Italia. Roma. Svoltosi oggi seminario su Piergiorgio Welby
Piergiorgio Welby, malato di distrofia muscolare progressiva, puo' decidere di rinunciare alla ventilazione polmonare assistita, avvalendosi di una sedazione terminale per evitare un'agonia lunga e dolorosa. E il medico che lo aiutera' a farlo non dovrebbe rischiare l'accusa di 'omicidio di persona consenziente', reato per il quale e' previsto il carcere. Ne sono convinti alcuni degli esperti -bioeticisti, politici, medici, giuristi- riuniti oggi a Roma nella sede del Partito radicale per rispondere ad un quesito posto dallo stesso Welby, il co-presidente dell'associazione Luca Coscioni che qualche settimana fa aveva scritto al capo dello Stato, Giorgio Napolitano, per chiedere di poter accedere all'eutanasia.
Welby -che comunica attraverso il computer ed ha ascoltato gli interventi dell'incontro romano dal sito radicali.it- aveva chiesto se fosse possibile la somministrazione di una sedazione terminale che gli permettesse di staccare la spina, rinunciando alla ventilazione polmonare assistita, senza dover soffrire. Unanime il parere dei medici intervenuti. 'In questo caso non si puo' parlare di eutanasia -ha spiegato Mario Sabatelli, ricercatore dell'Istituto di neurologia dell'universita' di Cattolica di Roma- il paziente ha diritto a rinunciare ad una cura che non tollera piu'. Anche la Chiesa accetta questa eventualita'. E la sedazione e' un dovere del medico in casi in cui il paziente terminale soffra. I farmaci di cui disponiamo, inoltre, ci consentono di protrarre anche a lungo la sedazione'.
Il medico curante di Welby, lo pneumologo Federico Sciarra, ha precisato come il paziente, che ha ancora una residua capacita' respiratoria, potrebbe sopravvivere all'interruzione della ventilazione polmonare assistita per un periodo difficile da stabilire, da pochi minuti a diversi giorni. Mentre Franco Heriquet, fondatore della Fondazione Gigi Ghirotti per l'assistenza ai malati di cancro, ha ricordato che 'siamo di fronte a una persona che in piena liberta' di coscienza sceglie di non essere curato. Il rispetto della sua volonta' e' fondamentale anche da parte di un medico cattolico. La sedazione, poi, e' gia' parte integrante delle cure di fine vita'.
'L'idratazione e la nutrizione enterale non esistevano 25 anni fa, dunque non sono mezzi naturali e non sono indolore, anzi. Su nessun paziente vengono praticate da sole, ma sempre accompagnate da altre terapie, come ad esempio quella antibiotica, lo spostamento intestinale e la ginnastica passiva. Non vedo quindi perche' il malato non possa esercitare il suo diritto a rinuciare a terapie che intimamente ritiene inappropriate per se stesso'. A sostenerlo e' Ignazio Marino, presidente della commissione Sanita' al Senato.
'Si deve esprimere il consenso informato per mettere il sondino naso-gastrico e a maggior ragione si deve poterlo fare per terapie che sono anche piu' invasive e dolorose. Il paziente ha il diritto di decidere cosa vuole o meno che gli venga fatto. Bisogna distinguere tra scelta della terapia, eventuale rinuncia alle cure ed eutanasia. Tutte cose diverse tra loro'.
Un malato come Welby potrebbe 'beneficiare' solo in modo indiretto del testamento biologico, secondo Marino. 'Perche' essendo cosciente - ha continuato - si trova nella nostra stessa situazione, quella cioe' di poter scegliere o indicare il trattamento terapeutico'. Nei pazienti in stato di incoscienza invece la situazione e' diversa. 'In questo caso infatti - ha aggiunto - familiari e amici devono affrontare il problema di scegliere per i loro cari. Con le direttive anticipate quindi si risolverebbe questo problema, perche' ognuno potrebbe esprimere il proprio consenso informato sull'uso di eventuali terapie nel caso di sua incoscienza. E' una libera scelta di ognuno poter rinunciare a cure considerate fuori dall'ordinario e inappropriate'.
Marino ha inoltre fatto sapere che finora la commissione ha audito un terzo delle 37 persone, tra bioeticisti, giuristi, medici e associazioni, previste nel programma della commissione Sanita' per l'esame degli otto ddl sul testamento biologico.
'Speriamo di arrivare entro la primavera 2007 ad un testo condiviso da tutti'.
Sul fronte giuridico, invece, i medici restano perplessi, e temono la possibilita' di incorrere in reati penali. 'La questione non e' chiara -spiega Carlo Flamigni- e il rischio rimane finche' non ci sia una normativa ad hoc'. Perplesso anche Marco Cappato,europarlamentare e segretario dell'Associazione Coscioni, che chiede alla politica impegno per aiutare tutti i malati nelle condizioni di Welby.
