Italia. E.Romagna, assessore Rabboni: no a tasso alcolemico zero per chi guida
Portare il tasso alcolemico da 0,5 a 0 non permettera' di incidere sulle reali cause che sono alla base degli incidenti stradali e in piu' rischia di produrre gravi danni a uno dei settori forti del made in Italy, quello del vino di qualita', del turismo enogastronomico e rurale. E' la posizione dell'assessore all'Agricoltura dell'Emilia-Romagna Tiberio Rabboni che interviene contro il disegno di legge che mira ad azzerare il limite di tasso alcolemico nel sangue previsto per chi guida. 'L'attuale valore di 0,5, vigente in Italia come nella maggior parte dei Paesi europei - spiega Rabboni in una lettera che ha inviato oggi al presidente del Consiglio Berlusconi, ai ministri dell'Agricoltura e dei Trasporti Zaia e Matteoli, ai presidenti e ai parlamentari emiliano-romagnoli delle commissioni Trasporti e Lavori Pubblici - e' gia' oggettivamente di assoluta severita' e garanzia. In secondo luogo tutte le rilevazioni statistiche mettono in relazione gli incidenti causati da guide alterate all'abuso di superalcolici e di droghe. Il vino non vi appare quasi mai, se non in posizione del tutto marginale e complementare. Ne consegue che l'azzeramento dello 0,5 non colpira' in nessun modo il consumo di superalcolici e tanto meno di droghe ma esclusivamente chi consuma uno o due bicchieri di vino. Credo che nessuno possa seriamente sostenere che tale quantita' sia tale da non assicurare al guidatore il totale controllo di se stesso e del veicolo'. La vera soluzione per combattere la piaga degli incidenti stradali e' - secondo Rabboni - un'altra, la stessa che e' stata adottata in Paesi come la Francia e la Gran Bretagna, vale a dire 'intensificazione dei controlli e della prevenzione sulle strade, certezza della pena e adeguate sanzioni per chi non rispetta il Codice della strada'. L'unico effetto che l'azzeramento del tasso alcolemico potra' produrre, conclude dunque Rabboni, sara' quello di 'associare nell'opinione pubblica il consumo del vino alla cultura dello 'sballo', con danni incalcolabili per la reputazione di uno dei prodotti piu' rappresentativi della tradizione italiana e del made in Italy alimentare, vanificando l'incessante lavoro dei produttori vitivinicoli, dei consorzi di tutela e delle istituzioni pubbliche volto a promuovere un consumo consapevole. Senza contare l'impatto che tale misura avrebbe sulle potenzialita' del turismo rurale e dei circuiti enogastronomici regionali e locali, fondamentali leve economiche per la sopravvivenza dell'agricoltura in territori marginali'. ADUC è indipendente
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