Mercoledì 10 giugno 2026
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Italia. Roma. Storie di proibizionismo, centinaia di genitori fanno esaminare i capelli dei figli. Un giovane su due usa droghe

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A spingerli e' la preoccupazione di pensare il proprio figlio vittima della droga. Ecco perche' sempre piu' genitori fanno analizzare in laboratorio i capelli dei propri ragazzi. A Roma, nell'unico centro di analisi che da tre mesi offre questo tipo di servizio, sono stati analizzati circa 250 campioni, per lo piu' di minori. "Di questi, il 50% e' risultato positivo. Sono state riscontrate tracce di cocaina, oppiacei, cannabinoidi, anfetamina e metanfetamina". A scattare la fotografia e' Manuela Di Natale, biologa all'Artemisia, il laboratorio di analisi della Capitale dove i genitori 'fanno la fila' per far analizzare i capelli dei propri figli.

Tra le sostanze riscontrate, a farla da padrona soprattutto cocaina e cannabinoide, rilevate nel 50% dei casi risultati positivi e spesso presenti entrambe sullo stesso campione. Nel 20% dei campioni analizzati sono state invece rilevate tracce di metanfetamine, le 'pasticche da sballo' del fine settimana. Inutile dire che molti di questi tagli di capelli sono fatti 'a tradimento', "all'insaputa dei ragazzi", conferma Di Natale.
 
"Con i nostri sistemi di analisi - spiega all'Adnkronos Salute Di Natale - possiamo scoprire se il soggetto da cui provengono i capelli fa uso di droghe e possiamo determinare con certezza anche quali sostanze sono state consumate".
Il meccanismo funziona cosi': al genitore vengono fornite, telefonicamente, indicazioni precise su come tagliare la ciocca di capelli. A seconda del punto in cui vengono tagliati si puo' infatti stabilire una momento storico preciso.

Molti genitori richiedono una 'datazione' del rilevamento: "in sostanza vogliono sapere se il ragazzo ha fatto uso di stupefacenti, ma anche quando", afferma l'esperto. La matrice biologica dei capelli mantiene infatti una memoria storica eccellente. "Un capello di 4 centimetri, ad esempio, permette di andare a ritroso di circa 4 mesi".
Non solo. "C'e' stato un papa' - racconta Di Natale - che si e' presentato con un capello di 20 centimetri".

Il test, "affidabile al 90%", e' molto sofisticato. "Il capello - spiega l'esperta - viene prima sminuzzato finemente, poi trattato con metanolo, che ha proprieta' estrattive, e messo a 60 gradi per 24 ore. Il metanolo viene quindi fatto evaporare con azoto liquido e il campione viene infine sottoposto a tecniche immunologiche". Per l'esito delle analisi non c'e' da attendere molto: "Entro quattro-cinque giorni - conclude la biologa - siamo in grado di consegnare i risultati ai genitori". I ragazzi sono avvisati.
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