Ma per l'avvocato Vittorio Angiolini, legale del padre di Eluana Englaro, ragazza da diversi anni in coma irreversibile, nel caso di Welby, cosciente e in pieno possesso delle sue facolta' mentali, non ci sono dubbi che il paziente stia esercitando il suo diritto a rinunciare alle cure. Non sussitono, quindi, nemmeno rischi per il medico. L'importante, gli fa eco l'avvocato Giuseppe Rossodivita, che 'la sedazione sia effettuata con tutte le precauzioni, rispettando le regole di buona pratica medica. Ma se il camice bianco con la sua sedazione eccede e provoca la morte del paziente, le cose cambiano molto e sara' inevitabile l'acceramento del reato'.
Nella richiesta di Welby, inoltre, per il bioeticista Demetrio Neri e per lo storico della medicina Gilberto Corbellini, non ci sono ostacoli etici.
L'eutanasia non e' sconosciuta nella sanita' italiana, ma viene applicata in modo subdolo, silenzioso e sotterraneo. A ribadire la presenza di forme di eutanasia clandestina nel nostro Paese e' Carlo Flamigni, ordinario di ginecologia e ostetricia all'Universita' di Bologna.
'I medici, si sa hanno sempre applicato questa forma di pietosa solidarieta': si 'accentua' la situazione, si somministra qualche farmaco in piu' e piano piano il sonno diventa definitivo'. Ed e' per questo che Flamigni riconosce a Piergiorgio Welby molto coraggio per essersi impegnato in prima persona in questa battaglia. 'Quando si richiama l'attenzione su di se' come nel caso di Welby le cose possono cambiare molto. E' un atto di grande generosita' puntare i riflettori sulla propria morte, perche' si rinuncia a quei 'privilegi' legati allo stare in disparte'.
Per Claudia Moretti, avvocato dell'Aduc e consigliere dell'associazione Coscioni, non e' assolutamente scontato che all'interruzione del sostegno vitale non segua una condanna di un tribunale. Citando esempi anche recenti di sentenze, Moretti ha voluto sottolineare il rischio che corre il medico che eventualmente stacchera' la spina, che potrebbe essere accusato di omicidio del consenziente.
Pietro Yates Moretti, consigliere Aduc, si e' soffermato sulla valenza politica della richiesta di Welby, nella quale e' implicita -ha detto- la volonta' di stimolare il dibattito politico e l'avvicinamento ad una legge che regolamenti l'eutanasia. Citando casi recenti di eutanasia in altri Paesi, Yates Moretti ha spiegato quali possano essere le conseguenze politiche nei casi di interruzione del sostegno vitale e di eutanasia attiva.
E' possibilie riascoltare l'audio-video di tutti gli interventi del seminario sul sito di Radio Radicale: clicca qui
Welby -che comunica attraverso il computer ed ha ascoltato gli interventi dell'incontro romano dal sito radicali.it- aveva chiesto se fosse possibile la somministrazione di una sedazione terminale che gli permettesse di staccare la spina, rinunciando alla ventilazione polmonare assistita, senza dover soffrire. Unanime il parere dei medici intervenuti. 'In questo caso non si puo' parlare di eutanasia -ha spiegato Mario Sabatelli, ricercatore dell'Istituto di neurologia dell'universita' di Cattolica di Roma- il paziente ha diritto a rinunciare ad una cura che non tollera piu'. Anche la Chiesa accetta questa eventualita'. E la sedazione e' un dovere del medico in casi in cui il paziente terminale soffra. I farmaci di cui disponiamo, inoltre, ci consentono di protrarre anche a lungo la sedazione'.
Il medico curante di Welby, lo pneumologo Federico Sciarra, ha precisato come il paziente, che ha ancora una residua capacita' respiratoria, potrebbe sopravvivere all'interruzione della ventilazione polmonare assistita per un periodo difficile da stabilire, da pochi minuti a diversi giorni. Mentre Franco Heriquet, fondatore della Fondazione Gigi Ghirotti per l'assistenza ai malati di cancro, ha ricordato che 'siamo di fronte a una persona che in piena liberta' di coscienza sceglie di non essere curato. Il rispetto della sua volonta' e' fondamentale anche da parte di un medico cattolico. La sedazione, poi, e' gia' parte integrante delle cure di fine vita'.
'L'idratazione e la nutrizione enterale non esistevano 25 anni fa, dunque non sono mezzi naturali e non sono indolore, anzi. Su nessun paziente vengono praticate da sole, ma sempre accompagnate da altre terapie, come ad esempio quella antibiotica, lo spostamento intestinale e la ginnastica passiva. Non vedo quindi perche' il malato non possa esercitare il suo diritto a rinuciare a terapie che intimamente ritiene inappropriate per se stesso'. A sostenerlo e' Ignazio Marino, presidente della commissione Sanita' al Senato.
