' inquinata dalle infiltrazioni criminali che riciclano i proventi delle loro attivita' illecite, a cominciare dalla droga". È quanto dichiarano Rita Bernardini, deputata per i Radicali nel gruppo Partito democratico e membro della commissione Giustizia della Camera, e di Mario Staderini, della direzione nazionale di Radicali italiani."Grazie alle immense ricchezze regalate dal proibizionismo, le mafie si comprano le nostre citta'. In attesa di una svolta antiproibizionista - continuano Bernardini e Staderini -, occorre puntare sulla prevenzione e cio' e' possibile solo attraverso interventi strutturali. Il centro di Roma e' una miniera d'oro, reprimere e' difficile, mentre basterebbe una serie attivita' preventiva di fronte ai continui sub-ingressi ed alla presenza di improbabili prestanome".
"Chiediamo al prefetto di Roma la convocazione urgente del comitato provinciale per l'Ordine e la sicurezza pubblica, al fine di creare una task force che avvii indagini sistematiche in base ad una serie di indicatori di allarme. Anche il comune deve fare la sua parte - concludono i due Radicali -, ad esempio realizzando tempestivamente una seria rete informatica delle attivita' commerciali, anche a livello municipale, che faciliti controlli incrociati. Occorre far capire alle organizzazioni criminali che c'e' una volonta' politica inflessibile nei loro confronti".
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