Giovedì 4 giugno 2026
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Italia. E.Romagna. Misericordia rinuncia alla gestione del Cpt dopo minacce

U.E. - ITALIA
Notizia ·
La Confraternita di Misericordia rinuncia alla gestione dei Centri di permanenza temporanea di Modena e Bologna, per la mancanza di sicurezza ed in seguito a minacce: l' ultima ieri, rivolta alla direttrice del Centro di Bologna, Anna Maria Lombardo. Dal sottosegretario all' Interno, Marcella Lucidi, e dai sindaci di Bologna e Modena, Sergio Cofferati e Giorgio Pighi, arrivano attestati di solidarieta'.
Ad annunciare la rinuncia e' stato il presidente della Confraternita modenese, Daniele Giovanardi. La Confraternita, ha spiegato, "ha in questi anni tentato di gestire nel modo migliore possibile i centri di Modena e Bologna. Per lungo tempo abbiamo coltivato l' illusione di poter dare un contributo al miglioramento di queste strutture anche attraverso proposte di modifica della legge Bossi-Fini. Abbiamo resistito a ripetute minacce e a insulti, convinti delle nostre buone ragioni. Abbiamo aperto i centri alla stampa in nome della trasparenza ma negli ultimi tempi, anche per il consistente afflusso dalle carceri di malavitosi benificiati dall' indulto, non ci sono piu' i requisiti minimi di sicurezza per continuare la nostra attivita'". Tra le minacce anche quella arrivata questa mattina con una lettera anonima piena di insulti ("sappiamo chi sei e ti controlliamo", c' e' scritto tra l' altro, pure con riferimenti alle figlie) ad Anna Maria Lombardo. In passato arrivo' un pacco-bomba al Cpt di Modena, dove ci fu pure un' aggressione con vandalismi nella sede sociale dei volontari sulle ambulanze.
Per il sottosegretario Lucidi - che ha telefonato ad Anna Maria Lombardo per esprimerle solidarieta' ed assicurarle ogni attenzione necessaria per la sua sicurezza e quella della sua famiglia - le minacce "sono un atto vile da condannare senza esitazione". Lucidi ha ribadito alla direttrice il proprio "apprezzamento per la responsabilita' sinora assunta, anche in considerazione degli elementi di criticita' che il Cpt sta presentando dato l' elevato numero di immigrati tossicodipendenti presenti all' interno, problema che e' all' attenzione dello stesso ministero". Il sottosegretario ha, inoltre, chiesto ad Anna Maria Lombardo di proseguire nel suo lavoro.
Solidarieta' e' arrivata anche, in una nota congiunta, dai sindaci di Bologna e Modena, che pero' giudicano la decisione della Misericordia di abbandonare la gestione dei Cpt "grave, difficilmente comprensibile e sostanzialmente non accoglibile. I responsabili delle minacce - hanno osservato Cofferati e Pighi - vanno individuati e a questo devono pensare le forze di polizia e la magistratura, ma alla Misericordia chiediamo di confermare presenza e impegno, insieme alle istituzioni e agli altri soggetti del volontariato impegnati nei centri e sul territorio". Dall' opposizione giungono invece attacchi al centrosinistra: "Il personale della Misericordia, a cui va la mia piu' profonda solidarieta' - ha detto Isabella Bertolini (Fi) - ha gestito con professionalita' queste strutture indispensabili per tutelare la sicurezza delle comunita' regionali. Purtroppo si e' dovuto scontrare con il furore ideologico e la violenza dei gruppi di sinistra, piu' o meno radicali, che, coadiuvati strumentalmente dagli stessi immigrati clandestini spesso autori di reati, hanno fatto della chiusura dei Cpt la madre di tutte le battaglie. Di qui alle lettere minatorie ed alle minacce la strada e' poca". Critico anche Alfredo Mantovano (An), per il quale "non si puo' andare avanti quando le minacce e le violenze della sinistra estrema sono, al di la' di ogni intenzione e/o accordo, oggettivamente affiancate dall' avversione ideologica verso i Cpt, e quindi verso coloro che li gestiscono, della sinistra di governo".
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