'Si deve esprimere il consenso informato per mettere il sondino naso-gastrico e a maggior ragione si deve poterlo fare per terapie che sono anche piu' invasive e dolorose. Il paziente ha il diritto di decidere cosa vuole o meno che gli venga fatto. Bisogna distinguere tra scelta della terapia, eventuale rinuncia alle cure ed eutanasia. Tutte cose diverse tra loro'.
Un malato come Welby potrebbe 'beneficiare' solo in modo indiretto del testamento biologico, secondo Marino. 'Perche' essendo cosciente - ha continuato - si trova nella nostra stessa situazione, quella cioe' di poter scegliere o indicare il trattamento terapeutico'. Nei pazienti in stato di incoscienza invece la situazione e' diversa. 'In questo caso infatti - ha aggiunto - familiari e amici devono affrontare il problema di scegliere per i loro cari. Con le direttive anticipate quindi si risolverebbe questo problema, perche' ognuno potrebbe esprimere il proprio consenso informato sull'uso di eventuali terapie nel caso di sua incoscienza. E' una libera scelta di ognuno poter rinunciare a cure considerate fuori dall'ordinario e inappropriate'.
Marino ha inoltre fatto sapere che finora la commissione ha audito un terzo delle 37 persone, tra bioeticisti, giuristi, medici e associazioni, previste nel programma della commissione Sanita' per l'esame degli otto ddl sul testamento biologico.
'Speriamo di arrivare entro la primavera 2007 ad un testo condiviso da tutti'.
Sul fronte giuridico, invece, i medici restano perplessi, e temono la possibilita' di incorrere in reati penali. 'La questione non e' chiara -spiega Carlo Flamigni- e il rischio rimane finche' non ci sia una normativa ad hoc'. Perplesso anche Marco Cappato,europarlamentare e segretario dell'Associazione Coscioni, che chiede alla politica impegno per aiutare tutti i malati nelle condizioni di Welby.
Ma per l'avvocato Vittorio Angiolini, legale del padre di Eluana Englaro, ragazza da diversi anni in coma irreversibile, nel caso di Welby, cosciente e in pieno possesso delle sue facolta' mentali, non ci sono dubbi che il paziente stia esercitando il suo diritto a rinunciare alle cure. Non sussitono, quindi, nemmeno rischi per il medico. L'importante, gli fa eco l'avvocato Giuseppe Rossodivita, che 'la sedazione sia effettuata con tutte le precauzioni, rispettando le regole di buona pratica medica. Ma se il camice bianco con la sua sedazione eccede e provoca la morte del paziente, le cose cambiano molto e sara' inevitabile l'acceramento del reato'.
Nella richiesta di Welby, inoltre, per il bioeticista Demetrio Neri e per lo storico della medicina Gilberto Corbellini, non ci sono ostacoli etici.
L'eutanasia non e' sconosciuta nella sanita' italiana, ma viene applicata in modo subdolo, silenzioso e sotterraneo. A ribadire la presenza di forme di eutanasia clandestina nel nostro Paese e' Carlo Flamigni, ordinario di ginecologia e ostetricia all'Universita' di Bologna.
'I medici, si sa hanno sempre applicato questa forma di pietosa solidarieta': si 'accentua' la situazione, si somministra qualche farmaco in piu' e piano piano il sonno diventa definitivo'. Ed e' per questo che Flamigni riconosce a Piergiorgio Welby molto coraggio per essersi impegnato in prima persona in questa battaglia. 'Quando si richiama l'attenzione su di se' come nel caso di Welby le cose possono cambiare molto. E' un atto di grande generosita' puntare i riflettori sulla propria morte, perche' si rinuncia a quei 'privilegi' legati allo stare in disparte'.
Per Claudia Moretti, avvocato dell'Aduc e consigliere dell'associazione Coscioni, non e' assolutamente scontato che all'interruzione del sostegno vitale non segua una condanna di un tribunale. Citando esempi anche recenti di sentenze, Moretti ha voluto sottolineare il rischio che corre il medico che eventualmente stacchera' la spina, che potrebbe essere accusato di omicidio del consenziente.
Pietro Yates Moretti, consigliere Aduc, si e' soffermato sulla valenza politica della richiesta di Welby, nella quale e' implicita -ha detto- la volonta' di stimolare il dibattito politico e l'avvicinamento ad una legge che regolamenti l'eutanasia. Citando casi recenti di eutanasia in altri Paesi, Yates Moretti ha spiegato quali possano essere le conseguenze politiche nei casi di interruzione del sostegno vitale e di eutanasia attiva.
E' possibilie riascoltare l'audio-video di tutti gli interventi del seminario sul sito di Radio Radicale: clicca qui
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